Conte-Casalino: il duo delle figuracce

Nonostante errori, confusione, procurato allarme, cambiamenti continui di linea... Giuseppi continua a considerarsi infallibile e il suo “capo della comunicazione” a guadagnare 150 mila euro

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Ieri il presidente del consiglio Giuseppe Conte si è fatto ricevere in udienza privata dal papa. Sarà andato a confessarsi per chiedere perdono per gli errori fatti o a chiedere un miracolo per salvare l’Italia oppure una benedizione speciale perché è da gennaio che non ne azzecca una?

Domande lecite dato che non c’erano motivi particolari e necessità impellenti per questo incontro in cui, stando alle immagini fornite, non sono neppure state rispettate le distanze imposte anche ai sacerdoti nelle messe riprese in tv. Non un buon esempio e nemmeno prudente, dal momento che il presidente Conte, in questo periodo, ha incontrato molte persone risultate poi positive al coronavirus e Bergoglio, essendo più che ottuagenario, rientra nelle categorie a maggior rischio.

I maligni ipotizzano che Giuseppe Conte abbia chiesto al papa di poter fare qualcosa insieme, una cerimonia a due, laico-religiosa per poter consentire al presidente del consiglio di guadagnare milioni di like e risalire così negli indici di gradimento.

Non ci stancheremo mai di ripetere che la cosa peggiore che possa capitare a un politico è essere circondato di “yesmen”, adulatori e incensatori che lo glorificano e gli fanno credere di essere colui che non sbaglia mai.

Purtroppo per noi, di politici così è pieno il Palazzo, a partire proprio dal presidente del consiglio Giuseppe Conte che pure aveva iniziato non come politico di professione. Mancanza di esperienza che forse poteva giustificare qualche errore, perché – come dicevano i latini – “errare humanum est”. Ma perseverare nell’errore, noi lo sappiamo è diabolico. Chissà se glielo ha ricordato anche il pontefice, in “confessionale”.

Conte, in tutta questa drammatica vicenda, di errori ne ha fatti tanti, soprattutto di comunicazione e, incredibilmente, nonostante tutto, continua ciecamente ad affidarsi, come responsabile della sua comunicazione, nonché portavoce e capoufficio stampa di Palazzo Chigi, dell’ex “Grande Fratello” (inteso come programma tv) Rocco Casalino.

Un legame che, incomprensibilmente, sembra davvero inscindibile. Certo Casalino cerca con ogni mezzo (anche economico e senza escludere qualche sporco giochino di “esclusive”) di far “crescere” l’immagine di Conte, ma il problema resta la sostanza. Anche su lui vorrebbe esserlo, il premier di un Paese in sofferenza non è un divo tv che deve mettersi in posa, cercare l’inquadratura giusta, aggiustarsi il ricciolino… Casalino sarà anche esperto in furbate, espedienti per avere like e follower, ma riuscire a farsi dare (da noi italiani) 150 mila euro l’anno per fare ciò è davvero troppo.

Un buon esperto della comunicazione non può consigliare al suo “capo” dichiarazioni come “l’Italia era pronta, tutto era sotto controllo”, esternazioni autolesionistiche come “non abbiamo mai sottovalutato nulla”, deliri di onnipotenza come le citazioni di Churchill o il più recente “solo la storia potrà giudicarmi”.

Conte è riuscito a sbagliare persino la conferenza stampa di sabato in cui annunciava i soldi ai Comuni per aiutare le famiglie in difficoltà per fare la spesa. Doveva essere il momento in cui il governo dimostrava la propria vicinanza alle sofferenze delle famiglie, invece è riuscito a non far capire nulla ai telespettatori.

Un gran pasticcio tra i 4,3 miliardi dell’anticipo e i 400 milioni della Protezione civile per cui se chiedete in giro o semplicemente andate a rileggervi i commenti su Facebook, tutti gli italiani erano convinti fossero stati stanziati 4,7 miliardi di euro. Invece no! Veniva solo scaricata sui sindaci la responsabilità dell’emergenza sociale senza dotarli di un reale “fondo di cassa”.

Difatti, dinanzi alle giuste proteste dei sindaci, sia di centrodestra che di centrosinistra, è stata necessaria una precisazione da parte del Tesoro. Così si è capito che 4,3 miliardi sono solo un anticipo di quanto giù dovuto ai Comuni dal Fondo annuale di solidarietà, il che dovrebbe assicurare (secondo Gualtieri) «liquidità per far fronte alle esigenze operative indispensabili». Mentre gli altri 400 milioni «assicurano tempestivamente ai cittadini più bisognosi l’accesso a beni di prima necessità» (circa 7 euro a testa…).

Errori gravi di comunicazione o precisa volontà di imbrogliare gli italiani? Nel corso della conferenza stampa hanno fatto pena anche i collegamenti con i giornalisti, tecnicamente indegni della presidenza del Consiglio.

Insomma, un disastro continuo con Casalino che, invece di dimettersi, scarica su altri le responsabilità (chissà da chi ha imparato). Lo ha fatto con l’intervista di ieri all’amico Corriere della Sera (che aveva avuto l’anteprima in esclusiva delle indiscrezioni uscite da Palazzo Chigi) in cui ha tenuto a sottolineare che «nessuno dei messaggi che hanno creato allarme e confusione è di responsabilità dell’ufficio Comunicazione».

Dunque: Conte non sbaglia mai, Casalino non sbaglia mai, intanto i medici rimangono senza attrezzature, la gente continua a morire e noi a stare agli “arresti domiciliari”.

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