giornalismo - Page 3

Media e terrorismo (1): la lezione delle Br

0 accessi unici

Iniziamo oggi la pubblicazione dell’intervento di Luca Rigoni contenuto in “Comprendere il terrorismo” a cura di Ranieri Razzanti (Ed. Pacini Giuridica) su gentile concessione dell’editore. Chi ha attraversato gli anni di piombo sa bene che uno dei punti nodali della sfida del terrorismo e della risposta dello Stato fu l’utilizzo, da entrambe le parti, della

Oggi come ieri (4): linguaggi a confronto

0 accessi unici

Negli articoli precedenti abbiamo visto che siamo in un’era di semplificazione dei linguaggi scritti (per simboli e per abbreviazioni). Queste modalità riduttive, tuttavia, riguardano soprattutto la messaggistica interpersonale e non sembrano aver contagiato i linguaggi usati (sul web ma anche sui social) quando si vogliono divulgare informazioni. Sappiamo anche che la logica della comunicazione social

Serena Scorzoni: «Questa svolta tecnologica ci impone un ripensamento del nostro lavoro»

0 accessi unici

Dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Perugia, Serena Scorzoni ha frequentato la Scuola di Giornalismo Rai a Perugia, poi un’importante esperienza al Tgr Umbria e, infine, l’approdo a Rai News 24, dove si è da subito distinta per il suo stile istituzionale ed empatico al tempo stesso, riflettendo

Roberta Scorranese: «La vera contrapposizione sta tra approfondimento e superficialità»

0 accessi unici

Roberta Scorranese è abruzzese di nascita ma vive a Milano. Giornalista, lavora al Corriere della Sera, dove si occupa di temi culturali e di attualità, ed è condirettore scientifico del Master post laurea Management della Cultura e dei Beni Artistici nella Rcs Academy Business School. La sua è senz’altro una delle penne più riconoscibili, di

Mariangela Pira: «Mi spaventa di più la stupidità umana dell’intelligenza artificiale»

0 accessi unici

Di strada ne ha fatta parecchia da quando, nel 2000, Mariangela Pira vinse una borsa di studio all’Ansa di New York, dove ebbe l’occasione di lavorare al fianco di Marco Bardazzi, attuale direttore della comunicazione esterna di ENI: «Ho studiato lingue e letterature straniere ad indirizzo giornalistico alla Cattolica, a Milano – racconta Mariangela in

Vitalba Azzollini: «Regole o il pluralismo soccomberà agli algoritmi»

0 accessi unici

Laureata in giurisprudenza alla LUISS, Vitalba Azzollini è funzionaria di un’ autorità di vigilanza, nonché autrice per l’Istituto Bruno Leoni e per alcune testate, tra cui: La Voce, Linkiesta e Phastidio, per le quali scrive articoli che, pur trattando argomenti tutt’altro che semplici, hanno sempre la capacità (e il merito) di fare opinione in Rete

Luca Rigoni: «Bisogna ritornare a una verticalità dell’informazione»

0 accessi unici

La carriera giornalistica di Luca Rigoni inizia nel 1988, dopo la laurea con lode in Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Bologna, con una tesi in Storia del cinema. Ha lavorato alla Rai corporation di New York dal 1989 alla fine del 1991. Per il

Il giornalismo è in crisi, ma non al cinema

0 accessi unici

Se da un lato l’editoria deve fare i conti con una costante emorragia di lettori (preoccupanti, alle nostre latitudini, i dati Ads, elaborati da Prima comunicazione in collaborazione con L’Ego 1), dall’altro, a puntellare il fascino frusto di una professione in catalessi, corre in soccorso il cinema. Sarà forse merito del magnetismo impresso in alcune

Gli innovatori (6): Roberto D’Agostino, la “spia” dei tempi

0 accessi unici

Roberto D’Agostino è un volto noto della televisione italiana. Giornalista e opinionista, è conosciuto anche per essere stato protagonista di diversi battibecchi televisivi. Nato a Roma nel 1948, il suo primo impiego arriva a 18 anni come ragioniere presso l’azienda Breda; due anni dopo la madre gli fa ottenere una raccomandazione per la Cassa di

Il grande fake dei “miliardi bruciati” dalla Borsa

0 accessi unici

Eccoci di nuovo. Ogniqualvolta si presenta una flessione sui mercati finanziari, soprattutto se vicino a elezioni (vere o presunte), inizia un terribile can can informativo fatto di titoli catastrofici e “miliardi bruciati”; di immagini di operatori di borsa con i gomiti appoggiati al tavolo e le mani a coprirsi il viso; di grafici che scendono come