editoria

Buona informazione vuol dire sostenere una voce libera, fuori dal coro e coerente

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Siamo messi male, anzi malissimo, con l’informazione in Italia: i giornali quotidiani chiudono oppure riducono drasticamente giornalisti e poligrafici; di settimanali “veri” ne sono rimasti sì e no un paio e anche questi non entrano più come una volta nelle case degli italiani; la stessa difficoltà li accomuna a familiari e femminili, periodici di nicchia

L’ultima barriera al proliferare del bavaglio culturale

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Care lettrici, cari lettori. Vorrei spiegarvi quanto sia difficile, oggi, fare informazione in questo Paese. La crisi dell’editoria, certificata dal calo generale delle copie vendute, dalla chiusura capillare dei templi laici del confronto, le edicole, e dalle mutate abitudini dei lettori più orientati a consultare le notizie online, impone una riflessione generale sulla “crisi sistemica”

Vale la pena crederci

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L’intenzione iniziale era quella di scrivere un articolo privo di sentimentalismi: asciutto, chiaro, capace di andare dritto al punto spiegando, cioè, la genesi di questo nuovo giornale. Fatto sta, che dopo quasi due ore di sindrome da foglio bianco – ovvero l’incubo di chiunque faccia questo mestiere – ho capito che si trattava di un