Jurijgami, i suoi vent’anni e l’ansia per il “Pezzo di carta”

Giovane, appassionato e determinato: Jurijgami si racconta e ci parla del suo ultimo singolo, il cui video è stato girato nella nostra sede di ComoNExT.

tempo di lettura 6 minuti

Nome.

Jurij

Cognome.

Cirone

Nickname.

jurijgami

Perché Jurijgami?

Mi piacciono molto i giochi di parole e quindi ho voluto che il mio nome d’arte fosse anch’esso un gioco di parole con il mio vero nome, Jurij. Il gioco di parole richiama l’origami, quindi un’immagine artistica e divertente; anche l’idea che da un foglio bianco possano crearsi forme molto particolari mi ha sempre ispirato.

Quanti anni hai?

22

Cos’hai studiato?

Ho studiato scienze, in particolare matematica e informatica in un liceo di “scienze applicate”, quindi senza il latino. Dopodiché ho tentato la strada del percorso universitario con indirizzo economico ma sono durato poco più di tre mesi, avevo altro per la testa.

Com’è nata la passione per la musica?

Senza dubbio da mio padre, anche lui musicista. Mio padre in verità non mi ha mai realmente spinto nel mondo della musica ma, come spesso accade tra padre e figlio, ci si passa il testimone ed eccoci qui; in un certo senso si può dire che il mio destino era scritto.

Ora ne hai fatto un lavoro?

Diciamo di sì, se la musica per un cantautore può essere considerata un lavoro.

Riesci a vivere “solo” di musica?

La carriera artistica prevede un lungo periodo di “investimenti” non solo a livello economico ma anche di tempo e sforzi, è necessaria una crescita interiore ed estetica importante per poter arrivare alle persone con la tua musica e i tuoi messaggi. Certo, puoi anche avere la fortuna di fare il botto subito e quindi la risposta alla tua domanda può essere “assolutamente si”, nel mio caso la risposta è sì, ma è fondamentale lavorare giorno per giorno il doppio degli altri e prendere ogni traguardo come punto di partenza.

E “Il pezzo di carta”?

Il “pezzo di carta” è una tematica sociale importante. Molti genitori spingono i propri figli a carriere che non si sognerebbero mai di fare, senza curarsi realmente dei loro sogni o dei loro progetti. Così facendo la società si riempie di ingegneri, dottori, avvocati che in realtà avrebbero voluto fare altro e di conseguenza non hanno la giusta motivazione e realizzazione in quello che fanno.

Bella canzone, autobiografica?

Sì. Sto tutt’ora cercando di spiegare a mia madre che anche il mio mestiere è dignitoso come tutti gli altri ma mi rendo conto che molte volte è difficile far cambiare idea a persone cresciute in periodo storico in cui la massima aspirazione era il posto fisso.

Studiare ti metteva davvero ansia?

Studiare non mi metteva ansia, era l’aspettativa sui risultati degli studi a mettermela.

In cosa crede oggi un ragazzo della tua età?

Non penso di poter dare una risposta generale a questa domanda, ci sono tantissimi ragazzi con idee e progetti incredibili. Sicuramente la tendenza è quella di credere più all’estetica e alla percezione delle cose rispetto alla loro reale sostanza ed essenza. Che senso ha imparare la musica se mi basta una foto con una chitarra per poter ottenere in termini di like l’approvazione degli altri?

Ti piace la trap?

Dico di no ma in realtà non la seguo abbastanza per poterla giudicare. La musica oggi è spesso un mix di tanti generi e devo dire che l’influenza della trap in alcuni di questi generi crea delle sonorità veramente interessanti.

Considera che l’unico Trap che riconosco è Trapattoni… il rock?

Il rock è uno dei miei generi di partenza e lo porto sempre con me. Suonando la chitarra elettrica è inevitabile appassionarsi a sonorità forti e distorte, sicuramente nei miei arrangiamenti il rock ricopre un ruolo molto importante.

Artisti preferiti?

John Mayer su tutti, anche perché da chitarrista apprezzo non solo le sue canzoni ma anche il suo background chitarristico appunto. Ascolto veramente tantissima roba diversa e generi diametralmente opposti, faccio quasi fatica a ricordare abbastanza nomi per formare un elenco. Per un creativo penso sia fondamentale abbattere qualsiasi barriera del pregiudizio per aprirsi su tutti i fronti, di conseguenza mi ritrovo nelle cuffie un po’ di tutto.

Il tuo prossimo obiettivo?

Diffondere con tutte le mie forze il nuovo album ormai in uscita; ho fatto un grande passo avanti rispetto al mio scorso ep e sento di avere maggiore consapevolezza artistica, sono sicuro piacerà.

Ora invece dimmi il tu grande sogno.

Il mio grande sogno è non perdere mai l’entusiasmo. I calciatori dicono spesso “guardiamo partita dopo partita”, la mia risposta è molto simile ma traslata al mondo della musica. Questa carriera è densa di fallimenti e grandi soddisfazioni, ogni vittoria è giusto un altro piccolo passo in avanti in un percorso bello e affascinante proprio perché non ha un reale punto di arrivo. Comunque mi piacerebbe fare il festival di Sanremo.

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