In che mani siamo: i pasticci della Zingaretti band

Milioni di denaro pubblico buttati dalla finestra per acquistare a prezzi folli mascherine dalla Cina che non sono mai arrivate, quando il sindaco di Frosinone le ha fatte produrre da una azienda locale

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Leoni da tastiera (su cui scrivono le loro ordinanze), iene da tv (che stabiliscono i prezzi delle mascherine) e, in mezzo, i cittadini e le imprese, lasciati soli e senza soldi. In prima fila proprio quelle farmacie, rimaste sempre aperte in un momento di rischio straordinario, che ora si trovano nella condizione di dover subire i dictat propagandistici di Pinocchio “Mimmo” Arcuri.

Oltre al danno nazionale, non è mancata la beffa locale, più evidente nella Regione Lazio. Qui, a 61 cent (cioè mezzo euro più Iva) qualche rivenditore riesce ad offrire le mascherine come da ordinanza, qualcun altro no.

Abbiamo personalmente svolo una indagine presso alcuni fornitori, da cui è emerso che, per esempio, nelle farmacie di Tor Pignattara la dotazione di protezione individuale si trova, ma non a Casal Bertone… un chilometro di distanza. Mentre, spostandosi verso il centro o, quanto meno, verso i quartieri un po’ più “prestigiosi”, come Monte Mario, accade l’inevitabile: che i prezzi sono superiori. I farmacisti sdegnati e offesi dalle illazioni irrazionali di Arcuri, spiegano anche il perché, mostrando le fatture di acquisto e quindi i prezzi che li mettono nelle condizioni di dover trasgredire al provvedimento… oppure di rimetterci fior di quattrini.

Quattrini che, nel frattempo, i cittadini del Lazio vanno a perdere comunque. Perché? Chiedetelo a Carmelo Tulumello, l’uomo del governatore e presidente Zingaretti per la Protezione civile regionale, che ha pagato (con i soldi dei cittadini) cifre folli per interi bastimenti carichi di mascherine… che non sono mai arrivate.

Per giunta – come spiegato anche in un servizio de “Le Iene” – la polizza assicurativa per gli 11 milioni di euro pubblici anticipati dalla Regione Lazio si è scoperto essere farlocca, mentre ancora tutte valide sono le 10 domande che Orwell ha posto all’ineffabile presidente Zingaretti. Cui se ne aggiungono altre: ma ormai la palla è passata, come è giusto che sia, all’indagine condotta dal Pm Paolo Ielo e dall’Anticorruzione…

Tant’è. Se nell’ente direttamente governato dal segretario del Pd i conti non tornano (e non ci sono mascherine con cui potersi nascondere) sul territorio c’è chi non solo ha prodotto “il miracolo”, ma aveva anche dato, per tempo, dei consigli che gli altezzosi palazzi regionali non hanno ascoltato.

«Alla fine di febbraio – ricorda Nicola Ottaviani, sindaco di Frosinone – i sindaci dei capoluoghi di provincia del Lazio hanno chiesto al presidente della Regione di attivare le terapie intensive nelle cliniche convenzionate, attraverso la riconversione di alcuni reparti. La nostra proposta è rimasta lettera morta, mentre almeno i respiratori sono arrivati, fortunatamente in tempo nonostante la scelta di ricorrere a un affidamento durato 15 giorni. Nel frattempo, a Frosinone, avevamo però già acquistato 42mila mascherine presso la storica azienda Klopman, tutelando così anche una impresa locale, attraverso una convenzione stipulata dal nostro Comune. Così ogni famiglia di Frosinone ha avuto almeno una mascherina in casa dalla prima settimana di marzo. Ciò è stato possibile anche perché, in passato, ci siamo opposti all’acquisto dell’azienda e alla sua delocalizzazione all’estero. Oggi sappiamo che è una impresa strategica».

Dunque in Lazio (come in molte altre parti d’Italia) senza scomodare aziende specializzate… in lampadine per andare a comprare “milioni” di mascherine in Cina, c’era chi quelle mascherine le aveva prodotte e distribuite un mese prima dei pasticci della Zingaretti’s band.