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L’inespugnabile Firenze: il vero talismano della Nazionale Italiana

‘’Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande! Avrà pensato questo il CT della Nazionale Italiana Roberto Mancini al triplice fischio dell’amichevole vinta dagli azzurri per 6-0 contro la Moldova mercoledì scorso allo stadio ‘’Artemio Franchi” di Firenze, teatro dell’ennesimo risultato positivo dell’Italia nel capoluogo toscano.

’Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande, che per mare e per terra batti l’ali, e per lo ‘nferno tuo nome si spande!’’

Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno (XXVI, 1-6)

Avrà pensato questo il CT della Nazionale Italiana Roberto Mancini al triplice fischio dell’amichevole vinta dagli azzurri per 6-0 contro la Moldova mercoledì scorso allo stadio ‘’Artemio Franchi” di Firenze, teatro dell’ennesimo risultato positivo dell’Italia nel capoluogo toscano.

La Nazionale infatti ha trovato nella città, madre della lingua italiana, un vero e proprio fortino. Seppur vero che l’avversario chiamato in causa in quest’ultima partita non era dei più competitivi (la Moldova è la squadra numero 175 nel ranking FIFA), l’Italia ha confermato come Firenze porti bene ai colori azzurri da sempre. Nessuna sconfitta per la Nazionale dalla prima partita giocata in questa città: Italia-Cecoslovacchia 2-0 del 7 Maggio 1933 con reti di Ferrari e Schiavio.

Il bilancio a Firenze nei 28 precedenti riassume un percorso netto: ben 21 vittorie dell’Italia che ha lasciato le briciole agli avversari con soli 7 pareggi di cui l’ultimo verificatosi poco più di un mese fa, il 4 Settembre, per 1-1 contro la Bosnia Erzegovina nella prima giornata della Nations League 2020/21. In quel caso il vantaggio ospite di Dzeko aveva fatto realmente tremare questa imbattibilità prima che una rete di Sensi a metà ripresa rimettesse le cose a posto.

Dopo il primo e vittorioso precedente contro la Cecoslovacchia per 2-0, gli azzurri tornarono a Firenze sempre nel 1933 in un’altra sfida valida per la Coppa Internazionale contro la Svizzera. Goleada per l’Italia che si impose per 5-2 in quello che allora era lo stadio ‘’Giovanni Berta’’ divenuto prima ‘’Comunale’’ nel Secondo Dopo Guerra e poi ‘’Artemio Franchi’’ dal 1991 ad oggi. Il primo grande evento disputatosi in questo impianto sportivo sono stati i Mondiali del 1934 con l’Italia che a Firenze giocò per due volte contro la Spagna nei quarti di finale: il primo incontro terminò 1-1 e così, per il regolamento dell’epoca, si sarebbe dovuta disputare il giorno dopo la ripetizione del match. Ripetizione che vide gli azzurri dell’allora CT Pozzo imporsi per 1-0 grazie alla rete decisiva di Meazza che spinse poi la Nazionale ad alzare al cielo, in casa, il primo Mondiale della propria storia.

Curioso l’aneddoto relativo a questa partita riguardante il portiere iberico Zamora che decise di non scendere il campo nella gara di ripetizione. La motivazione ufficiale che fu data dalla federazione spagnola fu quella di un infortunio occorso durante il pareggio del primo match per 1-1, ma il forfait avvenne realisticamente per protesta nei confronti dell’arbitro e della gestione di quell’incontro che secondo il portiere spagnolo fu a senso unico con un netto fallo non fischiato ai suoi danni sulla rete del pareggio italiano. Zamora per protesta decise così di dire no il giorno dopo in un Mondiale sicuramente caratterizzato anche dalla forte pressione politica esercitata dal Partito fascista su tutta la macchina organizzativa e arbitrale.

’Vincere, e abbiamo vinto’’

 Benito Mussolini, presente in tribuna al

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‘’Giovanni Berta’’ durante Italia-Spagna 1-0

 

Gli azzurri tornarono a Firenze dopo l’epico doppio incontro con la Spagna nel 1939 in una vittoriosa amichevole per 3-2 contro la Germania. Passata la Seconda Guerra Mondiale l’Italia ritrovò Firenze nel 1947 in un’altra sfida con la Svizzera vincendo curiosamente ancora 5-2 come già era successo nel 1933. Nel 1949 a cadere nella città toscana fu l’Austria per 3-1 nella Coppa Internazionale.

