giampaolo pansa

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Se sei qui ci sono buone possibilità che siamo sulla stessa lunghezza d’onda, io e te. Che è un gran bel punto di partenza, inutile girarci intorno, perché se leggi Orwell significa che: Detesti il politicamente corretto in ogni sua subdola forma ipocrita e mistificatrice secondo cui – giusto per fare qualche esempio – se

Sergio Ramelli può unire un’Italia che troppi vogliono divisa?

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Abbiamo appena finito di pubblicare un articolo che riporta un lungo elenco di infamie commesse contro la memoria dei martiri delle Foibe (e non è che la punta dell’iceberg di violenze taciute dai media). Intanto pochi giorni fa il Tribunale di Milano ha condannato in appello (dopo averli assolti in primo grado) 11 ragazzi colpevoli

10 febbraio: perché è un Giorno “speciale”

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Il 30 marzo 2004, veniva promulgata la legge istitutiva della Solennità civile nazionale del Giorno del Ricordo per: «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale». Una

Twitter censura noi ma non gli insulti a Pansa: ancora online i tweet degli odiatori seriali

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Mentre i nostri account continuano a rimanere “sospesi”, quelli dei “Genadrmi della memoria” che hanno insultato Giampalo Pansa dopo la sua morte sono ancora a piede libero; a questo proposito vale la pena notare come la maggior parte di questi leoni da tastiera vomiti i propri insulti da account fake, cioè senza avere nemmeno il

Censurati da Twitter per aver difeso Pansa

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Twitter come o peggio di Facebook? Il social più utilizzato nel mondo del giornalismo censura un giornale on line? Per cosa, poi? Cosa possiamo aver scritto di così terribile da far scappare la doppia chiusura? Mistero. Sono 3 giorni che inviamo contestazioni, e le uniche risposte che abbiamo ricevuto sono state delle banalissime email di

Pansa insultato anche da morto per aver scritto la verità

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Il vomitatoio scatenatosi sul Web nelle ore successive alla sua morte è l’ultimo capolavoro di Giampaolo Pansa, perché dimostra quanto egli avesse ragione nel cercare di spurgare la storia del dopoguerra da certa cloaca rossa, i cui miasmi ci appestano ancora oggi. Sì perché è merda, come direbbe Alberto Sordi, quella che Pansa ha fatto