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Autoerotismo da smart working

Qualcuno si chiede se possa essere un effetto secondario dello stesso virus Sars2 covid 19 ad aver alterato i gusti della sessualità nel mondo, magari per via della reclusione forzata, sta di fatto che pare siano molte le persone che, mentre lavorano online, in regime di sedicente smart working, si “perdono” in fantasie erotiche auto-procurandosi orgasmi… magari anche soddisfacenti.

È cosa certa che di stravaganze comportamentali sessuali, ivi comprese le perversioni, esistono al mondo una variegata moltitudine di esempi; quanto poi all’autoerotismo esiste un’ampia bibliografia a disposizione, frutto di attente interviste e monitoraggi, laddove possibile, degli stili di vita dei comportamenti sessuali umani.

Tuttavia, un fenomeno come quello osservato dagli studiosi nei giorni della pandemia sicuramente non ha precedenti: masturbarsi online mentre si lavora, se non addirittura nel corso di call in diretta con colleghi, superiori o persone sconosciute, ha davvero dell’incredibile.

È stata definita “sindrome da procasturbazione”, ovvero masturbarsi mentre si sta procrastinando il lavoro, ed è un comportamento osservato in vari Paesi dove milioni di persone attualmente lavorano da casa. A quanto pare, alcune di loro sono state effettivamente bandite dall’interazione con potenziali partner.

A studiare il fenomeno è stata la società online australiana Australia’sCoolest Gifts&Gadgests, la quale ha dato “un’occhiata” ad alcuni comportamenti scoperti casualmente e ha confermato che molti dipendenti isolati a casa ricorrono all’autoerotismo in diretta durante il lavoro al computer. Mettono in atto, dunque, del sexting – neologismo coniato per l’occasione – una sorta di nuova psicopatologia da parafilie sessuali che rischia persino di rovinare l’immagine dell’azienda per cui lavorano.

La società australiana ha intervistato oltre 1.000 persone negli Stati Uniti e in Australia, Regno Unito e Canada sul loro comportamento mentre lavoravano da casa, al fine di comprendere meglio come le persone trascorrono il loro tempo in questa inusuale fase di lockdown, nel tentativo di scoprire cosa realmente stesse accadendo e come si affrontano le ore di smart working domestico.

I ricercatori hanno così evidenziato che le persone con tendenza al sexting online erano, spesso, anche sotto probabile effetto alcoolico. In pratica, pur essendo in orario di lavoro, molte persone essendo a casa e sentendosi non controllate si ubriacano o trascorrono il tempo del lavoro in attività non correlate. Per esempio, alcuni dipendenti accedono alle videochiamate di lavoro dal bagno di casa o mentre svolgono attività domestiche oppure, appunto, mentre soddisfano in solitario desideri erotici. Sono state le registrazioni di questi ultimi comportamenti a smascherare i peccati di diversi dipendenti casalinghi, evidenziando cosi il fenomeno.

Sarà colpa della noia, dell’isolamento forzato da pandemia o delle “tentazioni” del web… fatto sta che i dati del fenomeno “procasturbazione” sono davvero sorprendenti.

Tra gli intervistati, il 35% degli uomini e il 17% delle donne hanno ammesso di essersi masturbati durante l’orario di lavoro, e solo un quarto di loro si è sentito in colpa per questo. Gli intervistati più giovani mostrano generalmente una maggiore predisposizione; il 31,3 % di questi auto-erotomani sono compresi nella fascia di età tra 18 e 24 anni. Circa un quarto hanno un’età compresa tra 35 e 44 anni; le fasce di età da 45 a 54 e da 55 a 64 rappresentavano ciascuna circa il 21 %; ma esiste anche l’8,3 % in un’età compresa tra 65 e 74 anni.

Per chi può e vive in coppia esiste, fortunatamente, anche la normale attività sessuale, che certo non verrebbe svolta in orario di lavoro, però…  Infatti, alla domanda: «Hai mai fatto sesso mentre lavoravi da casa?», Il 24% degli uomini e il 19% delle donne hanno risposto affermativamente. Ancora una volta, la probabilità che qualcuno facesse sesso sul posto di lavoro virtuale aveva una correlazione inversa con l’età: con circa il 28 % degli amanti tra i 18 e 24 anni.

Le vie del sesso on line in regime di smart working, comunque, non sono ancora finite. Oltre alla masturbazione e al sesso fisico, il 5,4 % dei partecipanti al sondaggio ha anche ammesso di essersi intrattenuto in una chat erotica con un collega conosciuto durante una videoconferenza.
Non si sa bene come… ma un intervistato ha affermato persino: «ho ricevuto sesso orale durante una chiamata in video-call».

Infine, gli uomini ammettono di guardare video porno durante il lavoro molto più delle colleghe: il 33,9 % rispetto all’11,3 di donne intervistate.

Gli italiani, al moneto, non sono stati coinvolti da questa ricerca, per cui non abbiamo indicazioni di quanto la “procasturbazione” abbia colpito anche da noi… La speranza è che, come tutte le attività legate al cosiddetto smart working, anche questa possa essere presto abbandonata con il ritorno a una sana socialità… anche sul lavoro.

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