elezioni

La prima donna a fare carriera in politica

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Sirimavo Bandaranaike

Il 21 luglio 1960 è una data memorabile in quanto per la prima volta nella storia una donna diventa primo ministro di uno Stato. Si tratta di Sirimavo Bandaranaike, esponente politico dello Sri Lanka. La donna entrò a far parte del mondo della politica dopo la morte del marito Solomon, fino a quel momento capo

Elezioni, Trump cambia Campaign Manager

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«Sono lieto di annunciare che Bill Stepien è stato promosso al ruolo di Campaign Manager»,  queste le prime parole del post con cui è lo stesso Trump ad annunciare l’avvicendamento tra Stepien e Brad Parscale che, continua il presidente USA, «è stato con me per molto tempo e ha guidato le nostre straordinarie strategie digitali

Richard Nixon: protagonista dello scandalo Watergate

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Richard Nixon

Richard Nixon, Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1969 al 1974, fu il protagonista dello scandalo Watergate avvenuto il 16 luglio 1973. Nel ‘72, anno difficile a causa della crisi economica e della guerra in Vietnam, Nixon sconfisse alle elezioni il suo rivale George McGovern e venne rieletto. Fu creata un’organizzazione elettorale, la Commetee for

Su Trump i media italiani ci sono o ci fanno?

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Partiamo da un presupposto: Donald Trump aveva più chance di vittoria a febbraio rispetto ad oggi. Il Presidente è in netta difficoltà e non servono i sondaggi per capirlo. Eppure, nuovamente, ci troviamo davanti a cartine e sondaggi che respirano di 2016. La mappa elettorale pubblicata sul Corriere che disegna l’attuale stato dell’arte negli Stati

Ragione o Fede? Entriamo nel mondo di QAnon

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È la domanda che attanaglia tutti coloro che studiano questo fenomeno: l’adesione a Q è basata sulla ragione o sulla fede? Uno dei maggiori esperti delle teorie della cospirazione, il professore Joseph Uscinski, ha tentato di spiegare i motivi restando «lontano da qualsivoglia partigianeria di riflesso». «Molte persone presumono – ha affermato Uscinski – che

La fronda repubblicana contro Trump è un fake

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Dopo la prima parte di ieri riguardante Bush, Powell e Romney, il discorso diventa più appassionante ora che si vanno ad affrontare le vere tre “novità”: Mattis, Rice e Kelly. La parola novità è volutamente virgolettata perché, come leggerete fra poco, ci sono dei motivi che hanno spinto Mattis principalmente e Kelly e la Rice

Tra i repubblicani esiste davvero una fronda anti-Trump?

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La risposta può essere di due tipi, a seconda della conoscenza che si ha sulla politica americana e, chiaramente, sulla base dei rapporti fra coloro che compongono la cosiddetta fronda e il Presidente stesso. I componenti sono quattro – George W. Bush, Colin Powell, James Mattis, Mitt Romney – e i casi vanno analizzati singolarmente.

Forse Macron ha finito di fare… il galletto

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Delle elezioni amministrative in Francia si era parlato, in termini scandalizzati, come di un palese controsenso. Nel momento in cui si chiudeva tutto per il pericolo del coronavirus, era sembrato a molti ridicolo e pericoloso chiamare il popolo alle urne. Il presidente Macron, però, aveva voluto fortemente questa tornata elettorale, andando contro tutti coloro che

350 “buoni” motivi per cui non si voterà

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Rassegniamoci, non c’è nessuna speranza di andare a votare per riformare questo Parlamento e sostituire questo Governo. Continueranno a litigare, a minacciarsi, a insultarsi e a tenere l’Italia paralizzata ma, con una scusa o con l’altra, la maggioranza rosso-gialla punta ad arrivare al semestre bianco e all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, nel 2022. Se

Ciao 5 Stelle, il bipolarismo è tornato

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Una valenza nazionale ce l’hanno eccome le elezioni regionali che si sono consumate ieri in Emilia Romagna e Calabria, dalle quali a nostro avviso spicca anzitutto il dato che abbiamo voluto sintetizzare nell’immagine di apertura: il DissolVimento dei 5 Stelle e la conseguente rinascita del bipolarismo. A ruota, ovviamente, il paradosso degli umori contrastanti dei