Spot della Cirinnà sulla pelle dei bambini di Kiev

La pandemia ha portato alla luce l'allucinante mercato dei bambini fatti nascere per essere venduti a ricche coppie gay... ma la senatrice Pd ne approfitta a modo suo...

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È stata la chiusura totale dei confini a portare alla luce un sordido traffico di esseri umani. Una tratta dei bambini, nati da uteri in affitto, che si è interrotta solo a causa della pandemia ma che, incredibilmente, ha ritrovato improvviso slancio, quanto meno nelle parole della solita senatrice Monica Cirinnà (Pd).

Un nome il suo che non fa rima con legalità, laddove la pratica di “affittare” il corpo di donne disposte a prestare il proprio utero a ricche ed egoiste coppie di omosessuali desiderose di comprarsi un figlio per “fare famiglia”, in Italia, grazie al Cielo, per ora, è e resta un reato.

La senatrice dem, da sempre “testa d’ariete” delle varie istituzioni e lobby LGBT, ben insediate in tutti i centri di potere mediatico, non molla la presa. Dalle colonne virtuali dell’Huffington post ha “ordinato”, con la gentilezza che le è solita, che sia avviata una discussione “franca e laica” sulla Gpa (acronimo di gestazione per altri) dietro cui si cela, appunto, la pratica dell’utero in affitto. «Lasciando da parte ogni chiusura pregiudiziale e soprattutto conservando il rispetto per le persone».

Il tutto davanti a un intero pianeta scioccato e indignato dalla notizia dei neonati trovati in un albergo di Kiev (qui l’incredibile video) in attesa che chi li ha “ordinati” e comprati possa andare a prenderli. (Amazon non ha ancora aperto questo mercato… chissà…).

Una finestra (di Overton) che chi sta dietro la Cirinnà ha voluto spalancare, probabilmente non a caso. Si dà spazio sui media alle istanze LGBT, proprio nei giorni tradizionalmente fissati per la Marcia della Vita, che quest’anno – ovviamente – ha potuto avere luogo solo in maniera virtuale, cioè on line.

L’iniziativa avrebbe meritato infatti molta più attenzione. In particolare la toccante testimonianza del professor Giuseppe Noia, neonatologo che in tempo di pandemia ha portato il pensiero: «ai 15 milioni di aborti (dati del Worldometers.info) avvenuti nel mondo in questi primi 5 mesi del 2020, anche essi avvolti dalla solitudine e dal silenzio di tanta “scienza”, di tanta società e di tanta intellighenzia, che fa finta di non vedere che quando muore un embrione muore una persona (e moriamo un po’ tutti) e che la solitudine del cuore che accompagna quella perdita sarà il cibo di cui si nutrirà la madre per mesi, anni e forse per tutta la vita».

La discussione “franca e laica” invocata dalla Cirinnà, andrebbe fatta per capire come mai gli stessi ambienti che vogliono rendere sempre più facile l’aborto, siano impegnati a legalizzare l’impianto di embrioni e, quindi, la nascita di bambini “costruiti” per essere venduti a facoltosi personaggi ormai a corto di trasgressioni. Questo sarebbe interessante: capire chi e perché vuole sovvertire il corso della natura, per come perdura da milioni di anni.

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