Cronache dalla peste 2

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Chiusi in casa. Per molti è un’esperienza nuova. Per ora siamo solo al secondo giorno e gli effetti sono positivi: si dorme e si mangia di più, si guarda la tv, si leggono e si scrivono cazzate sui social… Poi viene la malinconia: la pausa caffè con il passeggio delle segretarie; la consueta lotta al coltello per rubare un metro al semaforo; i ritardi agli appuntamenti, gli insulti, la fretta, la frenesia, i clacson… Ci mancano. Come ci manca la palestra, l’aperitivo al bar e quel senso di assuefazione quotidiana che genera sicurezza dato da una scrivania, una sedia e quattro cianfrusaglie “tue”. Benvenuti nel mondo dei “precari”, del tanto osannato “smart work”, della socialità virtuale e dell’isolamento reale. Vedrete, alla fine di questo esperimento, se non avevamo ragione noi a dirvi che non è per nulla “meraviglioso”…

Orgoglio e pregiudizi

Son tornati i campanili, anche se con molte venature politiche. Da quando è esploso a Codogno il primo caso di coronavirus è tutto un susseguirsi di post di “revanscismo” meridionalista. Stando solo agli sfottò, senza entrare nei deliri degli odiatori di mestiere, è tutto un rimbalzare di “siam meglio noi, siete peggio voi”. Governatori e sindaci del Sud non hanno perso l’occasione di prendersi la rivincita vietando l’accesso a veneti e lombardi. I veneti l’hanno presa bene… «chiudete pure i confini, isolate il Veneto… finalmente avremo la nostra autonomia». In Brianza sono, invece, apparsi sui cavalcavia alcuni striscioni “Forza Lombardia” firmati dalla Lega, ma indirizzati a tutti. Chi proprio non ce la fa a trattenere la soddisfazione sono i Paesi “amici” dell’Unione Europea. Per loro l’Italia è sempre stata una nazione di straccioni, sporchi e puzzolenti, buona solo per immagazzinare immigrati altrettanto sporchi e puzzolenti. C’abbiamo il colera, la meningite, la scabbia… possiamo tenerci pure il coronavirus. Da ieri siamo ufficialmente dei potenziali “untori” da evitare. Tutti, non solo i settentrionali.

Fake o non fake?

In questi giorni c’è “fame” di notizie anche perché, in effetti, di questo virus si sa poco e ci si capisce meno. Sono settimane che girano ipotesi di ogni tipo. Il fatto è che le tesi meno credibili sono proprio quelle ufficiali: che il virus sia partito dal mercato del pesce, dai pipistrelli, dai maialini… Allora è saltato fuori il laboratorio creato nel 2014 a Whuan per “studiare” i virus pericolosi. Da lì sono saltati fuori articoli e persino l’originale di registrazione di un brevetto internazionale del coronavirus nel 2015. Immediato il fuoco di fila delle smentite ufficiali per mano, soprattutto, dei siti ufficialmente auto-certificatisi di “fact-cecking” ovvero di cacciatori di bufale. Tra questi, attivissimo Open, il giornale on line di Mentana… Intanto il Dipartimento di Stato americano ha accusato i russi di aver messo in giro la voce che il virus farebbe parte di una “guerra batteriologica” per mettere in ginocchio la Cina voluta di Trump. A differenza di Open noi non abbiamo la presunzione di sapere cosa sia vero e cosa sia falso… Ci accontenteremmo anche solo di sapere chi lo ha portato in Italia… Ma questo rimarrà il più grande dei misteri. Scommettiamo?

Quante “aree” si dà Sala

Il “sindaco dei ricchi” vorrebbe tanto essere un po’ più al centro dell’attenzione. Così mobilita i suoi giornalisti del Tg3 per non lasciar parlare solo l’odiato governatore Fontana e dice… una fesseria dietro l’altra. «Invece che assaltare i supermercati prendetevi cura dei più fragili» (voi pezzenti, mica io che sono radical chic); «il Comune cercherà di far funzionare i servizi al meglio» (ma come se gli uffici sono chiusi?). Una idea furba, invece, poteva essere quella di liberalizzare i parcheggi a pagamento e togliere i blocchi all’Area C e B per facilitare la possibilità di recarsi al lavoro in auto, invece di prendere i molto più pericolosi (per un eventuale contagio) mezzi pubblici… Tanto in questi giorni ci sono pochissime persone in giro ed è pure prevista pioggia… Ma no, guai a violare i privilegi di chi vive nel Quadrilatero… guai a fare qualche cosa di non “politicamente corretto”, guai a rinunciare agli incassi da parcheggi e ticket.

Virus Inps

Questa storia che “tanto muoiono solo i vecchi” sta alimentando dei sospetti. Vuoi vedere che il famigerato e introvabile “paziente 0” che ha portato il virus in Italia è stata la Fornero? Ogni pensionato in meno è un sospiro di sollievo per l’Inps. Tra l’altro la soddisfazione con cui viene annunciato questo dato, da parte dei media ma anche da parte di qualche virologa, non sembra molto intelligente. Anche senza stare a scomodare l’improbabile saggezza dei vecchi, il ruolo dei nonni in questa disgraziata epoca che macina la vita dei giovani si sta dimostrando ancora importante. Comunque…

Spritz therapy

Chiudiamo con un tocco di goliardia… Già nei giorni scorsi ci era piaciuto l’intervento di un giovane di Vo Euganeo epicentro veneto del virus. Una giovane e ansiosa cronista (che si sentiva al fronte) gli ha chiesto con voce stentorea «non siete preoccupati?». Al che lui indicando orgoglioso il bicchiere ha risposto: «Ma no. Noi gh’avemo l’alcool che ci protegge». Non ha torto, per nulla. Lo conferma questa inserzione pubblicitaria di inizio secolo scorso che spiega come l’Aperol (che è alla base dell’aperitivo veneto per eccellenza: lo spritz) “previene le cause” dell’influenza… Ecco, forse il vaccino lo abbiamo trovato… proprio in Veneto.

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