Miracolo: in 15 milioni davanti alla Tv per invocare la fine della pandemia

In questo momento drammatico torna la necessità di affidarsi alla forza della preghiera e anche il papa torna ai gesti sacri, autentici, profondi e antichi

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La preghiera solitaria del papa in piazza San Pietro e la sua benedizione “Urbi et Orbi” per implorare la fine dell’epidemia è stata seguita da più di 15 milioni di persone. Ecco i dati: Rai Uno (8.625.000 con uno share del 32.7%), Canale 5 (3.579.000 con il 12.6%), la cattolica Tv2000 (2.800.000), più Rai News, SkyTg24 e persino La7 con 376.000 spettatori per lo speciale di Mentana, il quale, pur non essendo cattolico, quando ha ripreso la linea era alquanto commosso e faticava a parlare.

La piazza era deserta, sì, chiusa e vigilata ma, dietro alle televisioni, come se fossero imprigionati e segregati, milioni e milioni di persone hanno seguito ogni minuto del rito. Non solo cattolici, sicuramente, anche tanti non credenti o agnostici.

Un risultato davvero inaspettato, assolutamente impensabile fino a 40 giorni fa, quando si parlava addirittura di un possibile scisma all’interno della Chiesa Cattolica. Motivo: lo scontro tra Bergoglio e il cardinale Sarah, perché Benedetto XVI aveva controfirmato il libro del prelato africano che ribadisce il ruolo fondamentale del celibato dei preti.

Una brutta vicenda accampanata dalle vendette di Bergoglio con l’allontanamento dalla Curia dell’ex segretario di Ratzinger e le ipotesi per limitare ruolo e compiti del papa emerito (ovvero “imbavagliare” l’ormai ultranovantenne Benedetto XVI).

Questa era la Chiesa di papa Bergoglio l’antisovranista, che rilasciava interviste solo a Scalfari, che parlava solo dei migranti, che benediva le Ong e Greta Tumberg. Poi è arrivato il coronavirus.

Un dramma fatto di molti aspetti: non solo la malattia e la morte per tante persone ma, ancora peggiore, l’isolamento, la solitudine, l’impotenza e la sensazione di essere abbandonati (anche dal governo, ovviamente). Soli combattono medici e personale sanitari. Soli resistono i pazienti in terapia. Soli muoiono a centinaia. Soli anche i parenti che non possono neppure seppellire i loro cari. Soli i sacerdoti che non li possono benedire.

Solo e sconvolto è parso anche il papa che ha parlato dei limiti, delle debolezze e delle paure dell’uomo. La barca nella tempesta, il rischio di morire e Gesù che pare addormentato. Poi si desta e dice: “Perché avete paura? Non avete ancora Fede?”. In fondo, basta così poco per placare il vento, le onde, la disperazione…

Così, in questo momento drammatico, al centro di tutto è tornata la Fede, la preghiera, l’unica “arma” che ha l’uomo per ritrovare equilibrio, serenità, speranza. Basta davvero così poco: gesti semplici, autentici, profondi… antichi.

Per una volta nessuna superbia, nessuna teatralità nel papa dalla camminata un po’ claudicante che, da solo, a piedi, sotto la pioggia ha raggiunto il palco nella piazza deserta. E poi, il momento più alto, quello che nessuno si sarebbe aspettato da lui. La preghiera silenziosa, sotto l’acqua, davanti all’immagine di Maria Salus Populi Romani e alla statua del Cristo miracoloso, fatti portare per l’occasione da Santa Maria Maggiore e da San Marcello al Corso.

Poi, ancora, l’adorazione del Santissimo Sacramento, per più di cinque minuti in silenzio assoluto. Un record per la televisione che passerà alla storia. Nessuna processione – come si usava un tempo – ma l’Ostensorio levato difronte al deserto, mentre risuonavano le campane di tutta Roma. Una benedizione alla Città e al Mondo (Urbi et Orbi) che non ha precedenti nella bimillenaria storia della Chiesa. In molti si sono chiesti se fosse questo l’ultimo segreto di Fatima: il papa solo che prega in una piazza San Pietro vuota.

Quindi (forse) non è un caso che in molti tra i 15 milioni di spettatori abbiano anche gridato al miracolo quando una delle telecamere di Rai Uno ha inquadrato una nuvola più luminosa delle altre, proprio sopra il Palazzo apostolico. Un’apparizione della Madonna per alcuni. Una suggestione o una semplice illusione ottica per altri.

Questa volta, però, non ha importanza stabilire “la verità”. Per una volta. infatti, si può fare a meno di dover ricorrere alla “onnipotente” scienza. Soprattutto per chi ha ascoltato l’esortazione del Vangelo: “Non avete ancora Fede?” e può (vuole) interpretare questo come un segno di aiuto e di speranza in questo difficilissimo momento di emergenza.

Speranza nel miracolo di porre fine a questa peste del XXI secolo che si è diffusa per gli errori degli uomini e che gli uomini da soli (con la loro onnipotente scienza) non riescono a fermare. Una speranza che ha visto uniti, accomunati nella preghiera più di 15 milioni di italiani. Almeno questo, è un dato inconfutabile.

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