L’aroma intenso della libertà di informazione

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Come la politica, come la democrazia, come ogni cosa che serve, anche l’informazione costa. Poco o molto, ma costa, Non è possibile, alla lunga, usufruire di notizie, analisi, commenti, interviste, opinioni del tutto gratuitamente. Così come non può essere considerato gratuito il lavoro intellettuale.

Dietro un giornale on line ci sono tecnici e informatici; ci sono giornalisti e scrittori che quotidianamente offrono il prodotto della loro intelligenza e della loro passione nel cercare fonti e spunti e confezionare notizie che diano un’immagine quanto più efficace e veritiera del mondo in cui viviamo. Quanto più gli strumenti sono esigui, tanto più hanno bisogno di supporti. In altri termini, di sostegno – anche minimo – da parte del lettore.

L’importante è far vivere una voce libera che non prende quattrini in cambio di “false verità” o di verità artefatte. Che non costruisce di fake news fatte passare come “primizie”, scoop, rivelazioni.

Diffidate degli imbonitori, di coloro che spacciano menzogne o approssimazioni, di quanti vi dicono che potete avere tutto senza spendere niente.
Sono pusher dell’informazione che tendono a condizionare il vostro giudizio. E non vanno creduti.

Se ne sono resi conto tutti coloro che vogliono fare e offrire un prodotto di qualità.
I contenuti vanno pagati, magari pochi spiccioli, ma efficaci per tenere in vita un prodotto editoriale.

Lo fanno i siti dei grandi giornali (che godono di finanziamenti e pubblicità), non vedo perché Orwell debba sottrarsi.

Scambiare un giornale on line con un blog, per quanto dignitoso e curato, è un errore. Chi si rivolge a un “giornale” elettronico vero e proprio è come se acquistasse in edicola un giornale cartaceo.

La vita è fatta anche di immaterialità, oltre che di elementi primari, essenziali, indispensabili. Quanto più si sa tanto più si è liberi. E se si attinge a strumenti di conoscenza anticonformisti, magari un po’ eccentrici, non allineati come tutti gli altri mezzi di informazione, la conoscenza si dilata, il sapere si espande senza grandi sacrifici, il confronto dispiega le sue potenzialità che ci fanno sentire ed essere più liberi.

Orwell fa una “questua” (inutile chiamarla in altra maniera), per garantirsi un futuro. E voi potere contribuire a tenere in vita una voce con poco (5 tazzine di caffè in un mese). L’aroma sarà diverso indubbiamente, ma il sapore sorseggiando parole, concetti, analisi sarà indubbiamente intenso.

In futuro forse, tutti i giornali online liberi – molti lo stanno già facendo – saranno a pagamento. Cominciate da Orwell al quale vi siete affezionati in pochi mesi. In piena libertà. Naturalmente.

 

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