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Scuola, genitori contro la riapertura “a metà”: già raccolte 15mila firme

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«Le decisioni del Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rischiano di mettere in grave difficoltà i bambini, i giovani e le famiglie. Il Ministro ha dichiarato che da settembre le lezioni saranno “metà a scuola, metà a casa” tramite la “Didattica a distanza”. Questa proposta è inaccettabile per l’enorme peso che viene scaricato sulle famiglie e per i danni che può provocare alla formazione intellettuale e umana degli studenti, nonché alla loro salute».

Questo è l’incipit della petizione online lanciata da Associazione Family Day, Associazione Non Si Tocca la Famiglia, Associazione Generazione Famiglia e Pro Vita & Famiglia Onlus che, nel giro di una manciata di giorni, ha subito raccolto oltre 15mila firme sulle 20mila fissate come obiettivo, a conferma del fatto che si tratta di un argomento estremamente sentito da milioni di italiani essenzialmente per due motivi: la qualità della formazione dei loro figli in primis, e l’impossibilità di conciliare una ripresa “a targhe alterne” dei figli con gli impegni di lavoro dei genitori.

Di seguito il messaggio che le associazioni invieranno al ministro insieme alle firme raccolte:

Grande preoccupazione hanno destato le dichiarazioni del Ministro dell’Istruzione, secondo le quali da settembre le lezioni saranno “metà a scuola, metà a casa” tramite la “Didattica a distanza”, ipotizzando di dividere le classi: “Una metà degli studenti per metà settimana andrebbe a scuola, poi l’altra metà”.

Le ragioni per le quali questa proposta è inaccettabile sono molteplici. Le famiglie – già messe in grande difficoltà dalla crisi sociale ed economica in atto – subirebbero un ulteriore grave colpo: i genitori dovranno organizzare il loro lavoro in base ai giorni della “Didattica a distanza” (DAD) e molti saranno costretti o a continuare il lavoro sopportando le spese di un baby sitter oppure ad attendere alla cura e all’istruzione dei figli, sacrificando il lavoro e soffrendo un danno economico aggiuntivo.

L’ipotesi “metà a scuola, metà a casa” è dannosa anche per i bambini e i giovani, sia sotto l’aspetto relazionale e pedagogico, sia in relazione alla salute psicofisica.

La didattica a distanza (DAD) non è comparabile alla presenza in classe dal punto di vista didattico, relazionale ed emotivo. Gli studenti sono esposti a molte più distrazioni a casa, manca quella presenza fisica che stimola l’attenzione ed è fortemente compromessa la comunicazione anche non verbale che permette agli insegnanti di sentire la recettività degli alunni. Gli studenti hanno e avranno sempre bisogno di stare in contatto con i loro “prof” e con i “compagni”.

Inoltre, la DAD sta creando una voragine tra studenti agiati e studenti con disabilità e fragilità socio economiche, i quali hanno maggiori difficoltà – e talvolta nemmeno la possibilità – di seguire le lezioni telematicamente.

Il tempo trascorso a seguire le lezioni online si aggiunge a quello passato di fronte agli schermi, che in questo periodo di restrizioni ha già conosciuto un forte aumento: ciò peggiora una serie di problematiche psicologiche nei bambini e nei giovani, tra le quali: disturbi del sonno, depressione, maggiore irritabilità, difficoltà di concentrazione, disturbi d’ansia, dipendenze e isolamento.

Molti altri paesi hanno già provveduto a riavviare le attività scolastiche: il Governo ha quattro mesi per organizzare il rientro in sicurezza.

Chiediamo quindi che il Ministero dell’Istruzione e il Governo rispettino il diritto all’istruzione e alla salute dei bambini e dei giovani, nonché l’interesse delle famiglie, riaprendo pienamente – in sicurezza – le scuole di ogni ordine e grado a settembre.

Una battaglia che riteniamo sacrosanta: coloro che fossero interessati a sottoscrivere e divulgare la petizione potranno farlo cliccando su questo link.

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