giornalismo

Orwell continuerà ad alimentare i vostri dubbi

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Nella puntata di “Casual Friday” andata in onda ieri, in coda all’intervista rilasciata da Steve Bannon al nostro giornale, ho citato una frase di Karl Popper cui sono molto legato: “Noi possiamo alimentare i dubbi, ma non abbiamo la verità”. Da oltre un anno “Orwell”, come fuoco che cova sotto la cenere, ha mantenuto vivo

Alessandro Nardone intervista Luca Rigoni: «L’informazione è cambiata, ora deve ripensarsi»

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Il coronavirus ha cambiato anche il giornalismo? In che termini? Ce ne parla Luca Rigoni, amico di Orwell e notissimo volto “americano” del TG5 ora a TGCOM24, che insieme ad Alessandro Nardone immagina quali potrebbLuca Rigoniero essere gli scenari futuri dell’informazione.

Chi tace è complice

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Quando mi dicono che su questo giornale «facciamo politica», rispondo che uno dei peggiori retaggi della dittatura del pensiero unico è di aver inculcato in molti la convinzione che la politica sia unicamente appannaggio dei politici. Non solo lo ritengo un approccio concettualmente sbagliato ma vi dirò di più: sono convinto che occuparsi di politica

Come si scrive del Coronavirus

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Come si racconta la più grave emergenza sanitaria del secondo dopoguerra italiano? C’è un modo giusto, uno sbagliato? E il “buonsenso” a cui tutti si appellano, dove inizia e dove finisce? L’Associated Press ha condiviso addirittura uno dei suoi famosi stylebook, le linee guida sulla terminologia alle quali tutti i suoi giornalistici devono attenersi. Noi abbiamo

Per provare a pensare e vivere… diversa-mente

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Ho sempre pensato che l’esperienza di Orwell andasse oltre l’informazione non politicamente corretta. Il nostro fornire, quotidianamente, degli spunti di riflessione su ciò che altri non vogliono o possono dire, non è solo la pratica di una informazione non conforme. Credo sia molto di più. Con il tempo, in pochi mesi, abbiamo toccato con mano

Libertà è partecipazione

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Al mondo d’oggi siamo “bombardati” di notizie, un bombardamento dinanzi al quale si rimane spiazzati per riuscire a capire quali sono le notizie vere e quali le fake, quali le importanti e quali le nascoste, semicensurate perché scomode. Il ruolo di testate libere, anche online, come Orwell.live è proprio quello di svolgere un’azione di selezione

Con Assange va a processo anche la libertà d’informazione

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Si è aperto a Londra, due giorni fa, il processo contro il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Si tratta del primo passo verso la richiesta d’estradizione, inoltrata dagli Usa alle autorità britanniche, nei confronti dell’editore-hacker australiano reo di aver “cospirato” (in collaborazione con Chelsea Manning) contro gli interessi nazionali statunitensi. Un’udienza, peraltro, a cui sono

La fiducia dei lettori rappresenta la nostra più grande speranza

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«Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo». Così Voltaire parlava della libertà. La libertà intesa come decisione che, come tale, comporta delle conseguenze. Rendendosi liberi dagli schemi e dai condizionamenti delle correnti tradizionali speso si finisce per rimanere soli. Come nella vita, anche nel giornalismo chi persegue la propria indipendenza si trova

Buona informazione vuol dire sostenere una voce libera, fuori dal coro e coerente

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Siamo messi male, anzi malissimo, con l’informazione in Italia: i giornali quotidiani chiudono oppure riducono drasticamente giornalisti e poligrafici; di settimanali “veri” ne sono rimasti sì e no un paio e anche questi non entrano più come una volta nelle case degli italiani; la stessa difficoltà li accomuna a familiari e femminili, periodici di nicchia

Costruire un’informazione che diventa formazione per chi legge

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Orwell, rappresenta oggi una fiaccola che fa brillare la fiamma della libertà e il valore dei contenuti nell’epoca del giornalismo dei click, dei like e del politicamente corretto. Da poco più di due mesi mi sono addentrato personalmente in questa realtà iniziando la mia collaborazione come corrispondente dalla Calabria. L’interesse che la redazione ha dimostrato