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Con il covid i negozi d’armi hanno trovato l’America

Sui cieli di Charlotte, a mattine alternate, un piccolo velivolo che trascina una controversa bandiera si aggira sul centro città. Da un lato della bandiera, c’è l’immagine di un feto senza vita. Dall’altro lato, la scritta Black Lives Matter.

Sui cieli di Charlotte, a mattine alternate, un piccolo velivolo che trascina una controversa bandiera si aggira sul centro città. Da un lato della bandiera, c’è l’immagine di un feto senza vita. Dall’altro lato, la scritta Black Lives Matter.

 Nessuno, ancora oggi, ha capito se quel velivolo sia contrario all’aborto o a favore del movimento di ispirazione marxista che ha portato decine di migliaia di persone in strada a protestare contro la morte di George Floyd. Su Reddit, due conversazioni diverse non hanno saputo dare la risposta. Nei diner, le persone ne parlano senza capire.

 Qualche decina di chilometri più giù, sulla terra ferma del North Carolina, oltre ai diner, Charlotte continua a vivere una realtà in conflitto. A metà tra la violenza e gli scontri, il progresso e il futuro. Una realtà dove il terreno comune è rappresentato da due elementi: la pandemia coronavirus e la corsa alle armi. 

Il North Carolina rappresenta uno degli Stati-chiave per le prossime elezioni, il 3 Novembre. I Democratici non vincono qui, con l’eccezione di Barack Obama nel 2008, dal lontano 1976, quando Jimmy Carter si impose su Gerald Ford. E oggi la situazione è in bilico. Secondo RealClearPolitics.com, l’istituto di sondaggi tra I più credibili del Paese che lavora sulla media di decine di rivelazioni ogni giorno, dice che Donald Trump e Joe Biden sono appaiati: 47,1% il Dem, 46,6% il Repubblicano.

La pandemia coronavirus ha colpito e continua a colpire, specialmente a Charlotte. In North Carolina, secondo I dati del database New York Times al 3 di ottobre, sono stati 3628 I decessi e 215mila I contagi. Quattro di questi casi positivi secondo quanto riportato dai funzionari di contea sono stati trovati all’interno della Convention repubblicana, che si è svolta proprio a Charlotte per il suo primo giorno, lo scorso 24 agosto. 

A seguito delle misure di lockdown e delle restrizioni all’apertura delle attività commerciali per evitare il diffondersi del contagio, la città tra marzo e aprile è cambiata. Nonostante continui a essere una delle più in crescita e giovani del Paese, è diventata anche più pericolosa. A giugno, due persone sono state uccise a colpi d’arma da fuoco e 12 sono rimaste ferite dopo che un raduno per le celebrazioni del Juneteenth, la giornata che segna la fine della schiavitù negli Stati Uniti, è stato interrotto dalla violenza. Ma diversi, nelle strade silenziose di una Charlotte surreale, sono stati gli episodi di criminalità. 

 E la risposta alla disoccupazione legata al COVID-19 e al degrado sembra sia stata unanime: armi. “A febbraio vendevamo in media 30 pistole al giorno. Ora, sono almeno 100 al giorno”, dice a Orwell Larry Hyatt, 72 anni, proprietario dello Hyatt Gun Shop a Charlotte, uno dei più grandi del Paese. Nelle stanze del suo negozio, le armi più amate, racconta lui che ne tiene le redini da decenni, sono le Beretta italiane. “Hanno più stile di tutte, piacciono”. 

 Il giorno in cui i proprietari di negozi di armi hanno iniziato a vedere la loro attività in crescita sembra sia stato venerdì 13 marzo, quando il presidente Donald Trump ha dichiarato la pandemia di coronavirus un’emergenza nazionale. Il database della Brookings Institution mostra che le vendite di armi da fuoco negli Stati Uniti siano aumentate nelle due settimane successive, raggiungendo i 176.000 ordini il 16 marzo.

“L’annuncio ha spaventato le persone”, spiega Hyatt. “Avevano paura dei disordini, non avevano e non hanno certezze del futuro, non sapevano se le cure Covid sarebbero state coperte economicamente. Il loro primo istinto è stato quello di affrontare la crisi comprando una pistola”.

 Sebbene non ci siano I dati ufficiali sulle vendite in città negli ultimi tre mesi, il trend a livello nazionale sembra parlare chiaro. Così come le sensazioni di imprenditori come lui. “La pandemia combinata con la crisi economica e le prossime elezioni, è stata la tempesta perfetta per l’acquisto di armi”, dice Hyatt, il cui padre ha aperto il negozio nel 1959 quando aveva 12 anni. Sessantuno anni dopo, il suo negozio conta su più di 7000 pistole e uno spazio di 6000 metri quadrati. 

 

Continua domani

Dal nostro corrispondente da New York
Davide Mamone

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Davide Mamone
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