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Editoriali

Abbiamo disinnescato il “Salva Conte”

Se il governo vuole lo “scudo penale” sulle responsabilità in merito a quanto verificatosi in Italia dal 31 gennaio (giorno in cui l’esecutivo dichiarò lo stato di emergenza) in poi lo dovrà dire chiaramente e affrontare la questione in maniera pubblica ed evidente, con «un tavolo di lavoro» da avviare «in tempi molto rapidi» per approfondire il tema.

Ricordate: domenica pomeriggio un nostro articolo (ripreso viralmente sui social e il giorno dopo da la Stampa) metteva a nudo il tentativo di introdurre di soppiatto lo “scudo penale” ricorrendo all’espediente dei due commi nascosti inseriti in maniera fraudolenta in un subemendamento.

Colti in fallo, i vertici del Pd ritiravano quel sub emendamento ma restava in piedi quello del capogruppo Marcucci che era nato come emendamento “ufficialmente” per tutelare medici e sanitari da possibili azioni legali dei parenti delle vittime o di persone infettate ma che nascondeva il salvacondotto per Conte e sodali.

In Senato anche questo però è saltato (perché il governo ha dovuto chiedere la fiducia sul testo originale) ed è stato trasformato in un Ordine del giorno ben più ampio e onnicomprensivo.

Il testo è di quelli che non lascia dubbi. Si premette «che l’eccezionalità e l’assoluta novità dell’emergenza sanitaria venutasi a determinare con il diffondersi dell’epidemia COVID ha imposto un impegno straordinario non prevedibile in un contesto di emergenza e oggettiva difficoltà del Servizio Sanitario Nazionale» e quindi si «impegna il governo ad avviare, in tempi molto rapidi, un tavolo di lavoro per approfondire il tema della responsabilità nei suoi vari aspetti».

Di questo tavolo dovranno far parte: «rappresentanti del Governo, dei gruppi parlamentari, delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e di tutte le rappresentanze dei soggetti interessati». Il che significa anche il capo della Protezione Civile Borrelli, il commissario Arcuri oltre ai dirigenti delle strutture sanitarie per finire fino a medici e infermieri.

Insomma, una gigantesca chiamata di correità… Stile: “tutti hanno commesso errori, chi più (Conte) chi meno (medici) facciamo finta che non è successo nulla e depenalizziamo per tutti”.

Ora la palla ritorna al governo: farà il tavolo? Lascerà perdere? Oppure ci riproverà con qualche altro emendamento da infilare di nascosto in qualche altro decreto di mezzanotte?

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