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Cultura

Dalla Bibbia a Dragonball: il mito del super- uomo (parte seconda)

Ovviamente nei manga e negli anime i personaggi principali subiscono un potenziamento soprattutto fisico anziché psicologico-neurologico e questo perché sono destinati ad un pubblico principalmente di bambini e adolescenti anche se grazie alla ricerca culturale, storica e mitologica presente negli stessi si sta appassionando sempre più un pubblico di adulti.

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Il dialogo che intercorre tra Eva e il serpente, prima di consumarsi il Peccato Originale, in Genesi 3, 1-5 getta chiara luce sul concetto di tracotanza umana. I manga e gli anime, mondo apparentemente lontano da quello biblico danno concretezza alle parole dell’animale “sareste come Dio”.

Ciò è evidente anche nella nostra realtà in cui si sta imponendo una weltanshaung tipicamente transumanista con ricerche milionarie che tentano proprio di superare i limiti neuro-biologici dell’uomo, basti pensare per esempio a Neuralink, l’interfaccia uomo-macchina su cui sta lavorando il team di Elon Musk. Si tratterà di un chip collegato al cervello che inizialmente verrà impiegato per alleviare i sintomi del Parkinson o dell’epilessia.

Ovviamente nei manga e negli anime i personaggi principali subiscono un potenziamento soprattutto fisico anziché psicologico-neurologico e questo perché sono destinati ad un pubblico principalmente di bambini e adolescenti anche se grazie alla ricerca culturale, storica e mitologica presente negli stessi si sta appassionando sempre più un pubblico di adulti.

La visione antropologica transumanista presente nei manga/anime probabilmente non è volutamente tale dagli autori ma più semplicemente essi danno voce al sentimento di ubris, ovvero quel desiderio ancestrale presente negli uomini di oltrepassare il limite. A tal proposito risulta interessante una frase di Goku rivolta a Majinbu in Dragonball Z, manga da cui poi è stato tratto un fortunatissimo anime, di Akira Toryama che segue le vicende di Goku un ragazzo appartenente alla razza aliena di guerrieri sayan:

«Guarda Bene! Come vedi ora sono nel mio stato normale mentre questo, guardalo bene, questo è il guerriero super sayan che ha oltrepassato il limite e si chiama super sayan di secondo livello».

La parola limite deriva dal latino limes che significa anche confine. Oltrepassare i limiti è il fil rouge di tutto Dragonball, valicare i confini fisici quindi del corpo mediante potenziamenti insiti nella stessa natura sayan che a ben vedere rappresenta l’evoluzione massima dell’uomo: da scimmia, la forma originaria e meno controllabile dei sayan, a Dio con gli ultimi adattamenti in Dragonball Super in cui i personaggi principali si trasformano in super sayan god confrontandosi con gli dei della distruzione. Questo riecheggia anche nella carta dei principi transumanisti redatta dai principali esponenti di questo movimento:

I transumanisti sostengono il diritto morale di utilizzare metodi tecnologici, da parte di coloro che lo vogliano,per espandere le proprie capacità fisiche ed intellettuali e per aumentare il livello di controllo sulla propria vita. Aspiriamo ad una crescita personale ben al di là delle limitazioni biologiche a cui siamo oggi legati[1].

La stessa parola trans- umanesimo, d’altronde, deriva dal latino trans che significa “ciò che sta oltre”, ciò che si trova al di là dell’uomo.

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Il fine del transumanesimo è quello di andare oltre i confini umani per approdare al post- umano arrivare cioè allo stadio evolutivo dopo l’uomo per mezzo del progresso scientifico e tecnologico. In Dragonball, come in One Piece, il super- uomo non è un prodotto da laboratorio ma piuttosto un percorso di maturazione fisica, psicologica e spirituale che porta i personaggi al potenziamento, anche se, non mancano accenni a tecnologie sofisticate e avanzate che portano alla creazione di super guerrieri come Cell in Dragonball o di cyborg come Franky in One Piece. Paradossalmente, mentre nel mondo umano l’uomo oltrepassato un certo punto della crescita conosce un’involuzione fisica e talvolta mentale nella realtà parallela dei manga evolve oltre i confini umani.

È interessante quindi che molti manga/anime partono da un aspetto psicologico atavico presente nell’uomo, connesso ad una matrice teologico- biblica, per concretizzare i principi del transumanesimo e del postumanesimo ideologie filosofico- scientifiche a- metafisiche.

Il fascino che questo filone letterario orientale esercita sull’occidente sta proprio nella complessità culturale, antropologica, religiosa dello stesso che lo porta ad essere un genere a cui è possibile dare diverse letture: da una estremamente immediata e infantile ad una più aurea e colta. Delle domande tuttavia sorgono spontanee: Quale sarà infatti il modello antropologico delle generazioni cresciute a “pane e manga”? Sarà realistico un uomo transumano?

 

[1]  http://www.transumanisti.it/.

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Veronica Zanini
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