Da segnalare le amichevoli, entrambe pareggiate per 1-1, contro Svezia e Inghilterra tra 1951 e 1952. Soprattutto la sfida con gli inglesi fu motivo di grande orgoglio per gli azzurri che fermarono sul pareggio quelli che all’epoca si sentivano i ‘’maestri del calcio’’, il fortino fiorentino però non fece sconti neanche a chi questo sport l’aveva inventato.

’Gli inglesi si sentivano superiori in tutto, tanto che snobbarono e non presero parte alle prime tre edizioni dei Mondiali’’

Dal libro ‘’Calcio’’, John Foot, Rizzoli 2007

 

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Altro 1-1 nel 1959 nella Coppa Internazionale contro l’Ungheria mentre furono sconfitte rispettivamente per 4-1 e per 2-1 Nazionali del calibro di Argentina e Francia tra il 1961 ed il 1962 in amichevole. La stessa sorte toccò a Galles e Messico nel biennio 1965-1966 battute per 4-1 e per 5-0. Una delle Nazionali che si dimostrò tra le più arcigne da affrontare in questi anni fu quella cecoslovacca che fermò gli azzurri sullo 0-0 in amichevole l’11 Aprile del 1964.

L’Italia e Firenze si ritrovano nel 1970 nella prima gara giocata in questo impianto valida per le Qualificazioni ai Campionati Europei del ’72. Al ‘’Comunale’’ arriva la Repubblica d’Irlanda che esce con le ossa rotte da Campo di Marte con un netto 3-0 che non ammette repliche con le reti siglate da De Sisti, Boninsegna e Prati.

Ancora tre vittorie consecutive in tre differenti amichevoli nel 1975, 1978 e 1979 contro Grecia (3-2), Turchia (1-0) e Svezia (1-0). Nel 1982, anno della vittoria del Mondiale in Spagna per gli azzurri, sorprendentemente a Firenze nelle Qualificazioni agli Europei dell’ ’84 la Romania fermò i campioni del mondo sullo 0-0 in quella che è stata forse una delle gare più toste e maschie giocate dall’Italia nell’impianto toscano.

Da questo incontro passeranno undici anni prima che la Nazionale torni a giocare a Firenze. Lo farà nel 1993 in un’amichevole vinta 2-0 contro il Messico in quella che fu l’ultima partita giocata dall’Italia al ‘’Franchi’’ nello scorso secolo.

Gli azzurri infatti ritrovarono la città di Dante solamente nel Marzo 2006 battendo, in una partita a dir poco perfetta, in amichevole la Germania per 4-1 con reti di Gilardino, Toni, De Rossi e Del Piero. Preludio di quello che accadrà solamente quattro mesi dopo quando a Dortmund in semifinale del Mondiale contro i padroni di casa tedeschi, Grosso e ancora Del Piero riscrissero la storia del calcio italiano alzando poi sotto il cielo di Berlino il quarto Mondiale della storia azzurra.

Stessi colori ma Nazionale diversa quella caduta a Firenze nel Maggio 2008. Stiamo parlando dei ‘’diavoli rossi’’ del Belgio sconfitti per 3-1 dalla Nazionale guidata dal CT Donadoni in amichevole. Infine, prima delle gare più recenti citate ad inizio articolo contro Bosnia e Moldova di quest’anno, gli azzurri hanno battuto per 1-0 al ‘’Franchi’’ sia la Slovenia nel 2011 che Malta nel 2015 in due gare decisive per le Qualificazioni agli Europei del 2012 in Polonia-Ucraina e del 2016 in Francia.

La Moldova dunque è stata solamente l’ultima vittima di una lunghissima serie nell’ ‘’inespugnabile’’ Firenze. Un netto ed inappellabile 6-0 condito dalle prime reti in azzurro di Caputo, Berardi e Cristante che non ha fatto altro che aumentare la tradizione positiva che ha la Nazionale in questo impianto, divenuto un vero e proprio talismano degli azzurri che non hanno mai visto esultare gli avversari al ‘’Franchi’’.

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‘’E così fa di Fiorenza la Fortuna’’

 Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno (XVI, 82-87)

Lorenzo Pera
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