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Tango argentino a Leeds: “el Loco” Bielsa e la Premier League ritrovata dopo 16 anni

Il calcio si sa è come una ruota che gira. Ci sono momenti belli e momenti brutti per ogni squadra nei diversi archi temporali della storia che questo sport si porta appresso dalla sua invenzione.

Il Leeds United è l’esempio lampante della veridicità di questa similitudine. Un club storico quello con sede nello Yorkshire in Inghilterra, una società che soprattutto nello scorso secolo ha scritto pagine di storia calcistica oltremanica vincendo per tre volte il campionato nelle stagioni 1968/69, 1973/74 e 1991/92 riuscendo spesso a lottare sul campo ad armi pari con le cosiddette ‘’big six’’ ovvero Chelsea, Arsenal, Manchester United, Tottenham, Liverpool e Manchester City.

 

È la migliore squadra del paese il Leeds! Migliori giocatori, miglior stadio, miglior staff. Sono i migliori in tutto

Mister Brian Clough, tratto dal docu-film “Il Maledetto United” (2009)

 

Una squadra il Leeds che nel passato ha saputo farsi valere anche in campo europeo conquistando prima due Coppe delle Fiere (unica squadra ad averne conquistate due assieme al Barcellona) nelle stagioni 1967/68 e 1970/71 battendo nelle doppie finali rispettivamente Ferencvaros e Juventus; e poi riuscendo a raggiungere addirittura la finale della Coppa delle Coppe 1972/73 (persa per 1-0 a Salonicco contro il Milan).

L’apice della squadra inglese è stato raggiunto durante la stagione 1974/75 con la conquista della finale di Coppa dei Campioni giocata a Parigi e persa 2-0 dal Leeds contro il Bayern Monaco in circostanze molto polemiche con i tifosi inglesi che causarono diversi incidenti che costarono successivamente al Leeds il divieto di giocare in Europa per due anni.

Risultati non di poco conto dunque quelli conquistati sul campo dai ‘’whites’’ (soprannome nato dal colore bianco delle divise da gioco) negli anni’60 e ’70 prima di un lento e inesorabile declino che colpì la società britannica. Dopo cinque stagioni anonime la squadra retrocesse in Second Division (equivalente della nostra Serie B) nella stagione 1981/82 e ci rimase per un decennio sino al 1990 anno del ritorno in Premier.

Da qui altro picco positivo della squadra di ‘’Elland Road’’ che nel giro di due sole stagioni vinse a sorpresa il campionato con una cavalcata epica nella stagione 1991/92 arrivando quattro punti sopra al Manchester United di Sir Alex Ferguson.

Quello del ’92 sarà l’ultimo grande successo del Leeds United che, come già successo negli anni ’80, tornerà nell’anonimato che culminerà con un’altra retrocessione in seconda serie nel 2004 seguita poi addirittura dalla discesa in terza serie (Football League One) al termine della stagione 2006/07 cosa che non era mai successa in tutta la storia del club dello Yorkshire.

Dopo due stagioni complicatissime in League One i ‘’whites’’ torneranno in seconda divisione nel 2010. Il purgatorio, tra playoff persi e stagioni non proprio esaltanti durerà dieci anni, esattamente sino allo scorso 17 Luglio quando la squadra allenata da Marcelo Bielsa ha conquistato la promozione matematica ed il ritorno in Premier League sedici anni dopo l’ultima volta.

Una storia da montagne russe quella del club britannico che raramente ha avuto vie di mezzo. Lo ha imparato subito a proprie spese anche Bielsa, soprannominato ‘’El loco’’ (il pazzo, folle) che arrivato nel 2018 ad ‘’Elland Road’’ fu protagonista nella sua prima stagione alla guida dei ‘’whites’’ di una decisione incredibile. Aprile 2019: il Leeds si gioca in casa di fatto la promozione in Premier nello scontro diretto con l’Aston Villa.

I padroni di casa segnano l’1-0 con un gol di Klich che aveva approfittato di un infortunio di un avversario per segnare senza fermare il gioco. Bielsa interviene ordinando ai suoi di far segnare volontariamente gli avversari nel rispetto del fair-play. 1-1 finale pesantissimo per la classifica e Leeds che sarà poi eliminato in semifinale playoff dal Derby County.

 

Non abbiamo regalato il gol, lo abbiamo restituito per il bene di questo sport

Marcelo Bielsa nel post-gara di Leeds-Aston Villa

 

I tifosi del Leeds hanno subito capito il perché del soprannome di Bielsa, tecnico amato per la dedizione, per il gioco espresso dalle sue squadre e per quel pizzico di follia che fa sempre bene al calcio. Un allenatore, quello argentino, unico nel suo genere con un sistema di allenamenti studiato in ogni minimo dettaglio e che non lascia riposo ai giocatori. La chiave del successo della carriera di Bielsa, ottenuto anche a Leeds con la promozione della scorsa stagione, è il movimento.

Correre sempre e smarcarsi sono i due dictat principali del suo calcio. La forma fisica per Bielsa è un’ossessione: fa pesare i giocatori dal suo staff prima di ogni allenamento e compila quotidianamente un taccuino con i giudizi sul rendimento di ogni calciatore nelle varie sessioni di preparazione.

Un vero ‘’loco’’ Bielsa che rafforzò il perché del suo soprannome nell’estate del 2016 quando, per soli due giorni, fu l’allenatore della Lazio. Sì esatto, due soli giorni senza mai neanche presentarsi di persona a Roma. Bielsa, non vedendo concretizzarsi le sue richieste sul calciomercato, decise di dimettersi dopo sole 48 ore da tecnico dei biancocelesti. Una personalità fuori dal comune quella del mister argentino, soprattutto nel calcio di oggi fatto spesso di demagogia e discorsi sempre uguali.

Tornando al Leeds le qualità di allenatore di Bielsa si stanno vedendo anche in questa stagione 2020/21 al debutto in Premier League dopo sedici anni di assenza. Una partenza ottima dei ‘’whites’’ che da neopromossi hanno conquistato sette punti nelle prime quattro gare fermando sul pareggio per 1-1 anche il Manchester City di Guardiola con la squadra di Bielsa che è stata una delle uniche cinque, da quando Guardiola siede sulla panchina dei ‘’citizens’’, ad avere la percentuale di possesso palla maggiore del City.

È unico nel mondo del calcio a causa del modo speciale in cui gioca. È un manager autentico, nessun altro gioca così.

Dichiarazioni di Guardiola su Bielsa

 

Il sole dunque è tornato a splendere su Leeds, una città che sta riassaporando il calcio che conta a ritmo di ‘’tango argentino’’ grazie alle idee e alla personalità di un mister carismatico e preparato come Marcelo Bielsa. I tempi sono cambiati e sarà molto difficile ripetere le imprese degli anni ’70 e ’90 ma Leeds non vuol smettere di sognare.

D’altronde non è proprio il poter sognare che fa del calcio lo sport più amato?

Lorenzo Pera
Articolo di

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