Bill Gates tra vaccini, Oms, virus e… profezie

Lo conosciamo come “guru” del digitale, oggi ce lo descrivono addirittura come "profeta" ma sono molti i sospetti sulle sue attività “filantropiche”

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«Aiutare le persone non deve essere considerata una strategia finanziaria sbagliata». Con queste parole, attribuite a Melinda Gates, ci immergiamo nel mondo dorato della filantropia profit targata Bill & Melinda Gates Foundation.

Sì, stiamo parlando proprio di Williams Gates, detto Bill, principale fondatore di Microsoft, in queste settimane al centro del dibattito, per una sua dichiarazione di cinque anni fa, trasformata oggi dal mainstream in “profezia”: «Non ci uccideranno le guerre, ma i virus».

Nel 2015, infatti, Gates si era presentato sul palco dei Ted talks, che sono conferenze libere sotto lo slogan “Idee degne di essere diffuse”. Durante i Ted talk, il conferenziere espone le sue idee su un argomento tecnico o scientifico. Il titolo dell’intervento di Gates era: “La prossima epidemia? Non siamo pronti”. Oggi, i commentatori, alla luce degli effetti devastanti del coronavirus nel mondo, come adolescenti, si sperticano in complimenti e applausi.

Insomma, c’era proprio bisogno del profeta. Poi arriverà anche il Messia magari nei panni di Mario Draghi, riscopertosi sovranista monetario sulle pagine del Financial Times, per battere un colpo deciso verso MES e Troika.

Bill Gates, nell’immaginario collettivo, è il classico self-made man, sicuramente non “cool” come Steve Jobs, ma un’eminenza del digitale che ha rivoluzionato la vita di ognuno di noi. Quello che però sfugge alla piena conoscenza di tutti sono le attività “filantropiche” svolte assieme alla consorte.

Per esempio, la Bill & Melinda Gates Foundation (che vanta un patrimonio da 40 miliardi di dollari) ha destinato all’Organizzazione Mondiale della Sanità 444 milioni nel 2016 e 457 milioni nel 2017. Risultando il secondo donatore dopo il Governo degli Stati Uniti. Detto così sembra molto positivo, peccato che Jean-Marie Kindermans, presidente dell’Agenzia per lo Sviluppo e la Sanità, abbia da tempo denunciato il problema maggiore dell’Oms: «Riguarda il modo in cui vengono destinate le risorse» che si perdono nelle logiche “dei padroni del danaro” a discapito dell’interesse sanitario globale. Tradotto: l’Oms è diventato un investimento finanziario non un’organizzazione umanitaria.

Sta facendo molto discutere un argomento riportato anche da Francesca Totolo, reporter indipendente, nel suo instant-book appena diffuso: “Coronavirus – Tutto ciò che non torna sull’epidemia che ha sconvolto il mondo” (Altaforte Edizioni). L’autrice parla, tra l’altro, dell’Event 201 svoltosi il 18 ottobre dell’anno scorso a New York. Una iniziativa di cui furono partner il Johns Hopkins Center for Health Security, il World Economic Forum e, appunto, la Bill & Melinda Gates Foundation.

Di cosa si trattava lo spiega la stessa Totolo: «Una sorta di esercitazione riguardante una possibile pandemia globale, curiosamente con caratteristiche similari all’epidemia da Nuovo Coronavirus. L’Event 201 si è posto l’obiettivo di identificare le aree in cui fossero necessari solidi partenariati tra organismi sovranazionali, governi nazionali e privati (case farmaceutiche e organizzazioni non governative)». Risuonano in vicinanza le tetre sirene delle Big Pharma, dei Pandemic bond e del mercato dei vaccini (in Italia dal 2013 al 2018, grazie alla Lorenzin, la spesa per questi ultimi è aumentata del 66%). Però non finisce qui.

La Gates Foundation ha finanziato, in passato, anche il Wuhan Istitute of Virology (laboratorio di livello 3 in termini di biosicurezza) per test sui vaccini “contro la tubercolosi”. Questo istituto è quello che nel 2008 ha dato vita, sotto la direzione di Shi Zhengli, al National High-level BioSafety Laboratory il primo laboratorio cinese di biosicurezza di livello 4 (BSL-4) di tutta la Cina.

Coincidenze? Per questo era in grado di fare “profezie” su prossimi devastanti pandemie? Oppure sono solo pensieri da “complottisti”? Naturalmente le fonti ufficiali serrano le file, parlano di nascita “naturale” del coronavirus, zittiscono i servizi della RAI andati in onda negli anni passati (il caso del reportage trasmesso dal Tg scientifico Leonardo nel 2015 è quantomeno da ufficio inchieste).
Tutto sembra vero, anche la finzione… e tutto dovrebbe essere finto, anche la verità?

Davanti a uno scenario così inquietante, però, possiamo rimanere calmi. Keep calm, parola di Bill Gates: «Penso che in 6-10 settimane dovrebbero diminuire i contagi». Questa la sua ultima “profezia”, che qualsiasi statistico aveva già ipotizzato ma di cui lui ha – evidentemente – cognizione superiore. Non prima, comunque, che vengano presi, anche negli Stati Uniti, quei provvedimenti “di emergenza” finanziaria che erano stati così ben presentati nel corso della sua prima “profezia” del 2015.

Noi crediamo che, in uno scenario così frastagliato, non si debba trincerarsi dietro alla paranoia di “un’altra verità a tutti i costi”; tuttavia è indispensabile e doveroso esercitare il nostro spirito critico.

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