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Tra rivolte e mafia, il fermento del popolo nigeriano

Nate nel 1984 durante il regime militare con il fine di combattere il crimine per le strade delle principali città del paese, le squadre Sars, sono sempre state caratterizzate, fin dalla loro fondazione, da atti di violenza indiscriminata nei confronti della popolazione locale…

Le proteste contro la violenza

L’hashtag #Endsars, nato come movimento di protesta digitale nel 2017 si è espanso sempre più negli ultimi mesi a causa delle continue violenze perpetrate in tutto il territorio nigeriano dalle squadre speciali anti-rapina dette appunto Sars (Special Anti-Robbery Squad).

Nate nel 1984 durante il regime militare con il fine di combattere il crimine per le strade delle principali città del paese, le squadre Sars, sono sempre state caratterizzate, fin dalla loro fondazione, da atti di violenza indiscriminata nei confronti della popolazione locale[1].

L’omicidio del Wetland Hotel di Ughelli, è stata la causa scatenante delle manifestazioni, trainate da una popolazione, quella nigeriana, ormai esausta di un organo corrotto che a

l posto di garantire sicurezza crea paure e tensioni.

Iniziate come semplici manifestazioni pacifiche, le contestazioni hanno avuto un risvolto violento per la forte repressione ricevuta nei maggiori centri urbani del paese. I militari inviati per sedare il movimento hanno aperto il fuoco contro i manifestanti causando 3 vittime a Ogbomosho e 12 a Lagos.

La politica ha attuato un sistema di reazione passiva; nel 2017 il movimento #Endsars costrinse l’allora capo della polizia Idris Kpotum Ibrahim a riformare le forze speciali sciogliendo la precedente Sars e sostituendola con il nuovo organo F-Sars, questo cambiamento si dimostrò essere solo ed esclusivamente fittizio in quanto la rifondazione non risole il problema.

Nel 2018, l’organo venne accusato di violazione dei diritti umani, costringendo il presidente a ordinare un’indagine da parte della commissione nazionale per i diritti umani. Gli esperti presentarono un report che il presidente Buhari chiese di applicare entro tre mesi ma nulla venne regolamentato e il report non venne mai pubblicato.

Nel 2019 venne annunciato lo scioglimento definitivo ma anche questa dichiarazione portò ad un nulla di fatto.

Visti i precedenti intercorsi, l’annuncio del nuovo scioglimento delle squadre speciali di questo ottobre non ha trovato una tregua nelle manifestazioni della popolazione ormai stremata e assuefatta dalle promesse mai mantenute da parte di governo e capi di polizia[2].

Ormai in rete girano video della polizia che per fermare le proteste spara ad altezza d’uomo. L’indignazione per quello che sta avvenendo in Nigeria non ha lasciato indifferenti numerosi vip locali come il giocatore del Napoli Calcio Osimhen e star internazionali del calibro di Rihanna e Beyoncè[3].

Foto a cura di Frédéric Blondel

 

La mafia nigeriana tra infiltrazioni politiche ed espansione estera

 

Mafia e politica sono realtà intrecciate. La corruzione all’interno dei sistemi governativi è diventata ormai insostenibile ed è anche questo che viene recriminato dai manifestanti dell’#Endsars.

La mafia nigeriana paradossalmente ha origini nobili. Nella Nigeria degli anni ’50 con l’espansione universitaria si iniziarono a formare delle confraternite con scopo di permettere ai ragazzi più brillanti un modo per crescere e condividere esperienze diverse. Il modello seguito era quello delle confraternite all’interno dei college americani.

Con il susseguirsi dei sistemi dittatoriali e dell’instabilità sociale, politica ed economica, le confraternite, chiamate “cult” vennero vietate a livello costituzionale.

Da realtà apprezzabili e da incentivare divennero con il tempo associazioni criminali incentivate dallo stato fino ad essere utilizzate dal governo negli anni ’90 per soffocare le contestazioni studentesche.

Si stima che attualmente le confraternite abbiano circa 1 milione di affiliati, molti ragazzi attratti dallo status sociale, dalla protezione e dai soldi in un paese in cui la disoccupazione raggiunge livelli altissimi, accettano di diventare partecipi di attività illegali.

I membri delle confraternite sono inseriti in qualsiasi livello degli organi politici, amministrativi e legislativi. Dove non arriva l’affiliazione ai “cult” ci arriva la corruzione diretta. I “maphite”, uno dei più importanti “cult” del paese sono infiltrati all’interno della stessa polizia nigeriana con circa 2000 agenti stimati. Le cariche governative più importanti sono occupate direttamente dai leader dei “cult” chiamati “don” o “supreme leader”.

La ramificazione di questo sistema mafioso non si ferma ai confini nigeriani e alle sue istituzioni.

Le confraternite operano tramite galassie di cellule e micro-cellule, in moltissimi paesi nel mondo anche e soprattutto in quelli europei dove agiscono singolarmente o relazionandosi tra loro. Droga, vendita di armi, rapimenti, omicidi, traffico di migranti, frodi informatiche e prostituzione sono le principali attività di stampo mafioso.

I “cult” sono radicati in diverse città italiane, in questo caso lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione sono le maggiori attività.

Le indagini della DDA tramite le testimonianze di alcuni pentiti hanno evidenziato le collaborazioni tra cartelli della droga sudamericani e mafia nigeriana che tramite aerei e navi fa arrivare la merce in nord-africa e trasportata successivamente da corrieri in Italia per essere distribuita.

Ragazze anche minorenni, con situazioni particolarmente complesse, a cui viene promesso un futuro migliore, vengono ridotte a schiave sessuali e obbligate a prostituirsi nei maggiori paesi europei[4].

In una situazione così destrutturata, il compito del movimento #Endsars è molto arduo. Il cercare di sovvertire una realtà così violenta e corrotta, con infiltrazioni mafiose molto radicate al suo interno parrebbe impossibile. La nota positiva di questa realtà è che il movimento sembra riuscire a fare quello che per molti anni sembrava impossibile ovvero unire i differenti gruppi etnici all’interno del paese.

 

[1] Nigeria, rivolta contro la polizia corrotta; La Rupubblica

[2] Il movimento pacifico che scuote la Nigeria; Internazionale

[3] Andrea Indiano; Nigeria, la popolazione scende in piazza contro violenze della polizia; Il fatto quotidiano 

[4] I traffici in Italia della mafia nigeriana; Internazionale

Andrea Pasini
Articolo di

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