Guido Giraudo

Decoupling: una opportunità per le imprese italiane

0 views

Nei giorni scorsi i giornali asiatici hanno reso nota la recente decisione strategica di Apple di spostare la produzione degli AirPods dalla Cina al Vietnam, una notizia che sembra sottendere importanti scelte di mercato. Sull’argomento abbiamo chiesto il parere di Gigi Gianola, direttore generale di Compagnia delle Opere. Si è potuto fare un’idea dei perché

Torna a casa Brexit: a Boris Johnson il compito di staccare la spina

0 views

Dunque “BoJo” ce l’ha fatta… da mesi il suo nome circolava come unico credibile sostituto della disastrosa Theresa May alla guida del partito conservatore e – in base alla curiosa legge inglese – automaticamente anche come nuovo Primo ministro britannico. Di Boris Johnson, in Italia, sappiamo poco, praticamente solo quello che filtra attraverso la “disinfomazja”

Salvini cita Orwell.live: «Su Bibbiano chi tace è complice»

0 views

Il silenzio non paga, le reticenze o il negazionismo dei media suscitano l’indignazione popolare: non si può calare un velo di omertà su una vicenda così vergognosa come la tratta di bambini a Bibbiano solo perché ne sono coinvolti esponenti del Pd e della potentissima lobby omosessuale. Ne sono convinti gli italiani e noi –

Politicamente corretto 5: L’arma per un mondo senza qualità

0 views

Fin qui abbiamo cercato di capire cos’è il “politicamente corretto” nelle sue manifestazioni apparentemente paradossali ma, ahimè, tutte tragicamente consequenziali. Abbiamo tralasciato, volutamente, il mondo dell’arte e della cultura, dove si assiste a una sconcertante gara a chi rovina più opere classiche. Particolarmente in ambito teatrale e lirico è tutto un fiorire di “riletture”, rifacimenti

Politicamente corretto (4): alle origini del pensiero unico

0 views

Per capire le origini e l’evoluzione di questa “neolingua buonista” che è il politicamente corretto bisogna necessariamente guardare ai Paesi anglosassoni e, in particolar modo, agli Stati Uniti. Per esempio, se da noi si cerca di abolire il Natale, negli USA non si contano più le città che, nel giorno tradizionalmente dedicato a Cristoforo Colombo,

Politicamente corretto (3): una “neolingua” per mille interessi

0 views

«Con la creazione della “neolingua” il partito censura l’utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite nell’unico termine “psicoreato”: in questo modo diventa impossibile formulare e, a lungo andare, anche solo pensare a un argomento “proibito”». Appunto ciò che accade oggi, ed è stato George Orwell a raccontarlo nel suo “1984”, scritto settant’anni fa. Dunque, il

Politicamente corretto (2): una discriminazione uguale e contraria

0 views

Sarebbe bene, per incominciare, sapere quali sono i capisaldi su cui si basa questo benedetto (si può dire?) “politicamente corretto”. Leggiamo: «evitare il linguaggio cosiddetto sessista (diritti della persona al posto di diritti dell’uomo); evitare espressioni che evocano discriminazione (come negro, giudeo, handicappato, cieco, nano…); evitare in generale espressioni tradizionalmente connotate in modo discriminatorio (bidello,

Politicamente corretto (1): non ci chiameremo più per nome

0 views

Come può succedere che una piccola scuola di un piccolissimo agglomerato urbano (la frazione Tombelle di Vigonovo) sperduto nella provincia veneta tra Padova e Venezia finisca al centro della cronaca europea con la grave accusa di discriminazione razziale? L’episodio è ormai tristemente noto a tutti: sul modulo d’iscrizione al locale Istituto scolastico (usato da dieci

Esclusivo: ecco i complici di Salvini

0 views

Ci siamo. Il “Russiagate de noantri” è giunto a una clamorosa svolta. Spiace dirlo, ma dobbiamo citare un articolo apparso sul sito di Repubblica online. Ecco l’inquietante retroscena: «Sono 645 pagine, e contengono oltre 200 schede compilate per anni dagli agenti del Kgb. Il dossier Mitrokhin esplode come una bomba sul mondo della politica e

Dacci oggi il nostro Russiagate italiano

0 views

Vogliamo farci mancare qualche cosa? Non c’è come dire che Salvini è come Trump che subito ci prendono in parola e inaugurano anche qui da noi la Grande Stagione del Russiagate. In Italia c’erano decine di magistrati che sognavamo solo di poter diventare dei piccoli Robert Muller, il mitico procuratore generale newyorkese che, per due