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Massimiliano Fedriga a tutto campo

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Il governatore della regione Friuli Venezia-Giulia ed ex deputato della Lega Massimiliano Federiga è stato l’ospite della puntata di ieri di Casual Friday, l’appuntamente fisso del venerdì condotto da Alessandro Nardone e dal direttore responsabile di Orwell Carlo Cattaneo. Oltre un’ora di dibattito serrato ma dai toni distesi, nel quale sono stati toccati praticamente tutti

Alleanza Proporzionale

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Diciamolo chiaro una volta per tutte: il concetto che «con la legge elettorale non si mangia» è una cagata pazzesca. Il motivo è semplice: il sistema elettorale è l’algoritmo che determina la governabilità e la stabilità del paese e, di conseguenza, anche la produttività del Parlamento. Cioè, per dirla terra terra, con un sistema elettorale

Quale destra? Alessandro Campi: «Fini sbagliò ma non da solo. Giorgia Meloni brava a ricostruire»

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«Per i leader di oggi è fondamentale avere chiare le grandi partite su cui si gioca il futuro», a sostenerlo a gran voce è Alessandro Campi – docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia e direttore responsabile del trimestrale Rivista di Politica – che è stato ospite del sottoscritto e di Carlo Cattaneo

Alessandro Cattaneo formatta Conte: «100 miliardi buttati via»

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Alessandro Cattaneo, politico italiano eletto deputato alle elezioni politiche del 2018, è stato ospite del programma “Casual Friday” del 10/07/2020 con Alessandro Nardone e Carlo Cattaneo, nuovo direttore di Orwell. Alessandro Cattaneo durante il corso dell’intervista ha risposto alle domande dei suoi interlocutori in modo da darci una panoramica generale sulla situazione politica ed economica

Da populista a radical chic: Giuseppe contro Giuseppi

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«Se populismo significa restituire al popolo la sovranità, rivendichiamo orgogliosamente di essere populisti», un concetto chiaro, che non lascia spazio a interpretazioni, no? Certamente antitetico a quello espresso da chi afferma che «nazionalismo e populismo offrono solo paura e divisione». Si tratta semplicemente di due posizioni contrapposte, nulla di strano, anzi, per come la vediamo

Basta accordi al ribasso: Meloni e Salvini, fate il fronte sovranista

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Abbiamo trascorso gli ultimi 27 anni aggrappati alla speranza in qualcosa che ha sempre lasciato l’amaro in bocca per ciò che poteva essere e non è stato: il centro-destra italiano. Generazioni intere sono cresciute all’ombra del vorrei ma non posso, del perpetuarsi di un irrisolto politico che col passare dei lustri si è materializzato in

Berlusconi, il giudice Franco e la sCassazione

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Veloce come il lampo, rumorosa come il tuono, la litania antiberlusconiana si è subito scatenata. La contromossa alle clamorose rivelazioni che lunedì hanno fatto emergere le contraddizioni interne al collegio giudicante di Cassazione che il 1° agosto 2013 aveva condannato e azzoppato politicamente Silvio Berlusconi è evidente: la parola d’ordine è sopire, attenuare, tacitare. Si

Effetto Berlusconi

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Prima o poi doveva capitare e, in verità, non siamo nemmeno particolarmente sorpresi. Tuttavia, fa un certo effetto ascoltare le parole del giudice Amedeo Franco, relatore nel processo in Cassazione in cui è stato coinvolto l’allora senatore – e capo dell’opposizione – Silvio Berlusconi, dichiarare che la condanna per frode fiscale nei confronti dell’ex presidente

Politica, Magistratura e un Paese diviso su tutto

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L’Italia è una Repubblica democratica, divisa su tutto: andrebbe riscritto con queste parole l’articolo 1 della Costituzione, a cui si dovrebbe poi aggiungere che la nostra attitudine a farci del male è talmente forte e radicata nel nostro Io di italiani, da essere uscita perfino rafforzata dalla catastrofe-Covid. Così come i ratti sarebbero tra i

Prendiamo la manifestazione del 2 giugno facciamone molto di più

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Volevate l’occasione per fare in modo che qualcosa, in questo Paese, cominci a «non essere più come prima» in meglio e non in peggio? La manifestazione convocata il 2 giugno dai leader del centrodestra potrebbe essere quella giusta, a patto che cambi immediatamente pelle, aprendosi a tutta quella maggioranza più o meno silenziosa che non