Il senso delle emozioni

tempo di lettura: 6 minuti

Tra i cinque sensi, il più istintivo, quello che parla direttamente al cuore, è l’olfatto.

Il rapporto con il mondo, infatti, normalmente mediato attraverso il linguaggio, la conoscenza o il pensiero, con l’olfatto diventa istantaneo, imponendoci di scegliere tra una sensazione di piacere o di disgusto, che ci attrae o ci allontana. Eh sì perché un odore, mascherine a parte, ci raggiunge a prescindere dalla nostra volontà, sempre e comunque, e solo dopo possiamo fare la nostra scelta, mai prima.

Ma l’anima che odore ha ?

I primitivi si strofinavano per portare con sé l’aroma dell’altro. Oggi, invece, l’olfatto rappresenta una metafora di stile: una persona “ha naso” nel capire una sensazione, “ha fiuto” nel trovare un affare o “ha la puzza sotto il naso” per indicare il suo modo di porsi verso gli altri. Scientificamente, nell’uomo, il sistema olfattivo è comandato da cellule nervose che raggiungono l’ipotalamo.

Gli animali, invece, per esigenze di sopravvivenza e di accoppiamento, hanno un olfatto incredibilmente sensibile e colui che li ha creati ha ben pensato di dotarli di una membrana olfattiva molto più grande di quella umana: l’uomo ne ha solo dieci centimetri quadrati mentre il cane, ad esempio, centosettanta. Le piccole farfalle hanno un odorato estremamente sviluppato, tanto che i maschi intercettano una femmina a distanza di dieci chilometri e, non avendo il naso, utilizzano le antenne.

Io, però, vorrei parlare di quegli odori che, essendo belli, si possono chiamare profumi. E non faccio riferimento a marchi famosi quali Chanel, Givenchy, Armani o Lancome. Io voglio rievocare i profumi dei ricordi, come in un giardino incantato di primavera, dove a ogni sentore corrisponde un’immagine a noi cara. Voglio richiamare alla mente quelle sensazioni e quelle emozioni collegate ai profumi che raggiungono direttamente il cuore e lì rimangono gelosamente custoditi, come pietre preziose di uno scrigno segreto, per tutta la vita. Sono luoghi, persone, suggestioni, momenti della nostra esistenza. Un fenomeno, questo, noto anche come “sindrome di Proust” perché fu proprio lui, che nel suo libro Recherche, ha richiamato alla mente un episodio della sua infanzia legato al sapore e all’odore di una madeleine. Il tempo, è certo, non riesce a cancellare i ricordi olfattivi.

Diane Ackerman scriveva “Basta sfiorare il filo teso di un profumo che i ricordi risuonano immediatamente” ed è proprio così.

A quanti di noi, sentendo il profumo delicato dei fiori primaverili, viene in mente la carezza della mamma che rimbocca le lenzuola fresche di bucato e, per quanto si continui a lavarle, non si riesce mai a riprodurre quell’adorata sensazione di benessere e di tranquillità interiore che avevi nel letto della tua camera. Quante volte ascoltando le note dolci della zagara rivedi la nonna e la sua colonia profumata poggiata sul comò. E quei profumi che ti ricordano i manicaretti del pranzo della domenica ? Tutti riuniti intorno al tavolo a passarsi le pietanze e a conversare gioiosamente e non c’è chef stellato, ve lo garantisco, in grado di riproporre quei profumi di cibo buono e di casa. Io adoro il profumo della legna che brucia nel camino e quando mi capita di sentirlo nei periodi invernali, la mia mente corre veloce al grande camino di mio nonno, dove i tizzoni e la fiamma non mancavano mai; a volte più vigoroso a volte più mesto, il fuoco era compagno fedele di chi si avvicinava a lui per passare il tempo, anche nei mesi in cui il sole regalava qualche raggio in più. E non possiamo certamente dimenticarci dei profumi di gioventù, quelli del primo amore, delle corse sotto la pioggia e della salsedine del mare. Una volta creata questa magica associazione non la si potrà mai dimenticare. Magari è chiusa nel cassetto dei ricordi ma basta quell’attimo in cui incroci “quel” profumo speciale, per aprirlo e trovare quell’istante di vita trascorsa.

Emozioni… quante emozioni che ci regala il nostro olfatto e allora cerchiamo di valorizzare questo senso un po’ trascurato e riempiamo, in questi giorni, le nostre case di profumi buoni, di ricordi belli, di fiori di primavera e della gioia di vivere.

Concludo con una speciale poesia di Federico Garcia Lorca che così recita: “Bisogna esprimere il profumo racchiuso nelle nostre anime ! Bisogna essere tutti canto, luce e bontà. Bisogna aprirsi interamente di fronte alla notte nera, per riempirci di rugiada immortale”.

Buon profumo a tutti !

Lascia un commento

Orwell.live vorrebbe inviarti notifiche push per tenerti aggiornato sugli ultimi articoli