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La galleria degli orrori del 10 febbraio

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Anche questo 10 febbraio ha confermato che le Foibe rappresentano una pagina di storia che ancora spaventa la sinistra. D’altronde è significativo quanto confessato da un giornalista e storico come Paolo Mieli, cresciuto nell’estrema sinistra, nel programma Frontiere (lunedì sera su Rai Uno): «Se devo ricordare la prima volta che ho sentito parlare di foibe,

Foibe: l’odio che calpesta anche la tonaca

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Fra Ludovik Rados aveva soltanto 20 anni e nel cuore la gioia di aver appena terminato il noviziato e indossato il saio caro a Francesco d’Assisi; fra Marko Barbaric, invece, di anni ne aveva 80 e continuava a spendersi secondo gli insegnamenti del poverello nel monastero di Siroki Brijeg, anche se era ammalato di tifo.

Negare o giustificare: ecco le strategie per nascondere la verità

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Seconda parte – Abbiamo visto ieri come siano state costruite a tavolino le tesi utilizzate per contrastare l’impatto emotivo del genocidio e della pulizia etnica compiuta dai partigiani comunisti jugoslavi in Venezia Giulia al termine della Seconda guerra Mondiale. Da una parte c’è che mira a “giustificare” quanto avvenuto (come se si potessero giustificare la

Foibe: tecniche di disinformazione storica

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Prima parte – Da quando, nel 2004, il Parlamento varò la legge che istituiva il Giorno del Ricordo, le organizzazioni politiche e culturali che erano riuscite, per sessant’anni, a “occultare” l’eccidio perpetrato dai partigiani comunisti di Tito, entrarono subito in agitazione. Da allora a oggi si può dire che ogni anno sono state partorite nuove