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Il Grande Fratello Gov

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Trasmesso a reti unificate, il Grande Fratello Gov è un format televisivo con una potenza di fuoco talmente poderosa da essere riuscito a cambiare la vita praticamente a tutti diventando, in breve tempo, un caso di studio ovunque nel mondo. Per meglio comprenderne il fenomeno, vediamo insieme come funziona. La selezione dei concorrenti Trattandosi di

Luca Telese: «L’algoritmo può rivelarsi un meccanismo pericoloso per far sparire persone e ideali scomodi»

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Volto arcinoto dei talk show televisivi, Luca Telese è un giornalista e saggista che si è sempre occupato di politica e costume. Nato a Cagliari nel 1970, ha iniziato a fare il giornalista al Messaggero, nel 1989. Nel 1999 è al Giornale, chiamato da Maurizio Belpietro come redattore parlamentare, per poi passare al Fatto Quotidiano.

L’occhio del Grande Fratello (3): Face App ci riconoscerà per strada?

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Nata nel 2017 ma “esplosa” solo in queste settimane a causa di una challenge, Face App ha conquistato la maggior parte dei nostri amici sui social network anche grazie al suo utilizzo semplice e veloce. Scarichiamo l’app, diamo il consenso all’utilizzo dei dati, scegliamo una foto, attendiamo qualche secondo, et voilà, ecco come saremo tra

L’occhio del Grande Fratello (1): Cambridge Analytica non ci ha insegnato nulla?

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Da decenni scattiamo fotografie per ricordare momenti, emozioni, volti. Se con la famiglia e gli amici di sempre è davvero divertente confrontare il nostro aspetto attuale con quello di quando avevamo 10, 20, 30 anni, pensiamo che fra qualche decennio avremo una possibilità in più: verificare se le previsioni di Face App siano state corrette!

Politicamente corretto (2): una discriminazione uguale e contraria

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Sarebbe bene, per incominciare, sapere quali sono i capisaldi su cui si basa questo benedetto (si può dire?) “politicamente corretto”. Leggiamo: «evitare il linguaggio cosiddetto sessista (diritti della persona al posto di diritti dell’uomo); evitare espressioni che evocano discriminazione (come negro, giudeo, handicappato, cieco, nano…); evitare in generale espressioni tradizionalmente connotate in modo discriminatorio (bidello,