alex anderson

Da Trump a Orwell, lo strumento per comunicare ai tempi del coronavirus

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Alessandro Nardone racconta che cominciò a pensare a Orwell «tra il 2015 e il 2016, durante le notti passate a fare la campagna elettorale di Alex Anderson per la Casa Bianca» quando, lo ricordiamo, da solo riuscì nell’impresa di creare il primo (e unico) candidato fake risultato credibile per migliaia di americani, la cui storia

Alex Anderson runs again for the elections and takes Orwell To Las Vegas CES2020

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“No thanks, I don’t vote in the United States,” or “Excuse me, you’re the candidate, aren’t you? Can we take a selfie together?” Among the tens of thousands of people who cross the threshold of the CES in Las Vegas, many blink their eyes when they find in their hands the flyer of ANDER20N for

Alex Anderson si ricandida e porta Orwell al CES di Las Vegas

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«No, grazie, io non voto negli Stati Uniti», oppure «scusi, è lei il candidato, vero? Possiamo farci un selfie insieme?» Tra le decine di migliaia di persone che varcano la soglia del CES di Las Vegas molti strabuzzano gli occhi quando si ritrovano tra le mani il volantino su cui campeggia il logo ANDER20N for

Quota 500… ma non andiamo in pensione

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Domenica scorsa abbiamo superato un piccolo traguardo simbolico: quello dei primi 500 articoli pubblicati. Considerando che la settimana prossima saranno 5 mesi esatti dalla prima pubblicazione on line (25 giugno), possiamo anche dire che è un risultato considerevole. Certo non possiamo competere con le grandi testate nazionali ma, più di una volta, abbiamo dato loro

Roleplay: fantasia o vita parallela?

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Gli aspetti con i quali la rivoluzione digitale sconvolge (in positivo e in negativo) la nostra vita sono tantissimi. Noi le abbiamo definite tecno-sfide, perché il problema non è scandalizzarsi, negare o sfuggire al cambiamento, ma comprenderlo, se possibile usarlo e mai “farsi usare” da esso. Questo incipit è indispensabile quando si parla di “roleplay”,

Da New York a New York

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Se nella mia vita avessi dato retta a tutti i “non si può fare”, sicuramente a quest’ora mi starei occupando d’altro, con ogni probabilità qualcosa di meno entusiasmante (almeno per me) del lancio di un progetto ambizioso come quello di Orwell. Quand’ero uno sbarbato animato dal sacro fuoco della politica mi dicevano “non si può