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Il Paese dei cialtroni: porti chiusi, ma perché siamo contagiosi

Se non fosse in atto una tragedia, sembrerebbe una farsa: adesso le navi delle ONG non possono approdare in Italia, ma solo per “salvaguardare la salute” dei poveri migranti...

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Forse ricordo male ma i “poveri migranti” che le ONG trasferiscono a pagamento dalle coste africane all’Italia non fuggivano da guerre, carestie, pestilenze? Non erano detenuti in condizioni inumane, tra privazioni, torture e malattie? O questo avveniva solo quando al governo c’era Salvini e chiudere i porti era inumano?

Adesso che al governo c’è il Pd, improvvisamente, gli aspiranti “richiedenti asilo” sono trattati alla stregua di importanti e rispettabili turisti stranieri cui è “sconsigliato” l’approdo in Italia perché (testuale) «a causa dell’emergenza pandemica Covid-19, i porti non presentano più i necessari requisiti sanitari richiesti dalla convenzione di Amburgo».

È un decreto ispirato ai principi di “tutela della salute dei passeggeri” e di “eguaglianza di trattamento dei cittadini italiani” ai quali le attuali ordinanze hanno impedito anche lo spostamento da un comune all’altro e dettato norme stringenti per il rientro dai paesi esteri; ci spiega con involontaria ironia l’Agenzia AGI.

Notate il linguaggio. Gli immigrati senza permesso, quindi clandestini, vengono chiamati “passeggeri”, riconoscendo di fatto il ruolo di taxi svolto dalle ONG, e sono già equiparati nel trattamento ai cittadini italiani… Insomma, anche se non ce l’hanno ancora fatta a imporci lo Jus Soli, o lo Jus Culturae, adesso abbiamo uno Jus Covid che finalmente equipara i clandestini illegali ai cittadini che pagano le tasse.

Dove, però, la ministro dei Trasporti, Paola De Micheli (tra lei, la Lamorgese e la Azzolina stanno facendo a gara…) supera i limiti del ridicolo è quando afferma: «Al governo tedesco, in qualità di Stato di bandiera, è stato chiesto di assumere la responsabilità di ogni attività in mare, compreso il porto di sbarco, della Alan Kurdi».

Ma come? Quando era Salvini a chiedere che la Spagna o la Francia si assumessero la responsabilità di far attraccare navi di loro ONG era un pericoloso provocatore. Quando lui chiese alla Germania di farsi carico dei clandestini imbarcati dalla Sea Watch della stimata “capitana” Carola Rackete, si è rischiato l’incidente diplomatico…

E la De Micheli chiede addirittura un “porto di sbarco”? Ve la vedete la Merkel assentire sorridente alla nostra ministra (che non saprà neanche chi è…) e dirle «certo, cara, mandali qui da me… Di loro di fare con comodo, però, perché – come sai, mia cara – il primo porto tedesco raggiungibile dal Mediterraneo è Amburgo… Sono solo 2500 miglia marittime…».

Mentre, naturalmente, tutto il mainstream – mai così asservito a un governo di sinistra – minimizza o addirittura approva… l’Alto commissariato ONU per i profughi, invece, bacchetta l’Italia, dicendo che «Qualsiasi restrizione deve comunque assicurare che le persone che fuggono da guerre abbiano accesso alla possibilità di fare richiesta di domanda di asilo».

Quindi, fanno la richiesta d’asilo ma non sbarcano? Allora interverrà il procuratore di Agrigento parlando di “sequestro di persona”… Non potrebbero andare a farla a Malta questa richiesta, visto che lì il Covid-19 non è ancora arrivato (4 casi finora)?

No, “devono” venire in Italia. D’altra parte, poverini, loro hanno risposto alla chiama di Giorgio Gori che, non contento dei danni e dei lutti arrecati ai suoi cittadini con la bella trovata del #bergamononsiferma, ha chiesto di far entrare 200 mila immigrati per “rimpiazzare”… quelli scappati per paura del contagio. Subito imitato da un’altra ministra (una peggio dell’altra…) Teresa Bellanova, secondo cui «L’agricoltura ha bisogno di immigrati». Non di aiuti economici e fiscali per garantire salari decenti ai braccianti. No, manodopera a basso costo da sfruttare.

Insomma, non bastavano i cialtroni al maschile: Conte, Borrelli, Arcuri, Di Maio, Speranza, Gualtieri… per rispettare la parità di genere ci si sono messe pure le donne…

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