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Ora, cari giudici, parlateci voi di Bibbiano

Con una condanna patteggiata a 20 mesi per l’assistente sociale che ha confessato di aver falsificato le relazioni, come richiesto dalla responsabile, per togliere i bambini alle famiglie, è iniziata la fase processuale dell’indagine “Angeli e Demoni” sugli affidi illeciti nell’Unione della Val d’Enza.

Ora siamo tutti in attesa di conoscere le richieste di rinvio a giudizio da parte del PM per i 108 capi di imputazione che complessivamente interessano gli altri 26 indagati.

Più si va avanti e più si entra nel vivo delle questioni giudiziarie per cui vengono a cadere tutti i discorsi sulle fake news e i tentativi di minimizzare o mettere a tacere. Dopo le elezioni c’è chi ha avuto la faccia tosta di dire che, visto che il Pd ha vinto in Emilia-Romagna, era il caso di mettere a tacere tutta la vicenda. Come se fosse stato un caso elettorale e non un caso giudiziario, una vicenda politica e non una gravissima vicenda di cronaca che ha scoperchiato il dramma degli affidi illeciti.

Qui si parla di ingiusti allontanamenti di bambini dalle famiglie (con gravissime accuse false di violenze), al fine di consegnarli a qualche “amica” o qualche casa-famiglia a scopo di lucro. Un traffico reso possibile dalle tante criticità della legislazione vigente che va cambiata al più presto.

Ci teniamo a sottolinearlo, infatti, che quanto accaduto non deve portare a criminalizzare le famiglie affidatarie o tutte le case-famiglia, ma a cambiare le leggi e la mentalità per cui lo Stato deve, prima di tutto, aiutare le famiglie in difficoltà e arrivare all’affido esterno solo in casi eccezionali, di effettiva necessità.

Passando alla condanna patteggiata dall’assistente sociale Cinzia Magnarelli ricordiamo che, a fine gennaio, la sua richiesta era stata respinta perché non ritenuta congrua la pena di un anno e quattro mesi di reclusione. Lunedì, invece, è stata accolta avendo portato la pena a un anno e otto mesi, con sospensione condizionale, per cui la Magnarelli è tornata libera, ma non rientrerà in servizio perché licenziata dopo aver rivelato di aver falsificato le relazioni su richiesta della dirigente responsabile, Federica Anghinolfi. Tra l’altro, la Magnarelli aveva già ottenuto il trasferimento ad altro servizio proprio perché non le piaceva redigere relazioni false.

La sua collaborazione è servita comunque a cancellare ogni dubbio sui metodi illeciti utilizzati per ottenere gli allontanamenti. Del resto, l’inchiesta “Angeli e Demoni” si basa sulla forza delle intercettazioni che, di fatto, non lasciano il minimo dubbio sulle situazioni.

Con questa prima sentenza si è aperta dunque la fase giudiziaria, dinanzi alla quale nessuno potrà più fare finta di niente e speriamo che, finalmente, anche il ministro Elena Bonetti riesca a ritrovare la parola, dato l’assordante silenzio finora scelto sulla questione di Bibbiano e, più in generale, sul tema della riforma degli affidi.

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