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Bannon: «Il virus arriva dal laboratorio di Wuhan, scienziati cinesi ci daranno le prove»

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«Gli esperti del laboratorio cinese al centro dei sospetti sull’origine del virus che ha contagiato l’intero pianeta hanno “disertato” e ora sono nelle mani dell’intelligence occidentale», ha affermato Steve Bannon nel corso di un’intervista al quotidiano britannico Daily Mail.

Il regista della vittoria presidenziale di Donald Trump ha detto che i servizi segreti avrebbero acquisito le prove che dimostrerebbero che il Covid-19 sia effettivamente uscito dall’Istituto di Virologia di Wuhan e che, di conseguenza, il successivo insabbiamento da parte del regime comunista cinese sia stato una sorta di “omicidio premeditato”.

Le sue dichiarazioni sulla fonte del virus che finora ha causato circa 600mila vittime in tutto il mondo sono arrivate mentre alcuni governi occidentali sono impegnati nella ricerca di prove che smentiscano la versione ufficiale di Pechino, secondo cui l’infezione si sarebbe diffusa dal mercato del pesce situato proprio a Wuhan.

Bannon, che secondo i media statunitensi sarebbe tornato a far parte dell’entourage di Trump, ha dichiarato che «alcuni disertori stanno lavorando con l’Fbi per cercare di ricostruire quello che è successo nell’istituto di Wuhan, che era gestito orribilmente», aggiungendo che ci sono testimoni che hanno visto con i loro occhi ciò che accadeva lì dentro «pronti a dimostrare la colpevolezza del Partito Comunista Cinese».

Bannon, che durante il suo periodo alla Casa Bianca si è seduto al Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha anche affermato che l’intelligence starebbe cercando di provare che il virus si è diffuso a seguito di un incidente durante alcuni esperimenti per sviluppare vaccini e farmaci terapeutici per affrontare i virus della tipologia Sars aggiungendo, poi, che i disertori starebbero parlando con le agenzie di intelligence in America, Europa e Regno Unito.

Aggiungendo che le agenzie di intelligence sono in possesso di strumenti che consentano loro di «avere un elenco completo di chi ha avuto accesso a quel laboratorio. Penso che abbiano prove molto convincenti».

«Le persone che orbitavano attorno a questi laboratori – ha aggiunto Bannon – hanno lasciato la Cina e Hong Kong da metà febbraio e stanno cercando di fornire prove molto approfondite, cosa che potrebbe richiedere molto tempo. Non è semplice come in un film di James Bond».

Secondo Bannon, visto che il Laboratorio venne costruito con l’aiuto del governo francese, poi rimosso da Pechino «riteniamo che non ci fosse alcun dispositivo di monitoraggio. Penso che quello che scopriremo è che questi ragazzi stavano facendo esperimenti per i quali non erano completamente autorizzati oppure che sapevano cosa stessero facendo e che, in qualche modo, o per errore involontario, o attraverso un problema tecnico del laboratorio, il virus sia fuoriuscito. Non è così difficile far uscire questi virus. Ecco perché questi laboratori sono così pericolosi».

«A Wuhan c’era essenzialmente una Chernobyl, ma il baricentro, il Ground Zero, in termini di vittime era attorno al laboratorio. E come Chernobyl, c’è stato anche l’insabbiamento, con l’apparato statale che si protegge da solo», Bannon, che ha stretti legami con Guo Wengui, un miliardario cinese in esilio, ha continuato l’intervista affermando che «indipendentemente dal fatto che sia uscito dal mercato del pesce o dal laboratorio di Wuhan, le successive decisioni del partito comunista cinese rendono il regime colpevole di omicidio premeditato. Sappiamo perché il 31 dicembre Taiwan informò formalmente l’OMS di un’epidemia in uscita dalla provincia di Hubei (dove si trova Wuhan). Il Centro Malattie di Pechino venne informato tra il 2 e il 3 gennaio e nonostante ciò decisero di non diffondere tali informazioni per poi firmare un accordo commerciale con gli Stati Uniti. Era il 15 gennaio. Se fossero stati diretti e sinceri nell’ultima settimana di dicembre, il 95% delle vite perse e la carneficina economica a che stiamo tutti subendo sarebbero stati contenuti».

Ma non è finita, perché secondo Bannon il regime cinese avrebbe «usato questo importante lasso di tempo per accaparrarsi tutti i dispositivi di protezione individuale del mondo. Questa è una dittatura omicida. Di sangue grondano anche le mani dei grandi centri d’interesse mondiali – le banche di investimento, gli hedge funds e i fondi pensione – ed è tempo di iniziare ad agire prima che ciò porti alla distruzione dell’Occidente».

Infine, l’ex Capo Stratega della casa Bianca osserva che «siamo nella crisi più straordinaria della storia americana moderna, più del Vietnam, della Guerra Fredda, persino della Seconda Guerra Mondiale. Una pandemia globale e un inferno economico. Non ho fiducia nell’OMS, la leadership attuale dovrebbe affrontare accuse penali ed essere chiusa».

Intanto, il governo cinese continua a bollare queste ipotesi come “teoria della cospirazione”, ostinandosi a negare qualsiasi insabbiamento, così come l’OMS nega qualsiasi complicità o tentativo di copertura.

Al momento una cosa è certa: fatti acclarati come la repressione del regime nei confronti di medici come il dottor Li Wenliang e i rapporti del 2018 sulle carenze in termini di sicurezza del laboratorio di Wuhan, ci offrono una versione ben diversa da quella “ufficiale” che il regime comunista cinese tenta di imporre anche al di fuori dei propri confini.

 

Paolo Borsellino
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