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Editoriali

Insieme ce la faremo

Pur nel mare in tempesta, essere editore di un giornale online come Orwell è un assoluto privilegio. Mi rendo conto che si tratti di sfumature difficili da cogliere per chi nella vita fa altro ma, per capirci, è un po’ come stare all’interno di un amplificatore di idee ed esperienze capaci di aprirci gli occhi quando non illuminarci la mente in merito a questioni rispetto alle quali sarebbe sempre bene cercare il confronto.

È quello che è avvenuto ieri pomeriggio durante la nostra diretta con Magdi Cristiano Allam, ovvero una delle intelligenze più acute e culturalmente capienti del panorama giornalistico italiano che ebbi la fortuna di conoscere grazie al lavoro anni addietro e che, con il trascorrere del tempo, si è sempre confermato come la persona di grandissimo spessore umano che è.

Spessore che è anche intellettuale, grazie al quale abbiamo avuto modo di condividere insieme al co-conduttore Carlo Cattaneo e alle tante persone che ci hanno ascoltati, 45 minuti pieni di spunti di riflessione grandi quanto una casa.

A cominciare da Insieme ce la faremo, l’associazione – non politica ma culturale – con la quale Magdi si prefigge l’obiettivo, altissimo, di favorire la riaffermazione del bagaglio valoriale e identitario proprio della cultura occidentale attraverso una serie di incontri di formazione in tutta Italia.

Partendo da qui, il dibattito si è poi sviluppato andando a toccare tematiche centrali come il nuovo bipolarismo che, di fatto, ha spazzato via la vecchia contrapposizione destra-sinistra, sostituendola con quella tra establishment e popolo, con i primi che intendono perseguire una sorta di “cinesizzazione” della nostra società, riducendo il popolo – appunto – a diverse forme di schiavitù: lavorativa, monetaria e anche d’opinione.

Dittatura di pensiero unico e politicamente corretto contro libertà e valori che sono propri dell’Occidente libero in quanto scevro da fanatismi e dogmatismi culturali che sono il retaggio di ideologie basate sulla repressione e la censura di chiunque la pensi diversamente, come del resto lo è l’islam, di cui Magdi è uno dei più profondi conoscitori non a livello nazionale, ma mondiale.

Infine un tema politicamente scorretto per antonomasia, ovvero il malessere che molte posizioni di Papa Francesco causa a moltissimi credenti sostenendo posizioni dalle quali, non certamente a caso, Magdi Allam si è dissociato pubblicamente, mantenendo come stella polare della sua fede la celebre enciclica di Ratisbona tenuta da Papa Benedetto XIX.

Pubblicità. Scorrere fino a continuare la lettura.

«Quando il Papa», spiega Magdi, «rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano cosa pensasse della mattanza di Charlie Hebdo, afferma che “se qualcuno offende tua sorella tu gli tiri un pugno”,  significa che sta giustificando i terroristi che hanno sterminato i vignettisti di un giornale perché è la loro religione a imporglielo. Nel corso degli anni Charlie Hebdo ha pubblicato vignette offensive anche nei confronti di Gesù, ma i cristiani non sono andati ad ammazzare gli autori».

Il coraggio di andare controcorrente dicendo le cose per quelle che sono a Magdi Cristiano Allam non è mai mancato e, nonostante gli sia costato un prezzo altissimo, le sue azioni e le sue parole sono la dimostrazione che, per lui, se c’è una cosa che non ha prezzo quella è la libertà.

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