Aiuti alimentari alle famiglie bisognose nella Giornata nazionale di CooXazione del 28 marzo

L’emergenza non è solo sanitaria ma anche sociale

Bisogna agire subito per evitare la disperazione delle famiglie più povere e l’aumento del potere mafioso

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L’emergenza coronavirus oltre a coinvolgere l’ambito sanitario su tutti i fronti, genera implicitamente un pericolo economico dovuto al blocco quasi totale delle attività su tutto il territorio nazionale per contenere l’epidemia. Questa paralisi economica se dovesse protrarsi ancora per settimane, potrebbe seriamente minare la situazione finanziaria di molte famiglie.

Le scelte del governo per fronteggiare quest’emergenza sono state – come al solito – confuse- L’anticipo di 4,3 miliardi sul Fondo di Solidarietà destinato ai Comuni, a cui si aggiunge lo stanziamento di 400 milioni a sostegno delle famiglie in difficoltà è stato fortemente criticato da tutti i sindaci. Quanto al bonus di 600 euro (una tantum) previsto dal cosiddetto “Cura Italia” a sostegno dei titolari di partite Iva e dei lavoratori autonomi dovrebbe partire oggi ma già si registrano blocchi nel sistema.

Sono in molti, quindi a temere che queste soluzioni non siano sufficienti e, a farne le spese per primi, saranno le classi sociali più deboli e anche tutti quei commercianti, artigiani, imprenditori o lavoratori autonomi che basano il proprio reddito esclusivamente su quanto producono o incassano giorno per giorno.

In particolare, il pericolo di un allarme economico e sociale potrebbe favorire la crescita del potere della criminalità organizzata nelle Regioni più povere, dove le mafie contano più radicamento. Tra queste terre, senza ombra di dubbio, ritroviamo la Calabria.

In questi giorni si sono moltiplicati gli allarmi, tra i quali spiccano quelli della governatrice, Jole Santelli; del procuratore della Repubblica di Catanzaro (e uomo di spicco della lotta alla mafia), Nicola Gratteri e della deputata di Fratelli d’Italia e segretario della Commissione Antimafia, Wanda Ferro.

Jole Santelli, ha fin da subito espresso le sue perplessità sulle scelte del governo. A suo parere l’anticipo di 4,3 miliardi di euro, rappresenta solo fumo negli occhi rispetto alle aspettative dei cittadini, in quanto questi fondi non sono dedicati all’emergenza ma sono solo quanto il governo aveva già stanziato per i comuni e avrebbe comunque dovuto erogare. Tantomeno i 400 milioni di euro previsti per le famiglie bisognose… giudicati insufficienti a fronteggiare l’emergenza. Da parte sua la governatrice ha annunciato un provvedimento regionale per provare a dare risposte urgenti, vere e concrete all’esigenze economiche dei più bisognosi.

Quanto al procuratore Gratteri il suo allarme riguarda la necessità di liquidità per gli imprenditori e le famiglie. Secondo il procuratore, se le aziende non riceveranno dallo Stato liquidità nel breve termine, questo favorirà l’accrescersi della presa mafiosa sulla popolazione, con la ’ndrangheta pronta a prestare a usura il denaro contante agli imprenditori in difficoltà, per poi ricattarli al momento della restituzione.

Peggio ancora, la criminalità travestita da benefattrice che potrebbe presentarsi alle porte dei disperati con i contanti in mano, mettendo sotto scacco chiunque scelga di ricevere questo aiuto. Il pericolo è che si incentivi quel sistema di servitù psicologica e materiale che influenza chi viene a contatto con questa realtà continuando a incatenare la Calabria in logiche che l’hanno consumata. Gratteri, quindi, pur con la doverosa prudenza istituzionale ha lasciato intendere che queste prime manovre del governo devono essere rafforzate.

Infine, Wanda Ferro, sulla scia del procuratore, ha dichiarato che l’emergenza economica legata al Covid-19 rischia di trasformarsi in una vera e propria bomba sociale. Secondo la deputata, segretario della Commissione Antimafia, le misure fin qui annunciate da Conte sono del tutto insufficienti e inadeguate a sostenere le famiglie in difficoltà, che già stanno a bussando alle porte dei Municipi, sui quali il governo, con un vergognoso gioco mediatico, ha vilmente trasferito la delicata responsabilità della suddivisione di questi spiccioli (peraltro non ancora a disposizione) ai cittadini.

In accordo con Gratteri anche Wanda Ferro è del parere che l’assenza di liquidità, frutto della chiusura forzata di esercizi e attività, non può far altro che ingigantire il potere delle mafie, ricche di contanti e forti della presenza sul territorio.

Queste riflessioni su come l’emergenza economica potrebbe favorire alcuni meccanismi criminali -in Calabria come in altre Regioni – dovrebbe indurre un governo serio ad agire sulla prevenzione per esempio varando finanziamenti d’emergenza diretti e immediati (dallo Stato ai conti correnti) per ogni nucleo familiare, evitando che il Covid-19 faccia anche danni sociali oltre a quelli fisici.

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