/

Conosci il team di Orwell: Noemi Galbiati

Vi raccontiamo, con una serie di interviste, chi sono le persone che stanno dando vita al "ecosistema" Orwell

tempo di lettura 5 minuti

Da quanto collabori con Orwell? e che ruolo hai all’interno del team?

Da poco più di un anno, in Orwell mi occupo di diversi progetti, a partire dalle relazioni con l’estero, fino ad alcuni bandi, passando per l’organizzazione dei contenuti e delle strategie di Linkedin, il social del mondo del lavoro.
Mi occupo anche dell’Academy, attraverso la gestione della nostra offerta formativa online e in aula e, occasionalmente, scrivo per Orwell.live

Per i brand è molto importante impostare campagne di comunicazione capaci di raggiungere paesi diversi, come ci aiuta Orwell?

Se da una parte il web e i social non conoscono confini, dall’altra i trend topics che ogni giorno nascono e si sviluppano, possono essere di scala locale, nazionale o, naturalmente, globale.
Per questo motivo le features della Piattaforma Orwell sono di grande aiuto nell’individuare i topic che ci interessano a seconda di cosa sta catalizzando l’attenzione e il dibattito digitale del Paese in cui vogliamo operare. Ma non solo. La possibilità di programmare l’uscita e la pubblicazione dei post è a dir poco fondamentale per non dover essere legati al fuso orario e costretti a  far alzare di notte i nostri poveri social media manager!
Naturalmente Orwell è una piattaforma che ha tutto ciò che serve per supportare la strategia di comunicazione aziendale, ma la conditio sine qua non è l’esistenza di un progetto condiviso, con una roadmap e obiettivi specifici.

Linkedin è centrale per molte aziende, soprattutto nel B2B, ma richiede molto tempo: Orwell puo’ servirci per fare il salto di qualità?

Linkedin è centrale per molte aziende, soprattutto nel B2B, ma richiede molto tempo: Orwell può servirci per fare il salto di qualità?
Sareste sorpresi di scoprire quante sono le cose se si possono fare e gli strumenti che si possono attivare su Linkedin, un social di altissimo livello sia per partecipanti che per contenuti, dove la maggior parte delle persone è molto attenta a argomenti di qualità e odia perdere tempo in cose che troverebbe benissimo anche su Facebook.
Naturalmente, è così importante la presenza delle aziende su questo social che bisogna organizzare al meglio cosa pubblicare e avere cura del proprio profilo aziendale. Con Orwell il tempo risparmiato (non poco!) programmando i post e i contenuti, permette ai team della comunicazione di mettere la testa su cose più importanti, come le imprescindibili strategie, eventuali emergenze e, non da ultimo, la ricerca e la creazione dei contenuti da proporre.
Se ora parliamo di content marketing è perché interessa sempre di più la qualità di ciò che viene proposto dalle aziende, e, quindi è sui contenuti che queste dovrebbero puntare, ottimizzando sempre di più le attività più operative che distolgono da questo obiettivo.

Qual è la funzione della piattaforma che utilizzi di più?

Sicuramente il semplice (ma non scontato) fatto di avere tutti i canali in una sola piattaforma. È la base di partenza da cui è partita la progettazione della piattaforma di Orwell. Un singolo accesso per gestire e programmare post, insight e monitorare come si evolve il dibattito digitale intorno ai topic che noi scegliamo di seguire.
Non solo si risparmia una marea di tempo, altrimenti sprecato a fare continuamente login e logout, a ricordarsi password (o provare a recuperarle, cosa che trovo molto irritante), ma l’avere sott’occhio un pannello che ci dice tutto su cosa stiamo comunicando, quando e su quali canali. Tutto questo è importantissimo per non perdere per strada la nostra roadmap, per sapere sempre in che punto della campagna di comunicazione ci troviamo e come correggere eventualmente il tiro, a maggior ragione di questi tempi, dove stanno nascendo moltissimi social e chi comunica deve necessariamente stare al passo con i tempi.

Nelle altre puntate:
Alessandro Nardone
Guido Giraudo
Alberto Bevilacqua
Marco Bruno

Articolo precedente

TgPop: Ma la UE lo sa che ci deve sganciare qualche soldo

Prossimo articolo

Immuni: App pericolosa... oltre che inutile

Gli ultimi articoli di Blog