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Dopo le bugie di Conte ora anche quelle di Borrelli

La menzogna è contagiosa: così se il premier fa il Pinocchio dicendo “non abbiamo sottovaluto nulla”, ecco ora che sono arrivate anche le frottole del capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, rilasciate ovviamente alla “voce dei padroni”: Repubblica.

Più uno legge, più la rabbia sale. Evidentemente anche Borrelli, come il presidente del Consiglio, pensa che gli italiani siano stupidi e smemorati, gente da poter prendere impunemente per i fondelli. Purtroppo per lui, però, ci sono dei fatti, dei documenti che lo smentiscono in modo clamoroso ed evidenziano, a questo punto, tutte le sue responsabilità e l’incapacità di prevedere e gestire la situazione.

L’intervistatore, Corrado Zunino, parla del fatto che l’Italia ha superato il numero di contagi della Cina e chiede: “Questo dato fa capire che, nella fase iniziale del contagio italiano, sono stati commessi alcuni errori”. Risposta di Borrelli: «Il 31 gennaio questo governo ha dichiarato lo stato di emergenza e bloccato i voli da e per la Cina, mi sembra che abbiamo compreso subito che questa epidemia era una cosa seria».

Domanda del giornalista: “Evidentemente non è bastato. È pentito di non aver chiuso tutto subito?”. Risposta di Borrelli: «Come insegnano i protocolli di Protezione civile, l’intervento deve essere sempre proporzionato al rischio».

Già queste prime risposte sono piene di bugie e contraddizioni e denotano tutti i limiti di chi evidentemente non aveva visto, studiato e capito com’era la situazione in Cina e non sapeva nemmeno leggere il testo della delibera con cui il governo aveva dichiarato lo stato di emergenza.

Ricordiamo a tutti cosa c’era scritto limitandoci a un passaggio, rimasto del tutto disatteso da parte del governo e della Protezione civile. Laddove si dice: «Ritenuto che tale contesto di rischio, soprattutto con riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione, impone l’assunzione immediata di iniziative di carattere straordinario ed urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale» e più avanti si parla anche «di potenziamento delle strutture sanitarie e di controllo alle frontiere aeree e terrestri».

Ripetiamo e sottolineiamo che queste frasi erano state scritte il 31 gennaio. Dopo c’è stata questa azione di “previsione e prevenzione”? Neanche per sogno. Il verbo utilizzato era: “impone” e l’aggettivo “immediata” ma non è stato fatto niente. Niente. Nessuna delle “iniziative di carattere straordinario ed urgente” è stata presa. Nessun “potenziamento delle strutture sanitarie” è stato attuato fino a che non siamo entrati in piena emergenza, ovvero quasi 6 settimane dopo.

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L’unica azione fu la sospensione dei voli da e per la Cina, peraltro inutile, visto che i cinesi (compreso il probabile paziente 0, mai seriamente cercato) giungevano in Italia via Francoforte e subivano, al massimo, la misurazione della temperatura negli aeroporti. Nessuna quarantena come invocato dai governatori.

Quello che è peggio, incomprensibile e inqualificabile è che il governo e la Protezione civile (che era obbligata a fronte di quel decreto) non abbiano fatto alcun approvvigionamento di materiali (mascherine, tute, guanti, occhiali e respiratori). Eppure Borrelli le avrà viste le immagini dei medici e degli infermieri in Cina o non è nemmeno a conoscenza del “Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale” redatto dopo l’influenza aviaria del 2003?

Non serviva essere dei geni, bastava un minimo di buonsenso, invece non hanno fatto nulla. Però adesso Borrelli ci viene a dire che «abbiamo compreso subito che questa epidemia era una cosa seria». Ma se afferma una cosa del genere perché non ha fatto nulla? Cosa ha fatto Borrelli dal 31 gennaio al 21 febbraio (primo contagio) oltre a prendere lo stipendio? Come ha organizzato la Protezione Civile? Come ha pensato di affrontare l’emergenza sanitaria? Perché hanno lasciato i medici e gli operatori sanitari in prima linea senza i necessari dispositivi di protezione?

Infine, ecco arrivare la vigliaccata storica «Fin dall’inizio, va detto, ci sono stati comportamenti pubblici che hanno alimentato il problema nazionale» e cita il viaggio di lodigiani a Ischia e di bergamaschi a Palermo. Proprio come Cadorna dopo Caporetto che incolpò i soldati della sconfitta invece di assumersene le responsabilità. Proprio come il suo sodale, Giuseppe Conte, che aveva cercato di scaricare le responsabilità sui medici di Codogno.

Neanche una parola, invece, sui ritardi del governo, sulle mancate chiusure pur invocate da governatori e sindaci.

Perché, se Borrelli aveva «compreso subito che questa epidemia era una cosa seria» non ha contrastato la decisione del governo che, il 26 febbraio, toglieva le restrizioni, dicendo che si faceva allarmismo inutile e così scatenando il contagio costato migliaia di morti?
Perché non si è opposto quando il sindaco dei ricchi, Giuseppe Sala ha dato vita a iniziative pericolose per la popolazione, riprese anche dal segretario del Pd (che almeno è stato punito dal contagio)?

Infine, l’ultima bugia. Alla domanda: “Qual è il problema più grave, nel nostro Paese, in questo momento?” Borrelli risponde: «Dovremmo poter comprare i ventilatori da terapia intensiva nei supermercati, le mascherine ad ogni angolo e invece stiamo faticando. India, Russia, Romania, Turchia: hanno bloccato le esportazioni».

Ancora una volta Borrelli-Cadorna scarica le colpe su altri. Il problema non è chi blocca le esportazioni oggi, ma il fatto che lui avrebbe dovuto fare provvista di queste cose 2 mesi fa, dopo il 31 gennaio. Non dice, per esempio, che la fabbrica emiliana che produce respiratori è stata contattata per la prima volta solo il 6 marzo.

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A questo punto, però, non è più una questione “politica”, di incapacità, impreparazione, inadeguatezza… Visto il numero dei morti dovrà diventare una questione penale. Infatti, c’è già chi sta preparando le denunce nei confronti di Borrelli e di Conte. Perché, come diciamo da giorni, quanto tutto sarà finito #celapagherete!

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