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Gli uomini prima che i calciatori: i Vigili del Fuoco di La Spezia e quello scudetto mai assegnato

Per spegnere il tifo che aleggia attorno a certe squadre, non basterebbero gli idranti dei pompieri. Ma non tutti sanno che nella lunga storia del calcio italiano ce n’è una, di squadra, la cui vicenda è strettamente legata ai Vigili del Fuoco. Questa storia è tornata alla mente degli sportivi Mercoledì 30 Settembre scorso quando lo Spezia Calcio, di scena in trasferta sul campo dell’Udinese, ha conquistato la prima vittoria in Serie A della sua ultracentenaria storia.

Una vittoria come tante ma che, invece, assume dei significati particolari.

Il primo, meno romantico ma comunque interessante, è relativo al fatto che i liguri nel ventunesimo secolo sono la seconda squadra esordiente nella massima serie ad aver trovato il successo nella prima trasferta. In precedenza ci era riuscito solamente l’iconico Chievo Verona di Mister Luigi Del Neri nel 2001.

Il secondo invece, quello su cui vogliamo concentrarci, riguarda la storia legata alla stagione 1943/44 quando la compagine del ‘’Gruppo Sportivo 42° Corpo dei Vigili del Fuoco’’ di La Spezia trionfò nell’allora massima serie in un campionato giocato al limite della sopportazione a causa degli eventi della Seconda Guerra Mondiale in un’Italia divisa e tormentata.

Il ‘’Gruppo Sportivo 42° Corpo dei Vigili del Fuoco’’ fu creato in sostituzione dell’allora inattiva Associazione Calcio Spezia. Ad inizio stagione la società AC Spezia versava in una situazione di grave crisi: il Presidente Coroliano Perioli era stato deportato nei campi di concentramento in Germania e l’unico rimasto tra i dirigenti era Giacomo Semorile che decise di contattare il comandante dei Vigili del Fuoco cittadino, l’ingegner Gandino, per riuscire ad allestire una formazione che riuscisse ad affrontare in maniera decorosa l’imminente campionato.

L’accordo venne presto raggiunto sotto l’impegno scritto di restituire tutti i giocatori all’AC Spezia al termine del conflitto e questo fatto costituì un ottimo stratagemma per sottrarre i calciatori agli obblighi del servizio militare. La squadra assunse quindi la nuova denominazione VV.F. Spezia, e come allenatore fu ingaggiato Ottavio Barbieri, già tricolore con la maglia del Genoa e giocatore della Nazionale.

La squadra, solitamente inserita in un primo girone ligure-piemontese, riuscì eccezionalmente ad ottenere l’iscrizione al gruppo con le squadre emiliane per via dell’impossibilità di percorrere le strade che portavano in Piemonte.

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Infatti, la formula di quel campionato prevedeva sette gironi regionali iniziali in cui, le due migliori squadre di ogni gruppo avrebbero avuto accesso alle semifinali interregionali e poi, in caso di successo, alle finali che avrebbero decretato la squadra campione d’Italia.

I Vigili del Fuoco di La Spezia furono così inseriti nel primo girone con Parma, Busseto, Suzzara e Fidentina vincendo facilmente con un ruolino di marcia perfetto, condito da cinque vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta dimostrando subito una caratteristica tattica particolare: il cosiddetto ‘’mezzo-sistema’’ importato da Mister Barbieri. Questo nuovo modulo tattico prevedeva un terzino senza compiti di marcature e un cursore sulla fascia destra, all’occasione sia attaccante sia difensore.

Una storia incredibile quella degli spezzini che per le trasferte viaggiavano su un’autobotte adattata a mezzo di fortuna dove si potevano anche nascondere generi di prima necessità, come il sale ligure da scambiare con i salami emiliani. Gli ‘’aquilotti’’ si riposavano nelle caserme dei colleghi e potevano pranzare anche con alimenti semplici e di facile reperibilità in un momento storico così difficile come cipolle, fagioli e polenta.

Giocavano un calcio maschio e potente tra allarmi per i bombardamenti alleati, rischio di essere prelevati e internati, trasferte lunghe ed imprevedibili.

Nonostante queste componenti al limite del vivibile, i Vigili del Fuoco dettero sempre battaglia sul campo e, dopo aver vinto il primo girone, passarono agevolmente anche il secondo turno eliminatorio.

Nello spareggio regionale per passare alle fasi finali i Vigili del Fuoco furono anche baciati dalla fortuna nel doppio incontro con il Bologna superato grazie a due vittorie a tavolino per 2-0 sia all’andata sia al ritorno a causa dei tafferugli innescati dalla tifoseria emiliana che si verificarono nello stadio felsineo al momentaneo gol dell’1-0 spezzino con il risultato finale che fu comminato dalla Federazione con un secco 0-2 in favore dei liguri.

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Per protesta i bolognesi non si presentarono al ritorno e furono così condannati a questa doppia sconfitta a tavolino. I pompieri bianconeri si qualificarono a sorpresa nel girone finale col Torino campione in carica e il Venezia, terzo in A nel 1942.

Le finali, in campo neutro per evitare ulteriori spostamenti in un momento storico così complicato, si disputarono all’Arena Civica di Milano con la formula di partite di sola andata. Si cominciò il 9 Luglio 1944 con il pareggio tra i Vigili del Fuoco ed il Venezia per 1-1. La storia per i liguri si farà sette giorni dopo grazie all’incredibile vittoria per 2-1 contro il Grande Torino di Vittorio Pozzo.

La gara contro i granata fu davvero epica: vantaggio di Angelini per lo Spezia ripreso sul pareggio intorno alla mezz’ora dal grande Silvio Piola, ancora Angelini però sul finale di primo tempo riportò avanti i liguri. Nella ripresa gli ‘’aquilotti’’ ressero con le unghie e con i denti questo esiguo ma fondamentale vantaggio portandolo sino in fondo di fronte ad un pubblico in estasi per un risultato così clamoroso.

Prima di poter decretare i Vigili del Fuoco campioni però mancava ancora l’ultima sfida, quella tra Torino e Venezia. Infatti in caso di vittoria dei veneti si sarebbe potuta verificare una situazione di pari-merito. Il Torino però non ebbe pietà e travolse con un netto 5-2 i lagunari.

La classifica finale dunque recitava: Spezia 3 punti, Torino 2 punti e Venezia 1 punto (allora la vittoria ne valeva 2, ndr). È storia. Vigili del Fuoco di La Spezia campioni d’Italia in un titolo, inizialmente equiparato ad un vero e proprio scudetto, ma che poi, vista la situazione in cui versava l’Italia, fu decretato come non ufficiale anche sotto le pressioni esercitate dal Torino, ferito per la mancata vittoria.

Dovranno passare quasi sessant’ anni infatti prima che la stessa Federazione conceda, nel 2002, agli spezzini lo scudetto onorifico e la possibilità di ornare le proprie casacche con un segno distintivo a ricordo dello storico successo.

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La squadra dei Vigili del Fuoco La Spezia non sarà però mai riconosciuta nell’albo d’oro come campione d’Italia 1944.

Una storia di uomini quella del ‘’Gruppo Sportivo 42° Corpo dei Vigili del Fuoco’’ di La Spezia prima che di calciatori in un calcio così diverso da quello attuale governato dal dio denaro.

Lorenzo Pera
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