Conte senza pudore: «non abbiamo sottovalutato nulla»

Vergognoso atteggiamento autoassolutorio da parte di chi ha le maggiori colpe del dramma che tutta Italia sta vivendo

0 views
4 mins read

Almeno non ci prendesse per i fondelli. Dire bugie in un momento come questo non è serio, né responsabile. Va bene chiedere la massima collaborazione da parte di tutti ma, almeno, ci risparmi frasi che provocano una rabbia infinita nei malati, nei parenti dei defunti e in tutti gli operatori costretti a lavorare in condizioni a volte davvero drammatiche.

C’è una frase del presidente del Consiglio che davvero indigna: “Non abbiamo sottovalutato nulla”. L’ha detta ieri al Corriere della Sera senza, naturalmente, che il giornalista asservito replicasse.

Davvero presidente non ha “sottovalutato nulla”?

Il 31 gennaio già si parlava di emergenza sanitaria. Cosa ha fatto da allora il governo? Ha fatto approvvigionamenti di mascherine, guanti, tute e occhiali di cui dotare subito il personale medico dei pronto soccorso e dei reparti di medicina generale e pneumologia? No. Il risultato sono i 2.629 medici contagiati dal coronavirus, di cui già 8 morti, più gli infermieri e gli operatori sanitari.

Ha fatto approvvigionamento di respiratori e altro materiale per affrontare l’emergenza? No.
Ha approntato un piano per aumentare i reparti e i posti letto di terapia intensiva dando alle Regioni i fondi necessari? No.
Ha pensato all’approvvigionamento preventivo di mascherine e disinfettanti a disposizione degli italiani attraverso la rete delle farmacie? No.
Ha fatto un piano di prevenzione? Vietato gli accessi? Controllato i cinesi che tornavano a centinaia dalle zone a rischio? No.

Altro che “Non abbiamo sottovalutato nulla”

Spera forse che gli italiani si dimentichino le frasi indirizzate a chi chiedeva il blocco delle frontiere prima e la quarantena per le persone tornate dalla Cina: «Così si alimentano inutili allarmismi: la possibilità di diffusione del virus in Italia è pressoché remota».

Pensa davvero che ci siamo dimenticati le sue accuse ai medici di Codogno, come se fossero stati loro a scoperchiare il vaso di Pandora facendo esplodere il contagio?

Forse Conte spera che nessuno si ricordi quando, il 26 febbraio (5 giorni dopo i primi casi) dichiarò: “La vita deve continuare” aprendo al ripensamento delle misure di restrizione per Milano, come richiesto accoratamente da un altro incosciente, il sindaco dei ricchi, Beppe Sala.

Fu proprio a seguito di queste scellerate dichiarazione che i giornali furono “costretti” a cambiare registro e che il presidente del Pd, Zingaretti, si sentì in obbligo di andare a prendere l’aperitivo sui Navigli… beccandosi il contagio.

“Non abbiamo sottovalutato nulla”… Si è visto.

Quando i sindaci di Alzate e Nembro avevano chiesto di essere dichiarati zona rossa, lo ha fatto? No, anzi li ha fatti addirittura richiamare all’ordine dalla ministro Lamorgese.
Quando i governatori del Nord hanno chiesto di estendere le limitazioni, li ha ascoltati? No.
Ogni volta le decisioni del governo sono arrivate con almeno una settimana di ritardo sulle necessità, mentre il virus galoppava.
Poi la spettacolarizzazione degli annunci dei decreti, con l’effetto di creare prima l’assalto ai supermercati, poi quello ai treni verso il Sud.

“Non abbiamo sottovalutato nulla”? Vero, signor presidente?

Potremmo anche continuare, l’elenco è lungo. Ci limitiamo a citare l’opposizione alla richiesta di sospendere Schengen per attuare i controlli alle frontiere, come hanno fatto ormai tutti gli altri Paesi europei, mentre (dall’inizio dell’emergenza) in Italia sono stati fatti sbarcare più di 600 clandestini scaricati dalle Ong senza alcun controllo.

Il tragico bilancio che ogni giorno cresce, purtroppo, è davvero solo il risultato delle sottovalutazioni sue e del governo oltre che della mancanza di coraggio nel gestire l’emergenza. Stia pur certo, presidente Conte, che – alla prima occasione – anche gli italiani “non sottovaluteranno” questi errori e le sue frasi arroganti.

Lascia un commento