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I democratici hanno imparato la lezione dei repubblicani

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Chi seguì la cavalcata che portò Donald Trump alla Casa Bianca ricorderà perfettamente come egli, prim’ancora di battere Hillary Clinton, sconfisse i repubblicani in casa loro essendo bravo a sfruttare la loro incapacità di unirsi e sostenere un unico candidato capace di contrastarlo. Il recupero di Biden I risultati che si profilano da questo Super

Il risveglio di “Sleepy Joe”

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A landslide victory. In Italia diremmo “cappotto” o “vittoria schiacciante”. Joe Biden ha sbaragliato gli altri candidati alla nomination democratica ottenendo il 48.4% dei voti – circa 250 mila voti – contro il 19.9% di Bernie Sanders. In una sola notte, dunque, Biden ha vinto la prima delle due sfide che aveva davanti: le primarie

Sfatiamo il primo mito della campagna democratica: Mike Bloomberg

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Da quando il Democratic National Committee ha modificato le regole per la partecipazione ai dibattiti, favorendo la presenza dell’ex sindaco di New York, si è incrinato qualcosa nella campagna di ogni candidato. Il vero sfavorito resta il simpaticissimo Tom Steyer, non presente al dibattito in Nevada, con i sondaggi che lo accreditano intorno al 10%.

Bloomberg pensa di candidare la Clinton come sua vice

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L’ex sindaco di New York Michael Bloomberg starebbe considerando seriamente l’ipotesi di candidare la sconfitta del 2016 Hillary Clinton come sua vice nella corsa alla nomination democratica e, in caso di vittoria, per la sfida a Donald Trump per la Casa Bianca. L’indicrezione è stata lanciata su Twitter da Matt Drudge tramite il profilo del

REPORTAGE ESCLUSIVO: vi portiamo a un “Trump Rally”

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Dal nostro corrispondente – È come partecipare a uno show o a un concerto in un’arena. A una partita di football americano o di basket NBA. Con le persone che vanno a prendere i popcorn prima del grande spettacolo, che fanno la fila per un paio di hot dog, che bevono una extra-large soda mentre

Media italiani sempre meno liberi (e sempre meno letti)

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  Secondo l’indice della libertà di stampa, stilato ogni anno da Reporter senza Frontiere (organizzazione non governativa francese), nel 2018 l’Italia si è classificata al 46° posto della classifica mondiale, subito dopo gli Stati Uniti, mentre le prime cinque posizioni della classifica sono ricoperte, nel seguente ordine, da: Norvegia, Svezia, Paesi Bassi, Finlandia e Svizzera.

The Trump Method

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What do Trump and Totti have in common? As a matter of facts, nothing. All the more reasons, as a romanist and a Totti fan, I know well that for many people this comparison will border on blasphemy, but still. Remember the “I purged you again” that the Captain turned to Lazio fans after winning

Democratici USA a confronto: aspettando Bloomberg

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Come da previsioni, l’apertura del dibattito è stata focalizzata sulle dichiarazioni dell’ambasciatore Sondland nell’inchiesta sull’impeachment per il presidente Trump. Tra le dichiarazioni di condanna contro Trump, spicca quella di Sanders, il quale ha affermato che «parlare di Trump e impeachment non è sufficiente per il 2020, perché altrimenti si perderanno le elezioni». Un segnale di

Bloomberg for president: l’America ha davvero bisogno di una sfida tra miliardari?

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Esiste un detto dalle mie parti: “quando senti elettricità nell’aria, vuol dire che devi prepararti alla tempesta”. È passato quasi un anno, sotto i colpi dei dibattiti sono caduti i primi candidati, eppure, solo nelle ultime ore la vera tempesta si è affacciata in casa democratica. Ha un nome e un cognome: Michael Bloomberg. Il

Mariangela Pira: «Mi spaventa di più la stupidità umana dell’intelligenza artificiale»

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Di strada ne ha fatta parecchia da quando, nel 2000, Mariangela Pira vinse una borsa di studio all’Ansa di New York, dove ebbe l’occasione di lavorare al fianco di Marco Bardazzi, attuale direttore della comunicazione esterna di ENI: «Ho studiato lingue e letterature straniere ad indirizzo giornalistico alla Cattolica, a Milano – racconta Mariangela in