Esame di maturità: la montagna partorisce il topolino

Più di 100 “esperti” per tornare alla formula del 2002 con in più una gravissima discriminazione nei confronti degli studenti delle scuole paritarie...

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Inutile scriverlo, perché lo sappiamo, la ministra Lucia Azzolina è doppia …mente laureata in Filosofia e Giurisprudenza. Così, non solo il Ministero ha dovuto sdoppiarsi, ma anche gli interventi per gestire l’emergenza coronavirus si sono inevitabilmente sdoppiati, anzi si sono clonati per osmosi…

Non bastavano il governo, la Protezione Civile e neanche il Comitato tecnico scientifico, tanto per spendere un po’ di soldi e non assumersi responsabilità dirette, anche la ministra con il rossetto si è dotata della sua Task force personale… con oltre 100 esperti (da sommare alla Task Force del collega del MIUR). Non tutte persone interne all’amministrazione e dislocate tra uffici centrali e periferici; ci sono anche dirigenti scolastici ed esperti come pediatri o psicologi che dovrebbero mettere in campo la propria esperienza per fronteggiare al meglio ogni situazione emergenziale.

Frutto del lavoro della task force è il nuovo esame di maturità o, meglio l’esame di Stato del quinto anno della scuola Seocndaria.

Un po’ di storia

L’esame di Stato nasce con la riforma Gentile nel 1923, come naturale sbocco di una scuola selettiva e seria, il cui obiettivo finale era la verifica conclusiva di quanto appreso.
Dopo più di trent’anni, fu la volta del ministro Berlinguer che, decise di rinnovare l’esame di maturità, prima di riformare la scuola secondaria superiore: furono stabilite 3 prove scritte e colloqui su tutte le discipline. Nel 2001, altri nuovi cambiamenti con il ministro Letizia Moratti.

Poi, l’anno dopo, accade una cosa molto simile a quella che sta accadendo oggi. Altro che serietà e rigore, altro che selettività, fu l’anno del Guinnes dei primati degli studenti privatisti promossi perché la riforma 2002, di Giuliano Amato, trasforma la commissione da mista a tutta interna con il solo presidente esterno.

Nel 2007 ci riprova il ministro Giuseppe Fioroni, ma le ultime novità le porta, nel 2010, Mariastella Gelmini: per essere ammessi all’esame di Stato, bisogna avere la sufficienza in tutte le materie, cioè non basta più la media del 6. Inoltre, per i privatisti, è previsto un esame di ammissione all’esame di Stato.

Da capo, nel giugno 2015, i membri esterni per garantire l’imparzialità della prova, vengono aboliti e le commissioni sono composte solo dal presidente e da sei commissari interni, cioè tutti i docenti che conoscono bene gli studenti. Per motivi economici, mica per altro.

Infine, nel 2017, la ministro Valeria Fedeli impone l’esame composto da due prove scritte e un colloquio orale che dia “rilevanza all’esperienza dell’alternanza scuola- lavoro”; criterio di ammissione sono le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese. Tutte cose che Marco Bussetti cercherà di cambiare nel giugno 2018. Nel 2019, il nuovo ministro (per pochi mesi) Lorenzo Fioramonti, fa sapere non vuole che l’esame sia uno stress, non vuole che sia una lotteria, bisogna puntare alla preparazione. Bocciato!

Ecco allora che arriva la doppietta che sdoppia Il MIUR con Lucia Azzolina nuovo ministro della scuola e Gaetano Manfredi all’Università e Ricerca… e Totò che direbbe: “e io pago”!

Come sarà il nuovo esame

in questo paradossale anno scolastico in cui il quarto trimestre è stato sostanzialmente cancellato dall’emergenza coronavirus, vediamo cosa cambia.

Il 18 aprile la ministra Lucia Azzolina ha firmato l’ordinanza (attuativa del decreto Legge del 6 aprile) su esami e valutazione che, in ragione dell’impatto che ha avuto l’emergenza sulla scuola, prevede (se spera solo per quest’anno) una commissione formata da 6 commissari interni e da un presidente esterno. «In questo modo – spiega la Ministra – gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico. Vogliamo un esame di Stato vero, serio, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto».

«I presidenti saranno nominati dagli Uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe. Nella composizione della commissione si terrà conto dell’equilibrio fra le varie discipline di ciascun indirizzo. In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di Italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo».

Attenzione però, perché il decreto Legge Scuola 8 aprile 2020, n.22, crea una grave discriminazione ai danni degli studenti esterni degli Istituti privati paritari. Migliaia di privatisti saranno, infatti, esclusi dagli esami di Stato di giugno se le scuole resteranno chiuse anche dopo il 18 maggio. Per loro l’esame slitta a “data da destinarsi” rischiando così di pregiudicare per loro l’accesso ai test di ammissione all’Università.

In poche ore la petizione “Lucia Azzolina: Maturità 2020: parità di diritti per i Privatisti” ha già raccolto migliaia di firme e i ricorsi rischiano di bloccare gli esami stessi. Vedremo cosa succederà. Vi terremo informati.

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