Occhi aperti nella ripartenza

In questi mesi abbiamo assistito a ogni genere di presa in giro, a una giostra di fake news imposte come verità e di verità negate o taciute... Adesso cerchiamo di vedere la vera vita

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Frugando tra gli insegnamenti della psicologia Gestalt e tra quelli del suo guru, lo psicologo Fritz Perls, si evidenzia un valido monito: imparare a vedere il mondo (to see) e non solo a osservalo (to look).

È veramente un prezioso consiglio cognitivo e comportamentale utile per tutti di reimparare a vedere la realtà delle vicende Covid 19 con le difficoltà, le paure e con i problemi ancora insoluti, in modo globale e… circolare cioè a 360 gradi!

Reimparare a vedere il mondo…

Tutto dipende da come lo si guarda. L’occhio del teleobiettivo delle macchine fotografiche, nelle mani di abili professionisti diventa uno strumento anche artistico. Nelle mani di reporter che tanto obiettivi non sono, riesce a trasmutare e distorcere il piano della realtà. Dieci giorni fa Repubblica fece “scandalo” pubblicando le foto dei Navigli milanesi strapieni di folla. Questo scatenò l’irata reazione (accompagnata anche da inconsuete ma “giovanili” parolacce) del sindaco Sala che poi si faceva fotografare con il capo dei Vigili e una nutrita rappresentanza dalla sua milizia… mentre presidiava quello stesso spazio ormai deserto…

Ebbene, come si scoprì nei giorni successivi, le foto di Repubblica erano il più degno esempio di fake news ai tempi del coronavirus.

Dunque, gli scatti fotografici nelle abili mani di un fotoreporter malandrino sono in grado di falsare la realtà delle vicende umane: i signori seduti sul muretto, fotografati con un teleobiettivo furbetto, danno una chiara idea di distanza ravvicinata senza mascherine… e non da meno le persone sullo sfondo. La foto reale è quella sotto, dove tute le persone stanno persino a più di un metro di distanza tra di loro!

Ancora. Guardate (non osservate) anche le foto qui sopra. Nuovamente le persone della prima immagine sembrano accalcate, senza mascherina, una con l’altra. In realtà, anche qui, il trucco, anzi l’inganno, c’è, e le persone, in realtà, sono in coda a una buona distanza uno dall’altro.

Questi esempi di interpretazione distorta della realtà sono da tener presente mentre ci lasciamo alle spalle il passato, come in guerra. Continuiamo il percorso della nostra vita sul pianeta nell’incertezza ancora misteriosofica delle possibili conseguenze del Covid 19. Ritorniamo comunque a vivere, socializzare e lavorare con il monito di vedere “con gestalt”, il mondo da più punti di vista, ma mantenendo sempre la percezione attiva di vedere tutto e tutti con più lucidità, mantenendo necessariamente le norme di igiene e di sicurezza personale sempre efficaci.

Cosa ci aspetta veramente?

Lentamente tutte le attività riprendono, riprende il lavoro, la socializzazione e, con il 3 giugno, anche la mobilità interregionale. Attenzione però il virus, il Sars2 covid 19 c’è ancora esiste! Restando a casa abbiamo solo limitato i danni del contagiarci. Invece, per sconfiggere in modo reale il virus dobbiamo conviverci.

Che piaccia o no, se volessimo raggiungere una totale immunità (“di gregge”) dovremmo ammalarci tutti di coronavirus con la fortuna di non morirne, per poi reagire con il nostro sistema immunitario producendo dei sani anticorpi, che ci metterebbero al sicuro dal pericolo del Covid19. Chi ha percorso questa strada ha nel plasma del suo sangue gli anticorpi utili per sè e per qualcun altro che dovesse ammalarsi gravemente.

Se poi (molto poi) arriverà un vaccino, anche i pochi che non hanno contratto nulla e sono più a rischio potranno, forse, dormire sonni tranquilli.

Ci sono poi i timori epidemici e pandemici di un eventuale ritorno stagionale. Ne ha parlato anche Anthony Fauci, virologo americano che era a capo della task force voluta da Donald Trump (pur annunciando già per gennaio il vaccino).

Una ipotetica “seconda ondata” di contagi, non si può escludere visto che il virus sembra in grado di mutare, di indebolirsi o di irrobustirsi senza un chiaro motivo. Si rischia abbassando la guardia e, poi, c’è il problema degli asintomatici che potrebbero ancora diffondere il virus. Questa questione degli asintomatici non è ancora stata presa troppo sul serio, ma può essere risolta solo con l’uso generalizzato dei tamponi.

Veri e falsi miti

Le mascherine adesso praticamente obbligatorie servono per contenere i nostri batteri nebulizzati ma con esse la respirazione diventa viziata dalla nostra stessa anidride carbonica e dalle alitosi batteriche. Dobbiamo quindi migliorare l’igiene del cavo orale e limitare cibi che possano già fermentare eccessivamente nello stomaco, visto che – piaccia o no – le mascherine le useremo almeno fino a fine anno.

Sarà il caldo estivo che scioglierà il virus? Non è detto anche se il sole dell’estate, come l’aria iodata del mare, sono disinfettanti naturali. Ci auguriamo, poi, che anche questo “malefico cinese” si comporti come tutti gli altri virus influenzali sparendo con l’arrivo della bella stagione.