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Elon Musk e il miracolo Tesla

A metà luglio era diventato il quinto uomo più ricco al mondo. Pochi giorni fa un ottovolante di Borsa, a Wall Street, gli ha fatto perdere quasi un decimo del suo patrimonio: così è sceso al sesto, anche se la cosa non pare averlo turbato più di tanto.

L’opinione pubblica mondiale è ormai allenata alle follie che riguardano Elon Musk, il geniale fondatore di Tesla e di SpaceX. Ma il 2020, per lui, è stato davvero l’anno degli annunci e dei record. Il 28 agosto Tusk ha rivelato al mondo il suo nuovo, sconvolgente progetto, elaborato dalla Neuralink.

La società, che ha sede a San Francisco e ha 90 dipendenti (quasi tutti neuroscienziati), punta alla creazione di un sistema per «interfacciare» cervello e computer, e consentire l’impianto di dispositivi informatici nella testa dell’uomo. L’obiettivo è duplice: curare alcune patologie cerebrali e produrre un sistema che riesca a collegare in maniera sempre più stretta il corpo umano con l’intelligenza artificiale.

Ma questo 2020 è stato davvero l’anno della tecnologia targata Musk. Il 3 agosto un perfetto ammaraggio nel Golfo del Messico ha riportato sulla Terra il «taxi spaziale» Crew Dragon, creato da SpaceX e decollato il 30 maggio sul vettore Falcon di 70 metri, anch’esso progettato e costruito dalla società di Musk. I due astronauti Robert Behnken e Doug Hurley hanno così felicemente concluso, per conto della Nasa, il primo viaggio di una navicella privata verso la Stazione spaziale internazionale. L’impresa, di fatto, ha segnato l’inizio di una nuova era. Un altro lancio di SpaceX per la Nasa è previsto per il 20 settembre.

Diciotto anni dopo la sua fondazione, SpaceX, con sede a Los Angeles, ha 7mila dipendenti: non è quotata (anche se Musk nel 2019 aveva annunciato uno sbarco in Borsa «nei prossimi anni») ma lo scorso giugno Cnbc l’ha valutata 36 miliardi di dollari. E in luglio Morgan Stanley l’ha accreditata di un «valore potenziale di 175 miliardi».

Ma l’ultimo successo ora dà concretezza anche all’ipotesi dei «voli turistici», a aprtire dal dicembre del prossimo anno: Musk aveva annunciato nel 2014, e confermato nel febbraio 2019, che avrebbe «portato turisti in giro per lo spazio entro la fine del 2021». Il biglietto dovrebbe avere un costo tra 100mila e 500mila dollari.

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Intanto SpaceX pianifica una città su Marte per «popolare il pianeta con 1 milione di abitanti entro il 2050». Per riuscirci, il suo visionario fondatore progetta di costruire una flotta di mille Starship, un razzo da 120 metri di lunghezza oggi in fase di sviluppo, che sarà capace di trasportare 100 tonnellate di merci e 100 persone. Attraverso SpaceX, Musk 2 anni fa ha annunciato anche il progetto Starlink: un sistema basato su 12mila satelliti, con cui vuole fornire internet gratis al globo.

Chi è Elon Musk: da genio precoce a imprenditore multiforme

Musk nasce 49 anni fa a Pretoria, in Sudafrica, da padre ingegnere e da madre canadese, di cui acquisisce la cittadinanza. Il mito del personaggio vuole che a soli 8 anni abbia letto l’intera Enciclopedia britannica. Dal 2002 è cittadino naturalizzato degli Stati Uniti. Ha avuto 2 mogli e 7 figli con un dramma: il primo è morto bambino. All’ultimo, circa un anno fa, ha imposto il folle nome X-ÆA-XII. Se volete una spiegazione, X sta per la variabile incognita, Æ significa «amore» e suona come AI, «intelligenza artificiale», A sta per «Arcangelo”. E A12 è  l’aereo preferito di Musk.

Musk ha tratti di certo geniali, e a dimostrarlo bastano alcune tappe della sua vita. Nel 1983, a 12 anni, crea il videogioco Blastar e ne vende il codice per 500 dollari. Nel 1995, a 24 anni, prende due lauree in economia e in fisica all’Università della Pennsylvania. Sempre nel 1995 combina tra loro 2 borse di studio (videogiochi e condensatori) e intanto s’iscrive a un Mba in fisica dei materiali all’università di Stanford, ma subito lo lascia per darsi all’attività imprenditoriale: fonda Zip 2, una società di guide cittadine online, che un anno dopo ha già raccolto 3 milioni di dollari.
Nel 1999 vende Zip2 per 22 milioni e fonda X.com, una banca online.  Nel 2000 X.com si fonde con la concorrente Condinity e nasce PayPal, app per gli acquisti online. Nel 2002 PayPal viene ceduta a eBay per 1,5 miliardi: per la sua quota, Musk incassa 165 milioni e ne usa 100 per fondare SpaceX, con cui punta a costruire razzi (il primo viene realizzato dopo soli 2 anni) e realizzare viaggi spaziali per tutti.

Nel 2003 incontra i fondatori della neonata Tesla Motors, Marc Tarpenning e Martin Eberhard, e scommette 70 milioni sul loro progetto: auto elettriche affidabili e ad alta tecnologia. Di Tesla oggi Musk è Ad e primo azionista, con una quota del 20%.

Nel 2006 Musk crea Solarcity, attiva nel fotovoltaico e oggi sussidiaria di Tesla. Nel 2012 lancia Hyperloop, tecnologia futuribile per il trasporto ad altissima velocità su cuscino d’aria: nel 2016 in Nevada un carrello arriva a 186 km/h in 1,7 secondi. Nel 2016 crea la start-up Neuralink, per collegare il cervello all’intelligenza artificiale.

Il caso Tesla: un miracolo di tecnologia (e di marketing)

Tesla produce vetture elettriche, pannelli fotovoltaici, sistemi di accumulo d’energia. La crescita di mercato è stata notevole, soprattutto nelle auto: la prima vettura – la Model S, annunciata nel 2008 come la prima al mondo a utilizzare batterie con celle agli ioni di litio, di varia capienza e con un’autonomia tra i 220 e i 630km – è uscita nel luglio 2012 dalla fabbrica di Fremont, in California, e già tre anni dopo, nel dicembre 2015, le Tesla in circolazione erano 100mila; nel novembre 2018, erano 500mila. Da allora la crescita ha accelerato, anche durante il lock-down che Musk ha avversato, spesso tenendo aperto l’impianto californiano malgrado gli ordini del governatore: dal 9 marzo 2020 Tesla è la prima marca al mondo con 1 milione di auto elettriche in circolazione su un totale di circa 7,5 milioni.

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Tesla ha altri tre stabilimenti, enfaticamente battezzati Gigafactory: uno è a Reno (Nevada) e uno a Buffalo (New York), e da alcuni mesi è attiva una fabbrica in Cina, vicino a Shanghai. È in costruzione un quarto sito produttivo di mezzi pesanti ad Austin (Texas) e dal 2019 ne è stato più volte annunciato un quinto vicino a Berlino.

 

Continua domani

Maurizio Tortorella
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