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Orwell si è fermato in Cina. Seconda parte: la videosorveglianza

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La videosorveglianza in Cina è esplosa negli ultimi anni: nel 2017 c’erano 170 milioni di videocamere digitali, che alla fine del 2020 dovrebbero arrivare a 400 milioni, e a 500 milioni nel 2021. Le stime sono controverse: per il centro studi inglese Ihs Markit, le telecamere avanzate cinesi sarebbero 626 milioni già oggi (mentre negli

Orwell si è fermato in Cina. Prima parte: il social credit

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Percosso dalla pandemia, il mondo occidentale oggi sembra quasi invidiare il sistema informatico di controllo sanitario che negli ultimi mesi la Repubblica popolare cinese ha messo in atto contro il Covid-19. Del resto, viste le dimensioni della popolazione cui si è applicato, quel sistema ha dimostrato di funzionare più che bene, garantendo un efficace controllo

Telegram: per non farti spiare

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Zoom, Webex, Skype, Google Hangouts, Microsoft Team: questo sono solo alcune delle piattaforme di cui abbiamo parlato qui e qui, mettendo a confronto le principali soluzioni per smart working e videocalls online. A questo appello mancava almeno una voce, che sta divenendo sempre più popolare: quella di Telegram, l’App di messaggistica fondata sette anni fa

Coronavirus: ecco come funziona la censura sui social media cinesi

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Le piattaforme di social media cinesi come Weibo, WeChat e YY sono sempre monitorate dal governo ma, durante l’epidemia di coronavirus, pare che queste società abbiano bloccato importanti informazioni mediche sulla nuova malattia. Almeno questo è ciò che emerge da uno studio pubblicato dal Citizen Lab dell’Università di Toronto. In particolare, questi i risultati chiave dello studio: YY,

Video choc di un interrogatorio della polizia cinese: «Perché parli male di noi su WeChat?»

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Pubblicato da @ningxianhua e retwittato da Edward Snowden, il video che riprende un uomo immobilizzato in una struttura metallica e interrogato della polizia a proposito di alcuni suoi post su WeChat e QQ riguardanti i sequestri di alcune moto da parte della polizia, la dice lunga sul livello di pervasività della privacy personale raggiunto in

REPORTAGE – Cina: il regime, le censure e la sfida all’Occidente

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Shanghai – Il loro Internet, la loro lingua, il loro sistema: o ti adegui o sei tagliato fuori. Piaccia o meno è così che stanno le cose in Cina, un paese che se potesse guardarsi allo specchio oggi, dopo 70 anni sotto i ferri del regime comunista, probabilmente reagirebbe con la stessa espressione inorridita del

TikTok al centro della guerra tecnologica Usa-Cina

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Il Dipartimento di sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha aperto un’indagine sul social network cinese TikTok. A riportare la notizia per prima è stata l’agenzia stampa Reuters, ieri, citando due fonti vicine all’indagine. Il fascicolo aperto sarebbe legato all’acquisizione della app americana (ma nata in Cina nel 2014) Musical.ly, da parte del proprietario di TikTok,