giornalismo - Page 2

La “scelta di libertà” è per sempre… costi quel costi

0 accessi unici

Libertà: sono in forte imbarazzo. Potrei scrivere un libro. Sicuramente la mia mente corre, in senso romantico, a quando nel deserto mi fermavo un attimo e guardavo oltre il nulla, “stappando” una lattina di qualcosa da bere e, a volte, se erano tanti giorni che stavo lontano dall’Italia, lasciavo la portiera aperta e, in sottofondo,

Aiutaci a essere liberi

/
0 accessi unici

Se sei qui ci sono buone possibilità che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, io e te. Che è un gran bel punto di partenza, inutile girarci intorno, perché se leggi Orwell significa che: Detesti il politicamente corretto in ogni sua subdola forma ipocrita e mistificatrice secondo cui – giusto per fare qualche esempio – se

Perché l’Italia affonda (2) – Inchiostro rosso

0 accessi unici

«Purtroppo, l’Italia ancora oggi sconta una arretratezza morale, politica e civile frutto dell’aver consentito al maggior Partito comunista europeo di occupare – sin dagli anni Cinquanta – tutti i gangli vitali della Nazione». Così scrivevamo nell’editoriale di pochi giorni fa. Ora è arrivato il momento di capire le dimensioni di questo problema che affligge il nostro

Davide Dormino: l’artista italiano che porta Assange, Snowden e Manning nelle piazze europee

/
0 accessi unici

«Questa scultura è la nostra voce, il nostro sostegno per il loro coraggio in difesa della verità. È il monumento di tutti, non di un credo politico o religioso, non di un paese solo, per questo motivo viaggia per le piazze del mondo». Così l’artista Davide Dormino, friulano di nascita ma romano d’adozione, presenta ai

Luca Telese: «L’algoritmo può rivelarsi un meccanismo pericoloso per far sparire persone e ideali scomodi»

0 accessi unici

Volto arcinoto dei talk show televisivi, Luca Telese è un giornalista e saggista che si è sempre occupato di politica e costume. Nato a Cagliari nel 1970, ha iniziato a fare il giornalista al Messaggero, nel 1989. Nel 1999 è al Giornale, chiamato da Maurizio Belpietro come redattore parlamentare, per poi passare al Fatto Quotidiano.

Il 2020 sarà l’anno di Orwell

/
0 accessi unici

Non ci stiamo autocelebrando, più semplicemente cresciamo, e lo facciamo con buona pace dei rosiconi d’ogni risma, che dalle nostre parti sono come gli imbucati quando c’è da mangiare gratis: non mancano mai. Come molti di voi ormai sanno Orwell è una startup nata un anno fa con un obiettivo ambizioso: diventare una spina nel

Giornalismo, la testimonianza di Sara Mauri: «Se sei freelance con la partita iva, non esisti»

0 accessi unici

Mi costa abbastanza rendere pubbliche certe cose, ho un carattere riservato. Però, forse non tacere è un dovere. Magari, poi, sasso dopo sasso, ce la faremo a buttare giù un muro. Lo possiamo fare solo insieme. Barbara D’Amico ha scoperchiato il vaso, ha aperto una breccia. Quindi, mi sento di parlare anch’io. Lo dovevo fare,

Irene Elisei: «La dignità di una notizia va ben oltre il numero di lettori che raggiungerà»

0 accessi unici

Marchigiana di Recanati (il “natio borgo selvaggio” di Giacomo Leopardi), Irene arriva a Milano per inseguire il sogno del giornalismo. Ancora prima di laurearsi in Lettere Moderne all’Università Cattolica inizia a lavorare a Class Cnbc, dove impara il mestiere e si appassiona all’economia. Oggi è uno dei volti più amati della testata: conduce “Caffè Affari”

Media e terrorismo (3): Il Jihad come format

0 accessi unici

Termina oggi la pubblicazione dell’intervento di Luca Rigoni pubblicato su “Comprendere il terrorismo” a cura di Ranieri Razzanti (Ed. Pacini Giuridica) su gentile concessione dell’editore. Il mondo è piatto. È il titolo, famoso, di un saggio di Thomas Friedman, grande esperto di questioni mediorientali ed editorialista principe del ‘New York Times’: “Il mondo è piatto.

Media e terrorismo (2): l’11 settembre fa saltare il “filtro”

0 accessi unici

Continua la pubblicazione dell’intervento di Luca Rigoni pubblicato su “Comprendere il terrorismo” a cura di Ranieri Razzanti (Ed. Pacini Giuridica) su gentile concessione dell’editore. Molti testi si sono occupati, e da parecchio tempo ormai, del ruolo del ‘gatekeeper’, del guardiano, che i media hanno svolto e assolto nei confronti della pubblica opinione. Giornali come cani