Informazione e luoghi di ritrovo virtuali alla faccia di Covid-19

In tempo di isolamento forzato servono strumenti tecnologici per rimanere in contatto con il mondo e continuare le attività didattiche e lavorative: eccone alcuni

0 views
5 mins read

Possiamo dire che, in questo momento, un po’ tutti stanno scrivendo di coronavirus; ne abbiamo conferma grazie a MuckRack Trends che indica in oltre 1,6 milioni gli articoli sul virus dall’inizio dell’anno e mostra i trends di pubblicazione nei vari mesi.

Con Correnti Parse.ly, invece, abbiamo uno strumento che traccia che tipo di notizie sono più popolari su tutto il territorio americano Possiamo così vedere quanti stanno leggendo e cosa. Al momento, tutti tranne due dei 10 temi principali consultati sono esplicitamente sul virus; gli altri due sono Donald Trump (anche in riferimento al focolaio) e Bernie Sanders.

Anche da noi, comunque, possiamo dire che quasi tutti stanno parlando del coronavirus, basta semplicemente guardare sui social media, leggere le e-mail, guardare le principali notizie su qualsiasi media.

Negli USA questo tipo di analisi si può fare con CrowdTangle, che va alla scoperta di contenuti con la sua piattaforma di monitoraggio sociale. Il sito fornisce una visualizzazione di social media; una vera e propria “rassegna stampa” che non potremmo immaginare più curata, con tutte le news (affidabili) reperite in rete e rilanciate attraverso pagine, gruppi pubblici o profili sui social.

In questi giorni di forzato isolamento, i giornalisti stanno approfittando della tecnologia in modi nuovi. Il New York Times e il Washington Post hanno entrambi bollettini dedicati esclusivamente al coronavirus. Così ha fatto BuzzFeed News, che ha messo in piedi anche un servizio di sms in cui i lettori possono porre domande specifiche.

Anche in Usa, come in Italia, si stanno susseguendo cancellazioni di eventi. Ecco allora un sito come Is It Canceled Yet? che elenca tutte le conferenze, festival ed eventi che sono (o non sono) stati annullati.

Per tutti quelli che stanno lavorando da casa (non solo americani) Google e Microsoft hanno creato delle offerte. Google sta creando funzioni “avanzate” per gli hangout, disponibili gratuitamente fino al 10 luglio, sbloccando una serie di funzioni utili per i lavoratori remoti. Ha, infatti, annunciato qualche giorno fa che avrebbe implementato l’accesso gratuito alle funzioni “avanzate” per Hangouts Meet a tutti i clienti G Suite e G Suite for Education a livello globale fino al 1 luglio. Ciò significa che le organizzazioni possono ospitare riunioni fino a un massimo di 250 partecipanti o trasmettere in streaming fino a un massimo di 100.000 spettatori, all’interno di un singolo dominio e anche registrare e salvare riunioni su Google Drive. Normalmente, Google addebita 13 dollari per utente al mese per queste funzionalità, oltre all’accesso a G Suite sotto il livello “enterprise”, che costa 25 dollari per utente al mese.

Allo stesso modo, Microsoft sta offrendo una prova gratuita di sei mesi di Microsoft Teams Premium, secondo quanto riportato da Business Insider, che include chat sul posto di lavoro, le riunioni video e archiviazione di file. Microsoft sta anche aprendo le versioni gratuite di Teams, consentendo a tutti gli utenti di creare gruppi di qualsiasi dimensione e di programmare le videochiamate e conferenze.

Sempre a proposito del livello premium di Microsoft Teams, tale livello è stato originariamente progettato per consentire agli ospedali, alle scuole e alle aziende di attivarsi rapidamente su Microsoft Teams. Ora è disponibile a livello globale. Però, quando provi a registrarti, ti verrà richiesto di lavorare con un partner Microsoft o un membro del team di vendita di Microsoft per configurarlo.

Naturalmente tanta “generosità” da parte dei colossi della tecnologia non è disinteressata. Anche loro, infatti, hanno incominciato a sentire le conseguenze della pandemia. Google ha bloccato la maggior parte dei viaggi internazionali per i dipendenti e Microsoft ha raccomandato ai dipendenti di lavorare in remoto per aiutare a prevenire la diffusione della malattia.

La tecnologia contribuisce quindi alla prevenzione facilitando l’autoisolamento. Ci può aiutare anche in altri modi? Ebbene sì, c’è una app anche per ricordarci di lavare spesso le mani…

 

Lascia un commento