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Tutti promossi = tutti bocciati

Cosa ne sarà dell’anno scolastico? Nessuno lo sa, dal governo solo notizie contraddittorie mentre studenti, insegnati e famiglie si interrogano su cosa fare.

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Come al solito non si capisce nulla. Secondo un copione ormai comune da quando è iniziata l’epidemia, il governo dice una cosa, poi un’altra, poi se la rimangia… poi fa uscire veline sui quotidiani che subito dopo smentisce.

In questo caso è la ministra “con il rossetto”, Lucia Azzolina, che sta facendo impazzire le famiglie. Prima se ne esce dicendo “niente esami”… poi corregge e dichiara «tutti ammessi non vuol dire tuti promossi». Poi dichiara ai giornali che la chiusura delle scuole si protrae fino al 18 maggio, anzi no, probabilmente fino al primo giugno. Poi se ne esce dicendo che per quest’anno le scuole non si riapriranno proprio. Anzi, dirò di più, non sa neppure se si riapriranno a settembre o se si ricomincerà con la tanto decantata ma inattuata “didattica a distanza”.

Il rischio, naturalmente, è che questi messaggi contradditori, scatenino il “liberi tutti”, ovvero giustifichino negli studenti la sensazione che “per quest’anno è andata”, quindi si può fare a meno di studiare e fors’anche di seguire quel poco di lezioni on line che vengono erogate.
Esiste davvero questo rischio? Se sì, come si può evitarlo? Lo abbiamo chiesto al dottor Angelo Musso, psicologo e psicoterapeuta.

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Partiamo da un dato: è chiaro il divario che c’è tra la formazione classica a scuola e questa d’emergenza online, basti pensare che, secondo le stime di Tuttoscuola il sistema scolastico nazionale perderà quasi 75 milioni di ore di lezione: e la didattica d’emergenza a distanza permetterebbe di recuperarne forse solo 10-15 milioni.

È un dato forte, preoccupante che tuttavia non deve “destabilizzare” insegnanti, studenti e genitori. È la realtà del momento che, per fortuna, con difficoltà interseca le risorse salvifiche della rete del mondo virtuale.

Allora che fare? Stare a casa e continuare a studiare online con i propri Insegnanti, sperando che le Istituzioni potenzino la formazione a distanza. Gli esami non devono saltare. Si può pensare, progettare e realizzare una commissione d’esame online, con tutti i crismi e le caratteristiche riscontrabili nel normale percorso fino ad oggi vissuto nelle Istituzioni scolastiche. Non si regala nulla a nessuno e tanto meno agli studenti svogliati.

Bisogna però esaminare tanti aspetti del problema. Per esempio, è un dato reale che non tutte le famiglie italiane hanno un PC, oltretutto dotato di videocamera e microfono. Se lo hanno, spesso se lo contendono tra figli e genitori in smart working, visto che gli orari di lezione sono pressoché identici e si sovrappongono. Oppure in molte zone (in montagna o nelle isole minori) la connessione è scarsa o insufficiente)

Certo si può sopperire anche con lo smarthphone, ma a parte la scomodità (per visualizzare e per fare ricerche) è evidente che studiare online, con il cellulare è possibile ma richiede tanta buona volontà e, anche qui, una buona connessione.

In queste settimane di “sperimentazione” della DAD bisogna segnalare che vi sono anche molti allievi che, mossi dall’entusiasmo della rete, hanno trovato maggiori spazi di partecipazione diretta con l’insegnante cosa che, invece, durante il tradizionale anno scolastico, era pressoché inusuale.
Questi allievi, si dimostrano più motivati a studiare e a comunicare l’esito del loro studio intervenendo con messaggi o email, spesso trasmettendo anche agli insegnanti la voglia di fare e di avere una maggiore interattività didattica durante le lezioni.

Certamente, però, vi sono anche gli studenti che, al solo sentir dire che tutti saranno ammessi agli esami e, forse, tutti saranno promossi o che, addirittura, a scuola quest’anno non si torna…  decideranno di tirare i remi in barca e, se già prima, a scuola, bivaccavano “tirando la sufficienza”, ora passeranno al più totale “fancazzismo”.

Ed è qui che spetta soprattutto ai genitori aggiustare il tiro e stimolare i propri figli a interpretare bene i messaggi, anche se così ambivalenti. Occorre invitare i giovani studenti a non lasciarsi andare alla piacevole ma pericolosa tentazione del nulla facente scolastico alla deriva sociale…

La realtà è che perdendo anche quel poco o tanto di didattica che in queste settimane si riuscirà a erogare, quest’anno forse si verrà ammessi, ma di sicuro si sarà bocciati il prossimo anno, quando tutti i nodi verranno al pettine.

Quindi attenzione studenti (e genitori) pionieri di questa nuova, improvvisata scuola digitale: siete chiamati a impegnarvi comunque e a dare il meglio di voi stessi anche attraverso quel poco di didattica online che è possibile fornire ogni giorno. Tutto sommato, pensiamo che, grazie a Internet, al Pc e allo smarthphone, almeno un po’ si può andare avanti. Altrimenti l’anno sarebbe perso davvero.

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