robot journalism

Irene Elisei: «La dignità di una notizia va ben oltre il numero di lettori che raggiungerà»

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Marchigiana di Recanati (il “natio borgo selvaggio” di Giacomo Leopardi), Irene arriva a Milano per inseguire il sogno del giornalismo. Ancora prima di laurearsi in Lettere Moderne all’Università Cattolica inizia a lavorare a Class Cnbc, dove impara il mestiere e si appassiona all’economia. Oggi è uno dei volti più amati della testata: conduce “Caffè Affari”

Roberta Scorranese: «La vera contrapposizione sta tra approfondimento e superficialità»

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Roberta Scorranese è abruzzese di nascita ma vive a Milano. Giornalista, lavora al Corriere della Sera, dove si occupa di temi culturali e di attualità, ed è condirettore scientifico del Master post laurea Management della Cultura e dei Beni Artistici nella Rcs Academy Business School. La sua è senz’altro una delle penne più riconoscibili, di

Mariangela Pira: «Mi spaventa di più la stupidità umana dell’intelligenza artificiale»

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Di strada ne ha fatta parecchia da quando, nel 2000, Mariangela Pira vinse una borsa di studio all’Ansa di New York, dove ebbe l’occasione di lavorare al fianco di Marco Bardazzi, attuale direttore della comunicazione esterna di ENI: «Ho studiato lingue e letterature straniere ad indirizzo giornalistico alla Cattolica, a Milano – racconta Mariangela in

Luca Rigoni: «Bisogna ritornare a una verticalità dell’informazione»

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La carriera giornalistica di Luca Rigoni inizia nel 1988, dopo la laurea con lode in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bologna, con una tesi in Storia del cinema. Ha lavorato alla Rai corporation di New York dal 1989 alla fine del 1991. Per il

La crisi di governo? Ve la facciamo raccontare da un robot

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Un sistema di intelligenza artificiale in grado di scrivere autonomamente storie e articoli. Ne stiamo parlando da ormai diverse settimane nel corso della serie di interviste sul futuro del giornalismo in cui, tra le 10 domande che stiamo rivolgendo ad alcuni dei più autorevoli giornalisti italiani e non, c’è appunto quella relativa alle prospettive del

Barbara Carfagna: «La velocità ha cambiato le carte in tavola a chi fa informazione»

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Gira che ti rigira, prima o poi a Barbara Carfagna dovevamo arrivare. Sì, perché un’inchiesta come la nostra, su presente e futuro del giornalismo nell’era del Web, non avrebbe potuto fare veramente a meno delle opinioni di una delle maggiori divulgatrici di temi legati all’ormai avvenuta digitalizzazione della nostra società, con la più autorevole trasmissione

Pablo Monzalvo: «Investire nei contenuti per recuperare credibilità»

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Di nazionalità argentina ma vero e proprio cittadino del mondo, Pablo Monzalvo è un “periodista” (giornalista in spagnolo, ndr) televisivo che da anni lavora “sul campo”, ovvero come inviato per la rete televisiva in lingua spagnola più seguita al mondo: Univision. Durante l’arco dell’anno si divide tra l’Italia – soprattutto per seguire le dinamiche del

Emilio Carelli: «Il compito di un giornalista non è quello di essere popolare ma di scrivere e diffondere le notizie»

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Potremmo tranquillamente definirlo l’archetipo del giornalismo televisivo di casa nostra, perché la carriera di Emilio Carelli comincia nel 1980, quando fece il suo ingresso in Fininvest diventando inviato e redattore di svariati programmi giornalistici di Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Poi, da lì, visse da protagonista ogni singola tappa di avvicinamento che Mediaset

Marcello Veneziani: «Le dicerie della rete reagiscono al politically correct dell’opinione prefabbricata»

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Marcello Veneziani vanta senz’altro una delle intelligenze più lucide e insieme profonde del panorama non soltanto giornalistico o culturale, ma tout court, dell’Italia contemporanea. Egli, per intenderci, non si limita alle analisi, ma offre spunti di riflessione; non pontifica emettendo giudizi, ma è in grado di gettare lo sguardo oltre la superficie per elaborare delle