10 domande al governatore Zingaretti

Nella Regione Lazio si indaga su milioni di euro di denaro pubblico perduti per mascherine mai consegnate e per altre irregolarità... chissà se il segretario Pd vorrà gentilmente chiarire?

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Ci sono tanti dubbi sulle vicende della Regione Lazio. Non a caso anche un Pm, Paolo Ielo, sta dando “un’occhiata” discreta a carte e documenti. Il dubbio è che si siano commessi vari reati legati all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture, se non peggio.

Intanto, però, un governatore come Nicola Zingaretti, peraltro leader nazionale di un partito di governo, sempre straordinariamente attento alla “questione morale”, potrebbe agevolmente dare una mano a fare chiarezza. Perché si tratta di una vicenda particolarmente odiosa, avendo a che fare non solo con ingenti somme di fondi pubblici, ma anche con quelle dotazioni di protezione individuale (mascherine Ffp2 e Ffp3) che sarebbero state assolutamente indispensabili per salvare vite e tutelare la salute degli operatori sanitari.

Immaginando quanto possa essere fitta l’agenda di un “pezzo da novanta” della scena politica nazionale, tra aperitivi e conference-call, abbiamo quindi tentato di agevolare il compito del potente presidente (di Regione) e segretario (di Pd) Nicola Zingaretti, scrivendo per lui dieci domande, rispondendo alle quali potrà finalmente mettere la parola fine alle “strumentali polemiche” che l’opposizione solleva.

Caro Zingarretti ci dica….

  1. La scelta di rifornirsi di mascherine per una cifra consistente come (35 milioni di euro) è ricaduta sulla Eco tech, azienda specializzata in fornitura… di lampadine: qual è stato il criterio adottato e come mai proprio la Eco tech è venuta a conoscenza della richiesta della Regione Lazio (ovvero chi ha redatto “l’invito” all’azienda)?
  2. Come mai non sono state prese in considerazione le offerte, pur regolarmente formalizzate in Regione, di Filippo Moroni (1,89 euro a mascherina) e di altre aziende (a 2,53 euro), ben minori dell’offerta Eco tech (3,60 e 3,90 euro)
  3. Corrisponde a verità ciò che sostiene il consigliere regionale Angelilli su Ivan Gilardi, che dapprima compare come uno dei concorrenti (ma con preventivo più alto) della Eco tech per la commessa regionale e, poi, si scopre essere l’intermediario tra la stessa Eco tech e la Regione Lazio?
  4. Corrisponde a verità il fatto che sia stato Andrea Cocco, suo vicecapo di gabinetto, a presentare Ivan Gilardi al vicepresidente della Regione, Daniele Leodori? Oppure è stato il capo della Protezione civile regionale, Carmelo Tulumello, a presentare Gilardi alla Eco tech (come sostiene il legale della stessa società)?
  5. Riguardo agli altri fornitori della Regione Lazio, come si è arrivati ai contratti con la Worldwide Luxury Corner, ditta all’ingrosso di profumi, di proprietà di Patrizia Colbertaldo, già candidata “olistica” a sostegno di Paolo Orneli, attuale assessore della sua Giunta.
  6. Come è possibile che una società che non ha fatturato nulla in tre anni possa aggiudicarsi una commessa da milioni di euro dalla Regione Lazio? Non erano stati posti dei “requisiti tecnici” come prescrive la Legge?
  7. Le (poche) mascherine che la Regione Lazio è riuscita così a ottenere, comprese quelle della Worldwide Luxury, hanno avuto la valutazione di conformità prevista prima dell’immissione sul mercato?
  8. Perché la Regione Lazio non ha provveduto a versare il 50% di anticipo in un deposito bancario vincolato (per erogarlo soltanto all’arrivo della fornitura), come hanno fatto altre Regioni? Ora che quei soldi sono “persi” c’è da fidarsi delle polizze assicurative per vederli rientrare nelle casse pubbliche?
  9. Rispondendo ad alcune domande in un recente servizio de “Le Iene” lei ha dichiarato che la Regione Lazio è “parte lesa”. Come reagirebbe il segretario del Partito Democratico se venisse a sapere che una Regione (magari a guida centrodestra) si è fatta “soffiare” qualche decina di milioni di euro di fondi pubblici?
  10. Infine, caro governatore, quand’è che il Consiglio regionale del Lazio sarà chiamato ad occuparsi di queste (e altre) questioni, visto che non si riunisce da quasi due mesi?

Rimaniamo, ovviamente, in fiduciosa attesa della sua sollecita risposta, porgendole i nostri più distinti saluti.

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