Marco Giorgetti

La blockchain che protegge l’agroalimentare italiano

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Seconda parte – Abbiamo iniziato ieri una interessante intervista con Marco Vitale, CEO e co-fondatore di Foodchain e membro del National blockchain board del ministero dello Sviluppo economico. Avendo constato, come, spesso, i prodotti alimentari italiani vengano maldestramente copiati da produttori stranieri, Vitale ha, così, iniziato a pensare che la tecnologia del blockchain potesse essere

Blockchain tecnology: nel futuro di ogni impresa

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Prima parte – «Credo di poter dire, con buona approssimazione, che nel 2025 il 10 % del PIL mondiale sarà prodotto utilizzando la tecnologia blockchain». Marco Vitale 40 anni, laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano 2012, giovane imprenditore con un amore per la “Blockchain tecnology”, che lo porta a lasciare un lavoro ben

La disperazione degli agenti di commercio

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«Da una parte si vedono elargire soldi ad altri Stati o soldi al terrorismo, dall’altra i parenti dei defunti di Bergamo si vedono recapitare le urne con le ceneri accompagnate da fattura e se qualcuno protesta viene arrestato o multato. Poi pretendono anche che tu creda alle promesse del governo, tra “faremo, elargiremo, daremo”… Ma

L’impossibile riconciliazione italiana

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«Ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verità» è una frase del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che è anche la sintesi dell’azione della Associazione Domenico Ricci costituita, nel maggio del 2015, per volere di Giovanni e Paolo Ricci, al fine di tutelare e onorare la memoria dell’appuntato dell’Arma dei Carabinieri Domenico Ricci,

Tra pegni e usurai: ecco come ci hanno ridotto

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«Sono più di 20 anni che lavoro al Banco dei Pegni, ma scene come quelle che ho vissuto in questo ultimo mese non le avevo mai viste e non le dimenticherò mai». Mario (lo chiameremo così per rispettare la sua volontà di anonimato), lavora come impiegato al Monte dei Pegni di una media città italiana.

Il caso Moro e l’Honda anomala -2

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Seconda parte – Il 16 marzo 1978, il presidente della Democrazia Cristiano, Aldo Moro, viene rapito. Il suo corpo viene fatto ritrovare il 9 maggio in via Caetani. Abbiamo iniziato ieri a ricostruire con il professor Pietro Ratto, autore del libro-inchiesta “L’Honda anomala” (Bibliotheka) alcuni dei molti lati oscuri di questa vicenda. Non le sembra

Il caso Moro e l’Honda anomala

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Prima parte – Il 9 maggio 1978, fu ritrovato a Roma, nel bagagliaio di una Renault 4 parcheggiata in via Caetani, all’angolo con l’allora sede del Partito comunista italiano, il corpo di Aldo Moro. Il leader democristiano era stato rapito, il 16 marzo, da un commando delle Brigate Rosse che aveva sterminato la sua scorta

Il genocidio degli Armeni torna a dividere

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La notizia, di un paio di settimane fa, è passata come ovvio sotto silenzio e non solo a causa della pandemia, ma perché è una di quelle “notizie scomode” che sollevano il velo su storie che “è meglio dimenticare”. In occasione del 105° anniversario, il Parlamento siriano ha approvato all’unanimità una risoluzione che riconosce come

ESCLUSIVO: in Siria il virus ferma l’informazione non la guerra

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 «L’ISIS mi ha ucciso 6 nipoti, il più giovane aveva 18 anni il più vecchio 22. Alcuni di loro sono morti combattendo per difendere la loro Patria, altri barbaramente assassinati dai criminali mercenari dell’ISIS sostenuti da Erdogan». Chi parla è Ouday Ramadan, giornalista free lance siriano, grande esperto di geopolitica del Medio Oriente. Non vuole

Economia: stiamo perdendo tempo prezioso

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Il professor Galloni, già conosciuto ai lettori di Orwell.live, è un economista di grande esperienza internazionale, già direttore generale del Ministero del Lavoro, alto funzionario dell’Economia, non ha tentennamenti nel definire l’attuale situazione italiana: «La confusione regna su tutto. Non abbiamo notizie certe praticamente su niente. I numeri sembrano essere sempre corretti e anche i

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