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Alla scoperta della “immunità di gregge”

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Ha fatto discutere molto, in queste settimane di pandemia, il concetto di “immunità di gregge” inizialmente citato da Boris Johnson, scatenando polemiche che lo hanno sommerso. Però, quando a seguire questa teoria sono stati gli svedesi… le “proteste” del mainstream si sono molto silenziate. Il problema, però, è che, come ormai succede spesso, nessuno degli

Tgpop: Il Regno Unito snobba la pandemia

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Quando il padre disobbedisce al figlio: Stanley, il papà del Primo Ministro Boris Johnson, ignora le indicazioni del figlio e annuncia di non voler rinunciare al rito quotidiano del pub. Sembra una gag comica, ma è la realtà, che rispecchia quanto in Gran Bretagna la minaccia del coronavirus sia fortemente sottovalutata. Da Londra ci racconta

I ragazzi (e le ragazze) del ‘20

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Avevano dei nomi antichi, portati come si porta un abito fuori moda, o si pronunciano parole dimenticate. Luigi, di 86 anni. E Severa, 82 anni. Si erano sposati 62 anni fa. Sono morti a due ore di distanza l’uno dall’altra, in un ospedale di Bergamo. Ieri sono uscito per prendere il pane, i giornali, e

I Grandi alla “conquista” dell’Africa

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L’Africa sta diventando sempre di più centrale nello scacchiere geopolitico mondiale. A dispetto della disperazione degli africani che fuggono dal Continente massacrato da regimi sanguinari, terrorismo, élite affaristiche che schiavizzano le popolazioni, corruzione, malattie endemiche e prostituzione… le grandi potenze si sono attrezzate per spolpare il molto che c’è ancora, soprattutto come risorse minerarie, forza

5G: il Regno Unito apre a Huawei

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Dopo una riunione del Consiglio di sicurezza interno, il premier britannico, Boris Johnson ha autorizzato la Huawei a partecipare alla realizzazione del 5G in Gran Bretagna. Si tratta di una decisione che influenza non solo lo sviluppo delle telecomunicazioni, ma anche il rapporto con gli Stati Uniti che considerano la società collusa con il governo

Se l’UE non cambia ci saranno altre Brexit

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Sembrava dovesse essere la “fine del mondo”. C’erano stati rapporti catastrofisti, articoli e inchieste drammatici e c’erano analisti inquieti, cittadini terrorizzati e altri profeti di sventura e povertà. Invece, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è stata una festa: con la borsa in rialzo, la sterlina più forte e solo i burocrati di Bruxelles in

Pensiero Critico: Douglas Murray

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Nel mondo anglosassone, il quarantunenne filosofo Douglas Kear Murray (nato il 16 luglio 1979) si è guadagnata una meritata fama tra gli analisti studiando il neoconservatorismo, quando furoreggiava negli Stati Uniti, al tempo di George W. Bush. Si trattava di un pasticcio piuttosto ambiguo, egemonizzato ideologicamente da studiosi post-marxisti, “molestatori” del progressismo di Berkeley che

Perché non si parla più di Brexit?

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Più si avvicina la fatidica data dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, meno se ne parla. Una inconscia strategia di elaborazione del lutto? Neppure per idea. Gli “eurottimisti” hanno finalmente preso atto che la maggior parte dei britannici non vuole stare – per motivi che non è qui il caso di indagare ma che sono

Boris ed Enrico sconfiggono il politicamente corretto

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«I Britannici vogliono la Brexit più di quanto noi giornalisti pensassimo», è in questa frase di Enrico Mentana, alla vista dei primi risultati delle elezioni inglesi, la sintesi perfetta dell’ennesima lezione di democrazia che il popolo ha impartito alle élite. Il largo successo di Boris Johnson (non dei conservatori) esattamente come quello di Donald Trump

Diagnosticata la “Psicosi da Brexit”

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Dalla politically correctness al disturbo mentale il passo è lungo o breve? “La seconda”, risponde politico.eu che ha pubblicato un curioso articolo: per la prima volta, nel Regno Unito è stata diagnosticata una Psicosi da Brexit. Vittima ne sarebbe un uomo finito ricoverato alcuni giorni dopo il voto del 2016, con sintomi quali allucinazioni uditive,