Marco Giorgetti

E se facessimo i “Patria Bond”?

Abbiamo visto ieri quali sarebbero state le procedure corrette di allarme e di reazione che il governo avrebbe dovuto mettere in atto per affrontare quella che è, a tuti gli effetti, una guerra. Così non è stato e le conseguenze sono evidenti a tutti in termini di caos, sia nella gestione dell’emergenza sanitaria sia, adesso

Per gestire la crisi ci volevano i militari

In Italia scarseggiano le protezioni individuali, soprattutto per i sanitari impegnati in prima linea, con rischi altissimi di contagio. L’Inps non riesce neppure a far funzionare il suo sito, le banche hanno chiuso i rubinetti e mentre centinaia di migliaia di famiglie incominciano a sentire il morso della fame dopo un mese di attività produttive

A mali estremi, estremi rimedi

Sono giorni di grande allarme in Europa e nel mondo, prima di tutto per la salute di milioni di persone, poi per le conseguenze economiche di questa crisi che rischiano di compromettere seriamente la nostra vita lfutura. Come se non bastasse di sono speculatori internazionali, gruppi affaristici e lobby (anche in Italia) che cercano di

Come si può uscire dalla crisi e ripartire?

Seconda parte – Nella prima puntata di questa intervista, il professor Nino Galloni, economista di grande esperienza e Presidente del Centro Studi Monetari, ci ha chiarito quali sono le trappole nelle quali rischia di cadere il nostro Paese e che rischiano di limitare ulteriormente le nostre già limitata sovranità. Però a rischio c’è anche molto

MES, Eurobond, Borse: tutte le trappole in cui ci stanno trascinando

Prima parte – «Dobbiamo ripensare l’Europa, come una Confederazione di Stati autonomi e sovrani, uniti da una unica unità di misura monetaria e da trattati che favoriscano il libero scambio, ma che permettano a ogni realtà nazionale di crescere liberamente, collaborando tra loro secondo le proprie caratteristiche e peculiarità». Chi parla così è Antonino Galloni,

Forse Macron ha finito di fare… il galletto

Delle elezioni amministrative in Francia si era parlato, in termini scandalizzati, come di un palese controsenso. Nel momento in cui si chiudeva tutto per il pericolo del coronavirus, era sembrato a molti ridicolo e pericoloso chiamare il popolo alle urne. Il presidente Macron, però, aveva voluto fortemente questa tornata elettorale, andando contro tutti coloro che

Rapimento Moro: “ancora troppe le zone d’ombra”

Seconda parte – Prosegue l’intervista, iniziata ieri, con Giovanni Ricci, figlio del carabiniere ucciso, il 16 marzo del 1978, mentre guidava l’auto del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro. Oggi è un sociologo e criminologo conosciuto e, con l’associazione che porta il nome di suo padre, tiene molte conferenze, affinché si ricordi ciò che è

L’economia durante e dopo il coronavirus: «Indeboliti dalla globalizzazione»

«Le cose più importanti che emergono dal decreto approvato oggi, in Consiglio dei ministri, sono il rinvio delle date fiscali e il sostegno al reddito delle famiglie, su alcuni di questi interventi però dobbiamo aspettare i decreti attuativi perché non si comprende il modo in cui   si snoderanno. Un altro elemento importante è il potenziamento

16 marzo 1978: cosa sappiamo sul rapimento di Aldo Moro?

Prima parte – La mattina del 16 marzo di 42 anni fa, nel giorno in cui il nuovo governo guidato da Giulio Andreotti stava per essere presentato in Parlamento, l’auto che trasportava il presidente del primo partito italiano, la Democrazia Cristiana, fu intercettata e bloccata, in via Mario Fani, a Roma, da un nucleo armato

Grandi manovre militari in Europa, ma perché?

Circa 40.000 uomini, di venti diverse Nazioni, parteciperanno alle prossime esercitazioni militari della NATO, previste tra la fine di aprile e gli inizi di maggio nel Nord dell’Europa. Una grande mobilitazione di uomini con molti mezzi sia terrestri che navali. Si sposteranno dalla Germania, attraverseranno la Polonia, fino ad arrivare nelle repubbliche baltiche: Lituania, Lettonia

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