Marchio DOC

La nascita del marchio DOC

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L’acronimo DOC, ossia denominazione di origine controllata, è un marchio che nel mondo dell’enologia certifica la zona d’origine della raccolta dell’uva utilizzata per produrre il prodotto. Questa etichetta indica un prodotto rinomato, di alta qualità e il suo obiettivo è quello di evitare che i vini locali vengano imitati illegalmente. É fondamentale riconoscere l’originalità delle materie prime e dei metodi di lavorazione.

Il marchio “Denominazione di Origine Controllata” nacque il 12 luglio 1963 con il decreto n.930, che venne applicato anche al Moscato Passito di Pantelleria e Marsala. Nel 1970 ci fu una prima classificazione, ossia quella dei Vini Tipici, divisi a loro volta in vini speciali, vini superiori e vini fini. Invece tra il 1963 e il 1992 ci fu una nuova suddivisione in quattro categorie: Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, Vini a Denominazione di Origine Controllata, Vini a Denominazione di Origine Semplice e Vini senza denominazione. Infine nel 2009 l’Unione europea introduce due nuove categorie : la DOP ( Denominazione di Origine Portetta) e la IGP ( Indicazione Geografica Protetta).

Prima di essere venduti, i vini Doc devono essere sottoposti ad un disciplinare di produzione, ad un’analisi chimico-fisica e ad esami delle caratteristiche organolettiche. Inoltre sulle etichette dei vini Doc ci possono essere altre denominazioni come : classico, riserva e superiore. Il primo indica i vini prodotti in zone di antica tradizione; il secondo invece i vini che hanno un invecchiamento più lungo. L’ultimo indica i vini che hanno concentrazione zuccherina e gradazione alcolica più alte.

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