Satelliti e privacy: qual è la situazione oggi?

Tecnologie sempre più avanzate consentiranno un monitoraggio preciso e capillare dei singoli individui anche dal cielo

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La domanda sempre più pressante è ancora la stessa: la privacy potrà sopravvivere all’avanzare della tecnologia? Oggi, più che mai visto che, in tempi di Covid-19 sono aumentate le richieste di tracciamento di movimenti, dati e informazioni personali per verificare che nessuno violi le norme di sicurezza.

Andiamo però con ordine, iniziando con la ricostruzione di alcuni dei casi più significativi di violazione della privacy nei differenti Paesi. Nel lontano 2013, la polizia di Grants Pass, Oregon, ha saputo che un uomo di nome Curtis W. Croft stava coltivando illegalmente marijuana. Quindi, gli agenti hanno controllato Google Earth e, in effetti, l’immagine satellitare mostrava ordinate file di piante che crescevano sulla proprietà di Croft. Così la polizia ha potuto fare irruzione nella proprietà privata.

Nel 2018, la polizia brasiliana ha utilizzato immagini satellitari in tempo reale per rilevare dove gli alberi vengono abbattuti illegalmente. Così scoprirono un sito che veniva utilizzato per produrre illegalmente carbone e arrestarono otto persone.

Funzionari del governo cinese hanno sempre negato o minimizzato l’esistenza dei campi di rieducazione nella provincia dello Xinjiang, descrivendoli come “scuole professionali”. Però gli attivisti per i diritti umani usando immagini satellitari (“gentilmente” concesse dalla CIA) hanno potuto dimostrare che molte di queste “scuole” sono circondate da torri di guardia e filo spinato.

Nel nostro piccolo da anni ormai la DIA utilizza droni, riprese aere ed elicotteri per mappare i territori sotto controllo di mafia o camorra, individuare rifugi, tunnel sotterranei, magazzini segreti o… ville abusive.

Ogni anno, le immagini satellitari disponibili in commercio diventano più nitide e più frequenti. Nel 2008, c’erano 150 satelliti di osservazione della Terra in orbita; ormai sono 768. Le compagnie satellitari non offrono ancora la sorveglianza in tempo reale, ma vi si starebbero avvicinando.

I difensori della privacy avvertono che l’innovazione nelle immagini satellitari sta superando la capacità del governo degli Stati Uniti (per non dire del resto del mondo) di normare questa tecnologia. Dovremmo imporre limiti più severi ora, altrimenti un giorno tutti, dalle aziende pubblicitarie ai coniugi sospettosi per finire con le organizzazioni terroristiche o malavitose, avranno accesso agli stessi strumenti oggi riservati alle agenzie governative. Ciò significherebbe che in qualsiasi momento, chiunque potrebbe spiarci dal cielo.

Le immagini diventano sempre più chiare

Attualmente questo è ancora il punto debole: le immagini satellitari sono abbastanza potenti da vedere un’auto, ma non abbastanza per leggere la targa. La frequenza è tale da consentire a un agricoltore di tenere sotto controllo la salute delle colture, ma non da consentire alle persone di seguire l’andirivieni del vicino.

Le normative federali statunitensi limitano le immagini acquisite dai satelliti commerciali a una risoluzione di 25 centimetri. I satelliti spia militari, invece, possono catturare immagini in modo molto più dettagliato.

Sin dal 2014, quando la National Oceanic and Atmospher Administration (NOAA) ha abbassato il limite da 50 a 25 cm, quella risoluzione è stata abbastanza soddisfacente per la maggior parte dei clienti. Però le immagini satellitari stanno migliorando ed è prevedibile che investitori e aziende vorranno sfruttarle.

La società Planet Labs, attualmente gestisce 140 satelliti, sufficienti per passare una volta al giorno in ogni luogo della Terra. Maxar, ex DigitalGlobe, che ha lanciato il primo satellite commerciale per l’osservazione della Terra nel 1997, sta costruendo una costellazione di satelliti che sarà in grado di osservare i luoghi 15 volte al giorno. BlackSky Global promette fino a 70 passaggi al giorno sulle principali città. Tutto questo forse non è ancora sufficiente a tracciare ogni mossa di un individuo, ma, se incrociato con altri “controlli” (Gps, celle telefoniche, telecamere…) non ci lascerebbe scampo. Certo, volendo, uno può decidere di lasciare il telefono o l’auto a casa. Più difficile, invece, nascondersi da una telecamera o da un occhio satellitare.

Non solo fotografie

Inoltre, alcuni degli sviluppi più radicali nell’osservazione della Terra non riguardano la fotografia tradizionale ma, piuttosto, il rilevamento radar e le immagini iperspettrali, che catturano lunghezze d’onda elettromagnetiche al di fuori dello spettro visibile.

Le nuvole o il buio possono nascondere le immagini, ma i satelliti possono penetrarle usando un radar ad apertura sintetica, che emette un segnale che rimbalza sull’oggetto rilevato e torna al satellite. Può determinare l’altezza di un oggetto fino a un millimetro. La NASA utilizza questo radar dagli anni ’70 ma, di fatto, negli Stati Uniti ne è stato approvato l’uso commerciale solo l’anno scorso.

Ora gli agricoltori possono utilizzare il rilevamento iperspettrale per capire a che punto del ciclo di crescita è un raccolto, e i geologi possono usarlo per rilevare la trama di roccia che potrebbe essere favorevole allo scavo. Ma potrebbe anche essere utilizzato da militari o terroristi, per identificare bunker sotterranei o materiali nucleari.

Non c’è nulla che possa fermare, la diffusione di immagini sempre più sofisticate. «Molte aziende a livello internazionale inizieranno a fornire immagini a risoluzione più elevata di quanto consentiamo legalmente», afferma Therese Jones, direttore senior della politica per la Satellite Industry Association. «Già ora le nostre aziende vorrebbero abbassare il limite il più possibile».

Ciò che renderà le immagini satellitari ancora più potenti è la capacità di elaborarle in grandi quantità.

Società di analisi come Orbital Insight e SpaceKnow inseriscono i dati visivi in algoritmi progettati per consentire a chiunque abbia una connessione Internet di ricevere le immagini. Gli investitori utilizzano queste analisi, per esempio, per stimare il vero PIL della provincia cinese del Guangdong sulla base della luce che emette di notte. Ma i ladri potrebbero anche scansionare una città per determinare quali famiglie sono fuori città più spesso e per quanto tempo.
(1 – Continua)

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